MENO SOLDI DOPO GLI INCENDI |
| La sezione di Palermo del Wwf,
esprime le proprie preoccupazioni riguardo all'emer-genza incendi della Sicilia. "Di questo passo, si legge nel comunicato, con migliaia di ettari di boschi e macchia bruciati, in aumento per le recrudescenze di questi ultimi due anni, tra una quindicina di anni ben poco resterà del patrimonio boschivo della nostra isola. Sta diventando chiaro - continua il comunicato -, che in economie arretrate ed in crisi, dove le politiche assistenziali e clientelari degli ultimi 50 anni hanno creato scompensi paurosi dare fuoco al bosco è un mezzo che permette l'arrivo di denaro e occupazione. Esiste una economia ed un movimento di denaro che rende conveniente bruciare". Il segretario regionale del Wwf, Andrea Longo, ha dichiarato: "Il meccanismo perverso è questo: d'inverno si chiedono i fondi per attivare i cantieri e d'estate si brucia. Esiste una relazione causa effetto diretta tra la chiamata degli operai stagionali e il numero di incendi stagionali. È evidente l'interesse economico nell'incendio. Inoltre in Sicilia - ha continuato Longo - esiste un clima culturale propenso e favorevole all'uso dell'incendio come arma di ricatto sociale, economico e politico. L'incendio come lo sciopero insomma, o altre manifestazioni di dissenso ed opposizione. Un mezzo stolto ed arcaico e non certo moderno e civile di fare sentire la propria voce". Questa situazione, prosegue la nota, crea spazi per il malaffare ed inoltre un circolo vizioso, poiché l'incendio può venire usato come spauracchio, vendetta ed arma di ricatto, nel caso di esito negativo (diminuizione dei fondi per gli operai stagionali) ma anche come dimostrazione della necessità e della emergenza. Volano per amplificare e tenere alta la domanda. Carlo Galli, vicepresidente nazionale del Wwf, ha così commentato "bruciare conviene in ogni caso, se questi avvenissero naturalmente per autocombustione sarebbero pochissimi e centinaia di lavoratori stagionali perderebbero il loro salario minimo, diverse ditte di materiali edili, trasporti, perderebbero o vedrebbero ridotti i loro appalti. Incendi non significa solo manodopera - ha concluso Galli - ma anche un indotto non trascurabile per la zona. Per arginare gli incendi non solo si allargano nuove piste, ma anche si affittano elicotteri, si costruiscono piazzole in cemento e serbatoi, si costruiscono laghetti o captano le magre risorse idriche dei territori per creare riserve d'acqua di appoggio in territori lontani". Il Wwf dunque ritiene che, contrariamente a quanto dichiarato nei giorni scorsi dalle autorità "che dovrebbero occuparsi di prevenzione di incendi", le somme destinate agli incendi debbano diminuire proporzionalmente agli ettari di bosco bruciati ogni anno. Solamente così si potrà fermare il meccanismo perverso che sta depauperando il patrimonio naturale della Sicilia. |
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