Di recente la Galleria d'Arte
"Studio 71", ha ospitato una personale dell'artista bagherese Salvatore Provino
dal titolo: "Superfici gassose". Recenti e numerose le opere esposte che sono
state oggetto dell'attenzione, mai superficiale, dei numerosi visitatori che hanno
espresso apertamente consensi o dissensi, in ogni caso, mai deludente indifferenza.
Forse, quando il primo uomo comparve sul nostro pianeta, quando terra ed acqua ancora non
del tutto disgiunte, si popolavano d'alberi e di fauna e l'uomo, da prono, sollevò la
fronte verso il sole ed, eretto, osservò il mondo che lo circondava, vide uno spettacolo
mai più ripetuto, il caos primordiale assumeva un ordine coerente finalmente idoneo ed
accogliente per un'umanità sempre più numerosa e fiduciosa in un'avventura che non ha
ancora avuto fine.
Nell'osservare le recenti realizzazioni di Provino, avvertiamo le stesse uniche sensazioni
dei nostri lontanissimi progenitori al cospetto di un primigenio ordine, adesso da noi
ritrovato nelle immagini di quest'ispirato artista in un armonico informale che, esaltato
dai colori, a volte brumali a volte corruschi, consente all'osservatore una comprensione
febbrile, ineffabile sensazione di essere penetrati nel segreto sentire dellartista,
nel suo donarsi a sensazioni intimistiche di un'atmosfera dal primordiale richiamo.
C'è grato pensare che non solo a quei lontanissimi e per noi, soprannaturali accadimenti
l'animo di Provino esulta, esso si dona con affettuoso trasporto anche a ciò che per i
più non è percepibile, d'altronde le pulsioni di un animo fremente pronto a cogliere ed
esaltare l'aspetto emotivo d'avvenimenti ritenuti colpevolmente non degni di nota, fa
nascere inevitabilmente in un artista, l'impulso incontrollabile di fissarli sulla tela,
ed ecco disvelarsi una narrazione che affida al cromatismo ed alla composizione un
racconto cerebrale che può essere captato o non compreso dall'osservatore che, in ogni
caso, è stimolato alla riflessione, a porsi interrogativi che, forse, non riusciranno mai
a giungere a conclusioni inconfutabili, ma che in ogni caso, serviranno ad una
comprensione al di là dall'evidente, dalla soluzione banale.
Provino titola le sue opere: "Tempesta sulla superficie, Porpora, Vuoti, Sindone, La
notte, Alba" solo per citarne alcune, non per consentire rapide interpretazioni, ma
per affidare all'osservatore il compito stimolante e non passivo di una comprensione
nell'incertezza, un messaggio pittorico rivolto a menti protese verso il fantastico mondo
dell'arte con tutte le sue certezze e le sue trepide, fantastiche illusioni.
Non è arduo comprendere che Salvatore Provino affida il suo segreto sentire a
realizzazioni complesse, dove lo "sviluppo" dell'opera richiede elementi comuni,
ma asserviti al suo racconto in perfetta armonia con un cromatismo parco, non limitante,
ma in perfetta sintonia con il prorompere di sentimenti e sensazioni dal rapido
sovrapporsi, filtrati da un substrato culturale di grande spessore ed è questo che
impedisce alle sue figurazioni una banalizzazione altrimenti in subdolo agguato.
Trepide attese e subitanea gioia si alternano in un articolato divenire che, nel
coinvolgimento dell'osser-vatore, trova ragione di essere, "fare arte" fine a se
stessa assumerebbe una valenza egoistica, autocompiacimento, un'esi-genza personale,
destinata deludentemente all'anonimato, nel venir meno all'obiettivo irrinunciabile di un
artista, divulgare la propria cerebralità ed emotività servendosi della figurazione,
poco importa se palese quale può essere l'evidenza del figurativo, o l'intimismo proprio
dell'informale.
Ed è appunto sotto questo imprescindibile aspetto che Provino delinea il suo cammino
artistico, la comprensione è associata al connubio opera-artista, non si può
"leggere" un dipinto fidando esclusivamente sulle proprie intuizioni, i sussulti
orgasmici si, quel "moto dell'anima" è indispensabile a porre in sintonia
l'artista ed il fruitore dell'opera, e l'artista compreso nell'idea, sarà compiutamente
appagato nel condividere le emozioni, le ansie e le attese con il suo
"illuminato" interlocutore.
Le realizzazioni di Salvatore Provino ci coinvolgono in un'atmo-sfera misteriosa di
bagliori accecanti o di tenebre perigliose, in estenuanti sfide mentali ed esaltanti
risposte che, al fine, riconciliati dalla consapevolezza della comprensione, ci
permetteranno di essere coinvolti in un mondo la cui verità non è riservata solo
all'osservazione visiva, ma anche ad una compenetrazione di sensazioni e sentimenti che
regalano la struggente certezza d'essere parte, per un attimo indefinito, dell'esaltazione
artistico-mentale di Salvatore Provino
Claudio Alessandri |

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