CALTAVUTURO

Abitanti CALTAVUTURESI
C.A.P. 90022
Municipio VIA CERDA TAORMINA
Altitudine S.L.M. (In Metri) 630
Superficie (In Kmq.) 97,72
Tipo Di Superficie SUPERFICIE MONTAGNA
Distanza Da Palermo (In Km.) 79
Si Raggiunge da
A 19 PA-CT
(uscita Tremonzelli)
Gonfalone AZZURRO E BIANCO
Patrono MARIA SS. DEL PERPETUO
SOCCORSO (9-10/9)
Diocesi CEFALÙ
Località CALCIBAIDA, CARDELLINO,
SANTA VENERA, TERRA NUOVA
Parchi e riserve PARCO DELLE MADONIE
Zone Archeologiche ALIMERITA, MONTE RIPARATO,
MUNTI, TERRA VECCHIA,
SANTA VENERA

A ridosso della Rocca di Sciara sorge l'abitato di Caltavuturo.
Fino a tre secoli fa, il paese sorgeva sulla vetta del colle di Terra Vecchia, attorno al castello saraceno di Kalat Abi Thur, da Abu-Thur, condottiero arabo che nell'882 avrebbe vinto una battaglia contro i cristiani. Nella campagna circostante, ora si possono osservare solo i ruderi di un castello, di una chiesa, di una torre cilindrica e qualche fabbricato.
La cittadina comunque si affaccia ufficialmente alla storia verso il 1082 in seguito alla conquista normanna, quando divenne patrimonio della nobile Adelasia, nipote di re Ruggero.
Nel 1375 durante le lotte fra le due più potenti famiglie del Regno, i Chiaramonte e i Ventimiglia, fu aggiudicata ad Antonio Ventimiglia e nonostante le proteste dei cittadini e il titolo di città demaniale, re Martino, il dominatore aragonese, la concesse in feudo a diverse famiglie: i Rosadillis, i Cappano, i Rosso.
Quest'ultimo la riunì alla terra di Sclafani, e la lasciò in eredità al figlio Raimondo.
Estinta la famiglia dei Rosso senza successione, la terra passò sotto la signoria dei Spadafora e quindi alla famiglia Luna. Morto don Pietro de Luna, per mancanza di eredi maschi, passò alla figlia Aloisia che la portò in dote alla famiglia Moncada.
Ed è proprio sotto la famiglia dei Moncada che i cittadini abbandonarono l'abitato sul monte e si trasferirono nel sito detto Terra Nuova, ai piedi del monte Sciara.
Estinta la stirpe dei Moncada, Caltavuturo passò ad Alvarez de Toledo, in seguito alle nozze di Caterina dei Moncada con Giuseppe, duca di Fernandina. Nel 1812 infine il Parlamento siciliano votò l'abolizione del feudalesimo, e i terreni furono in parte venduti e in parte divisi ai discendenti dei Fernandina.
Di monumenti ce ne sono ben pochi, ma buoni, visto che la cittadina ha solo tre secoli di vita: la Chiesa Madre, che risale al 600, conserva l'"Epifania" di ignoto, una "Vergine con Bambino" attribuita a Domenico Gagini, lo splendido organo d'epoca barocca con pannelli lignei variopinti, il fonte battesimale e due grandi candelabri.
Fra le altre chiese sono da menzionare la chiesa di Santa Maria la Nuova con opere quali "La Vergine che allatta il Bambino" del Gagini ed un tabernacolo del 1516; la chiesa di San Francesco, del 1600, con Crocifisso ligneo di Frate Umile di Petralia.
La festa del patrono, la Madonna del Soccorso, viene festeggiata il 10 settembre. Anticamente il patrono era San Bartolomeo il quale si festeggiava per 8 giorni consecutivi.
Altre festività popolari sono la festa di S. Giuseppe (19 marzo), la Sagra del Pane (18 giugno) ed il Corpus Domini.

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