PIETRO CASCELLA
ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
UNA "STORIA DI PIETRA"
NEL MUSEO DEL PARLAMENTO
Dicembre 2000 Nel Complesso monumentale di Vicolo Valdina, un tempo inaccessibile e poetico convento del cuore di Roma, sono sbarcate da tempi e paesi lontani 38 sculture in pietra, realizzate da Pietro Cascella negli ultimi venti anni.
Lo scultore ha fatto pensare critici d'arte e scrittori.
Il suo ''astrattismo enigmatico'' - come veniva incautamente definito il suo stile diversi anni fa - e' soltanto apparente.
Cascella cerca nella memoria, nelle forme del paesaggio, ma anche nella storia del Mediterraneo, un pensiero originario.
Come poter riconoscere tanti segni e valori in massicce strutture dal segno essenziale? Per chi non ha una spiccata sensibilita' estetica, soprattutto per chi ha un'assai limitata cultura visiva (e letteraria), la ricetta è quella di sempre: non cercare di capire a tutti i costi delle immagini che vanno soprattutto osservate.
Occorre lasciarsi prendere dall'im-maginazione di cui le opere d'arte rappresentano il vero codice di lettura.
Fred Licht, nell'introduzione del catalogo, rileva come la fantasia dell'artista porti a vedere nella pietra le ''ossa della Madre Terra''.
L'artista ripercorre infatti il cammino della scultura, dalle prime forme incerte di un'ansia ''madre di tutte le genti'' - che potrebbe rivelarsi (la strada percorsa oggi dagli antropologi e' propria questa) una ''grande Africa madre dei popoli del mondo'' - approdando poi alla misteriosa e geniale tipologia del mitico Re Sargon, e incontrando infine primitivi propriamente detti, e 'primitivi' come li riscopri' la grande arte italiana del Novecento.
Un percorso che si arricchisce infine di quel ramo della scultura contemporanea che trova una sua ideologia e una sua ispirazione nella rilettura della vicenda umana del-l'uomo nell'ambiente, senza dimenticare che sin dal VII secolo d.C.
una 'setta' di ambientalisti subiva repressioni per la sua, allora incomprensibile, fede nella natura, tanto piu' incomprensibile se si pensa che da Roma ai confini dell'Europa, a parte il biancheggiare di qualche splendida città, tutto era un'immensa foresta.
In questa direzione antica, la creazione artistica si arricchisce oltre che del patrimonio inesauribile delle 'interpretazioni', anche di una propria entità spirituale che precede la civiltà e si muove con i primi grandi miti.
Un legame reso di nuovo determinante da Giovanni Paolo II che combatte, fra gli ''eccessi del capitalismo'', anche la distruzione dell'ambiente naturale, quale sede della provvisoria, ma non impossibile, felicita' dell'uomo sulla terra.
Oggi il ritorno al mistero e alla sacralità della terra e' quanto mai attuale davanti ai dissesti del territorio e ai richiami, sempre piu' frequenti, di poeti e scienziati.
Antonello Palieri @ Adnkronos

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