Il centralismo con cui si è
mossa l'amministrazione è finito.
Il Consiglio ha riacquistato il ruolo di controllo e di iniziativa, ed è risorto.
C'è una controparte che il sindaco deve ascoltare.
Orlando vuole varare l'assesta-mento di bilancio o trasformare in S.p.A. le altre aziende?
Lo faccia, ma non potrà più buttarci le delibere sul tavolo così".
Le parole del decano dei consiglieri comunali Ettore Maltese (An), costituiscono la
miglior sintesi di quello che è accaduto a Sala delle Lapidi con la trasformazione
dell'Amap in S.p.A.
Perché il dato politico è uno, come hanno spiegato i capigruppo e i consiglieri di Polo,
Gruppo misto e "Palermo liberale e riformista": l'opposizione di schieramento al
sindaco, e quella dei dissidenti che hanno smesso di sostenere Orlando, non solo si sono
coalizzate diventando una maggioranza d'Aula ma ragionano in perfetta sintonia su alcune
questioni: dai tagli agli sprechi - e incombe l'assestamento di bilancio - al Prg, e
stanno per tornare in aula i Prusst.
La prova della sintonia?
"La scelta di non fondere Amap e Gas - dice Angelo Collodoro dei Verdi - è
strategica e coerente anche alla luce del decreto Letta che prevede la scissione delle
aziende del gas in due società: una per la gestione delle reti ed una per i servizi che
va in direzione del mercato, della concorrenza e quindi della riduzione delle tariffe.
La fusione richiesta dall'ammini-strazione andava invece nella direzione opposta".
Che succede? La spiegazione, da un altro esponente "doc" della sinistra, il
capogruppo del Gruppo misto Giorgio Chinnici: "Il rimpasto ha fatto da detonatore.
C'è stato un regresso, si è creata una giunta di bassissimo profilo.
E nel frattempo è avvenuta una trasformazione cultural-politica.
Oggi le ideologie contano meno, rispetto a fatti e programmi.
Sull'Amap siamo stati d'accordo col Polo. Si potranno trovare altre occasioni di
convergenza".
Dal capogruppo di An Stefano Santoro la proposta di riunire attorno ad un tavolo la nuova
"maggioranza strategica" per concordare punti di programma.
Il capogruppo di "Palermo liberale e riformista" Nico Ferrante ha annunciato che
sull'Amap sarà chiesta un'audizione al Coreco.
Tornando alle reazioni, plaudono al ripristino di "legalità e trasparenza" il
coordinatore cittadino di Fi, Enzo Galioto e il deputato regionale Dore Misuraca.
Sul fronte opposto, non demordono i Ds.
Walter Bellomo tuona: "La trasformazione dell'Amap in S.p.A. è stata voluta dai Ds,
non permettiamo al Polo di appropriarsi di un atto politico che ha ostacolato fino
all'ultimo".
Autocritica, invece, dai Democratici: "La giunta cosiddetta del rinascimento rileva
Geni Groppuso viene spazzata via, anche se qualcuno di noi aveva già espresso forti dubbi
su una operazione che non veniva fatta negli interessi della città ma semplicemente per
discutibili obiettivi personali".
Mariateresa Conti |

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