COMUNI E PROVINCE INSIEME
PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO

Gli enti locali si propongono come promotori dei Pit (Progetti integrati territoriali), ma soprattutto garantiscono azioni di cooperazione intersettoriali per contribuire ad un globale sviluppo economico dell'isola.
Alla vigilia della presentazione dei Por (Piani operativi regionali), il quadro comunitario di sostegno, i comuni siciliani, presentano la loro proposta per l'utilizzo dei progetti integrati territoriali destinati a ricevere parte dei finanziamenti di Agenda 2000.
Ieri alla Camera di commercio i sindaci dei paesi della Sicilia occidentale hanno sottoposto all'assessore regionale alla presidenza, Giuseppe Drago, alcune proposte di modifica ai requisiti fissati dalla Regione per ottenere i Pit.
I rappresentanti degli enti locali propongono di diventare i promotori delle scelte di sviluppo delle aree territoriali e chiedono che se esiste un accordo tra Comuni e Province sugli obiettivi da raggiungere la Regione si adegui all'intesa. "Chiediamo che con i Pit venga definito un complesso di azioni intersettoriali strettamente coerenti e collegate fra di loro - ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, presidente dell'Anci -per il un comune obiettivo di sviluppo del territorio.
Secondo la nostra proposta ogni area con almeno 50 mila abitanti deve avere un solo Pit, fatta eccezione per le città metropolitane di Catania, Palermo e Messina, perché siamo convinti che l'esistenza di pochi Pit evita la polverizzazione dei finanziamenti".
La Regione sembra disposta ad accettare in parte queste proposte.
"Siamo d'accordo che gli Enti locali diventino i soggetti promotori dei Pit - ha spiegato l'assessore Drago - ma non si devono perdere di vista i criteri stabiliti dalla Regione".

 

 

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Giuseppe Drago
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