Circa trenta
imprenditori siciliani sono stati presenti, alla Fiera Italexpo Libia 2000, che è tenuta
a Tripoli.
"Abbiamo compiuto i primi passi per favorire l'accesso degli imprenditori palermitani
e siciliani nel mercato della Libia, ed è intenzione dell'amministrazione comunale
perseguire nella promozione istituzionale delle nostre aziende, secondo le logiche della
internazionalizzazione".
Lo ha affermato l'assessore comunale alle Attività Produttive, Elio Bonfanti, al termine
della sua missione a Tripoli, dove ha accompagnato una delegazione di imprenditori
palermitani in visita alla locale Fiera Campionaria.
L'assessore ha incontrato numerosi esponenti dei settori produttivi e commerciali della
Libia, facendo così seguito alla recente visita politica del sindaco Orlando nel paese
nordaricano.
A guidare le nostre imprese, ospitate negli stand della Regione e della Provincia di
Palermo cè stato il Ciem, il Centro per l'internazionalizzazione delle piccole e
medie imprese nello spazio euromediterraneo.
Proprio il Ciem ha organizzato un seminario operativo per dare alle aziende interessate
tutte le indicazioni utili per "sbarcare" nel mercato libico.
La Libia ha ripreso, grazie all'accordo siglato nel '98 con il Ministero degli Esteri, i
rapporti con l'Italia.
Il nostro Paese, inoltre, rappresenta il principale partner commerciale della Libia,
importando il 40% delle esportazioni libiche e coprendo il 22% delle importazioni dalla
Libia.
Un ruolo determinante nei prossimi anni lo avrà la Sicilia, soprattutto per la vicinanza
geografica e per certi versi culturale. E ad accettare l'invito c'erano circa quaranta
imprenditori arrivati da diverse province dell'isola.
"I settori più interessati - ha detto il direttore del Ciem Vincenzo Valenti - sono
quelli dell'agroalimentrare, dell'edilizia, del mobile e dei macchinari. Non solo,
infatti, c'è un pregresso di anni da colmare per quanto riguarda i consumi, ma c'è tanto
da fare anche per realizzare infrastrutture e servizi".
L'amicizia con l'Italia è stata ribadita dal consigliere per la cooperazione
dell'ambasciata libica a Roma Muftah Khlief.
"C'è tanto da fare - ha affermato Khlief - e questo richiede la presenza delle
imprese siciliane, visti anche i rapporti tra Italia e Libia che diventano sempre più
forti. È anche nostro interesse favorire gli insediamenti per agevolare la creazione di
occupazione per le nuove generazioni".
Di imprese interessate ce ne sono davvero tante.
"Per noi è un Paese nuovo - dice Rosaria Mangiapane della ditta di marmi 'Cusman' di
Custonaci in provincia di Trapani -. Esportiamo già a Singapore, a Taiwan e in altre aree
dell'Oriente e adesso stiamo prendendo questi contatti perché pensiamo anche a possibili
insediamenti in Libia".
A insediamenti in loco pensa anche la Ved, un'industria di manufatti in vetroresina.
"Cerchiamo partners per insediare stabilimenti - dice il Direttore Generale, Pietro
Licata - perché nel nostro caso esportare ha costi elevati. Abbiamo concluso accordi in
Malesia e la Libia è un mercato interessante per lo sviluppo delle infrastrutture e
cerchiamo soci locali. Il Ciem è per noi lo strumento per arrivare al nostro
obiettivo".
L'interesse, dunque è vivo e ieri al seminario era presente anche il vicedirettore
generale della Ubae Arab Italian Bank, Giorgio Cattan.
"Noi ci offriamo come intermediari - dice Cattan - per favorire le iniziative
economiche verso la Libia e mettiamo a disposizione i nostri rapporti preferenziali con le
strutture finanziarie libiche. Il Ciem quindi può essere un veicolo per le imprese e noi
siamo pronti a sostenere le iniziative che verranno messe in campo".
Soddisfatto il Presidente del Ciem Julo Cosentino: "Il seminario - ha detto - è
stato un momento operativo e rappresenta una novità anche nello stile dell'organizzazione
delle missioni all'estero. Noi prepariamo gli imprenditori che vogliono, valutare le
opportunità offerte da quel mercato che diventa sempre più appetibile".
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