SGRAVI PER CHI ASSUME PART-TIME
Arrivano 200 miliardi di sgravi per le aziende che quest'anno assumeranno lavoratori con contratto part-time a tempo indeterminato.
Il beneficio viene concesso in base ad un decreto interministeriale dell'aprile scorso ma ora viene regolamentato grazie all'ultima circolare Inps appena pubblicata.
Le agevolazioni consistono in una consistente riduzione dell'aliquota contributiva a carico dei datori di lavoro per tre anni che viene modulata secondo l'orario di lavoro previsto nei contratti stiplati: il "taglio" consiste in 7 punti percentuali per quei contratti con un orario di lavoro settimanale tra le 20 e le 24 ore fino ad arrivare ai 13 punti se l'orario è superiore alle 28 ore ma compreso nelle 32 ore.
Secondo la circolare dell'Inps, l'incentivo - che in sostanza consiste in una decontribuzione - interessa quei datori di lavoro che dal giugno scorso al prossimo 31 dicembre assumeranno, o hanno già assunto, lavoratori part-time a tempo indeterminato.
I neo-dipendenti dovranno essere disoccupati ma il numero dei contratti dovrà comunque essere limitato: non dovranno cioè superare il 20% per la fascia fino a 250 addetti, o il 10% per la fascia 251-1.000 addetti, o il 2% per la fascia superiore ai 1.000 addetti.
Vanno esclusi gli apprendisti, i dipendenti assunti con contratto di formazione lavoro e quelli assunti con contratto di reinserimento.
Nell'erogazione del beneficio, verrà data priorità ai lavoratori fino ai 25 anni di età, a quelli che convivono con soggetti disabili e alle donne con uno o più figli minori a carico.
Le aziende dovranno presentare domanda all'Agenzia dell'istituto competente.
Entro 20 giorni scatteranno le agevolazioni.
Potranno presentare domanda anche quelle imprese che non operano con l'Inps ma che iscrivono i loro dipendenti ad altri fondi (come l'Inpdap o Enpals).
Gli sgravi ammontano a 200 miliardi per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002.
Nella ripartizione provinciale per il 2000, la Sicilia è quella che complessivamente potrà disporre di maggiori fondi (36 mld), precedendo la Campania (30 mld), il Lazio (oltre 21 mld), la Puglia (17 mld), e la Calabria.
Seguono a ruota le regioni del Nord: Lombardia con più di 13 miliardi e il Piemonte (10 miliardi).
In assoluto, in cima alla graduatoria, la provincia di Napoli con 16 miliardi, quella di Roma con quasi 15 miliardi e Palermo e Catania (rispettivamente più di 7 miliardi).

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