SAN GIUSEPPE JATO

Abitanti jatini-sangiuseppini
C.A.P. 90048
Municipio piazza municipio
via vittorio emanuele 290
Altitudine S.L.M. (In Metri) 463
Superficie (In Kmq.) 29,46
Tipo Di Superficie collina interna
Distanza Da Palermo (In Km.) 30
Si Raggiunge da
S.S. pa-sciacca
Gonfalone rosso e celeste
Patrono Maria SS. Della provvidenza
(13-16/8)
S. Giuseppe (19/3)
Diocesi Monreale
Zone archeologiche Monte Jato

È un sito antichissimo che sembra risalire al IX e VIII secolo a.C., di origine probabilmente Elima.
La città fu chiamata dai Romani "Jetas" e le prime notizie risalgono alle lotte tra Selinunte e Segesta. Con la venuta in Sicilia, Pirro, dopo aver conquistato le città soggette ai cartaginesi, si diresse verso Palermo, ma prima volle allearsi con gli jetini ed insieme ad essi la occupò.
Nel 254 a.C. sbarcati i romani in Sicilia e occupata Palermo, gli jetini si misero sotto la loro protezione e fu il loro periodo più prospero. Fu infatti ampliato il teatro e l'agorà.
Ma intorno al I secolo d.C. un terremoto la distrusse, e rimase per molti secoli disabitata.
Con la venuta degli arabi in Sicilia fu una munita roccaforte, chiamata Jato, e ritornò agli antichi splendori al punto da ospitare tredicimila famiglie.
Ma fu distrutta nuovamente nel 1246 da Federico II di Svevia.
L'attuale abitato fu fondato ai piedi del monte, con "licentia populandi" del 1779, da Don Giuseppe Beccadelli-Bologna, marchese della Sambuca. Il marchese fece edificare il suo palazzo accanto alla chiesa del SS. Cuore di Gesù, sul corso principale.
Il paese, grazie alla fertilità dei terreni, si popolò ben presto e già nel 1838 contava più di 4.000 abitanti.A causa però di copiose piogge, avvenne una frana che distrusse quasi tutto l'abitato. Comunque, questa frana pur avendo danneggiato notevolmente il costruito, non fece registrare alcuna perdita umana.
Nel 1852 la rinascita della cittadina si registra dai dati anagrafici e di conseguenza dalla espansione del tessuto urbano.
La frana aveva risparmiato la Chiesa del SS. Cuore di Gesù e un gran numero di case.
Furono ricostruite, invece, la nuova Matrice intitolata a S. Giuseppe, la Chiesa di Maria Vergine Immacolata, e l'antica chiesa dei Gesuiti fu ristrutturata e dedicata alla Madonna della Provvidenza.
Di quest'ultima, gli iatini, sono molto orgogliosi; all'interno vi è una tela ove si raffigura l'immagine sacra della Madonna e di cui si narra una leggenda.
Si dice che questa tela fosse stata rinvenuta fra i pietroni del fiume Jato da un contadino di Borgetto, il quale aveva fatto diversi sogni premonitori circa l'esistenza del quadro.
Ma il ritrovamento avvenuto sul fiume da un cittadino di Borgetto suscitò rivalità che furono superate lasciando tutto al caso ed infatti, si dice, una coppia di buoi che trainava un carro con sopra il quadro si fermò alle porte dell'abitazione del principe di Camporeale a San Giuseppe Jato, e lì sorse la chiesa.
Tra le manifestazioni popolari si debbono ricordare la festa di S. Giuseppe (19 marzo), la "Marcialonga" in maggio, la festa di S. Calogero (18 giugno), delle Anime Sante (in luglio), la festa patronale, e la sagra dell'uva e del vino in settembre.

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