PREZIOSI REPERTI A VILLA ZITO |
| Per anni 250
reperti sono stati custoditi nei depositi del museo archeologico "Ignazio
Mormino" della Fondazione Banco di Sicilia. Dopo un'accurata selezione, mostrano tutto il loro valore artistico, storico e culturale. Sono di ceramica corinzia, attica e indigena scoperti in Sicilia in campagne di scavi che dal 1963 al 1967 il Banco di Sicilia finanziò nella necropoli del-l'antica Selinunte. Quegli scavi, diretti da Vincenzo Tusa, allora Soprintendente alle antichità di Palermo e Trapani, portarono alla luce circa cinquemila reperti in parte esposti da tempo nel museo. Nella mostra, che sarà aperta domani ai visitatori, sono presenti oltre 60 classi di ceramica e scuole pittoriche che documentano 300 anni di produzione dalla fine del VII al IV secolo a.C. Di particolare rilevanza sono la teca di specchio in avorio con iscrizioni etrusche (fine V secolo), un Eros in terracotta del terzo secolo e un' Erma bifronte, probabilmente una copia romana in marmo risalente al 180 d.C. Salvatore Butera, presidente della Fondazione Banco di Sicilia, afferma: "E' stata una sorta di scavo virtuale tra gli scaffali del deposito del museo. La ricerca è stata condotta anche per potere offrire al pubblico una conoscenza più completa della collezione della Fondazione". .L' esposizione, curata da Francesco Paolo Bucchieri, contrassegna un'ulteriore crescita del museo nato nel febbraio 1963 con una prima mostra di reperti frutto di scavi in vari siti siciliani finanziati dal Banco di Sicilia e seguiti dalla sua Fondazione "Ignazio Mormino". I pezzi sono ordinati in 12 sale. La Fondazione ha inoltre riordinato totalmente anche l'esposi-zione dei dipinti di maestri dell' 800 siciliano come Lo Jacono, De Maria Bergler, Leto, Colajanni e Di Giovanni, nel secondo piano della villa. Il museo comprende pure collezioni di maioliche siciliane e non, monete, stampe e cartografie. |
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