LE NAZIONI UNITE CONTRO
LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della mafia, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha aperto, al Teatro Massimo di Palermo, la Conferenza contro la Criminalità Organizzata Transnazionale.
Si è trattata della più importante riunione su questi temi mai organizzata, con la presenza di 16 capi di stato, rappresentanti di 150 paesi, ministri del governo italiano e i principali attori della lotta alla mafia in Italia.
Il primo a prendere la parola è stato il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che ha ricordato le iniziative antiracket e antiusura avviate negli anni scorsi in Italia: "Si deve proseguire su questa strada - ha esortato - e la Convenzione è il primo strumento giuridico mondiale operativo di cooperazione per fronteggiare una sfi-da che non esito a definire maligna.
L'Italia è in prima linea in questa lotta, una lotta che per essere efficace deve sempre essere sorretta da alti valori etici".
Un messaggio forte e deciso è stato quello del Segretario Generale Kofi Annan che ha definito la firma della Convenzione un'urgen-za prioritaria: "Se la criminalit organizzata lancia una sfida globale noi dobbiamo rispondere con mezzi adeguati.
La Convenzione rappresenta la sfida che le Nazioni Unite hanno lanciato per combattere la criminalità organizzata.
Ci confrontiamo con due tipi di società, una civile e una "incivile", che si avvantaggia dell'aper-tura delle frontiere, del libero mercato, dell'evoluzione della tecnologia.
Possiamo sconfiggere questa società che definiamo incivile.
Lo strumento è questo summit del millennio che deve programmare una società libera.
Ma dobbiamo essere convinti che la mafia non è invincibile e per questo chiedo che la Convenzione sia firmata al più presto e con essa anche i due protocolli sulla tratta degli esseri umani e sul traffico illecito di emigranti.
Bisogna dichiarare con forza che vogliamo un mondo in cui i nostri figli non crescano nella paura".
Dopo i saluti del Presidente della Regione, Vincenzo Leanza è in-tervenuto il Presidente della Provincia di Palermo, Francesco Musotto: "Non può trovare soluzione il problema occupazionale al di fuori di un processo di sviluppo, e tale percorso può essere intralciato soltanto da quell'insieme di fattori che definiamo problemi della sicurezza.
Abbiamo così proceduto a riaggregare il territorio, eliminando emarginazione ed isolamento che costituiscono rischio ed obiettivo di dominio della criminalità mafiosa.
Il nostro proposito è quello di rendere conveniente il territorio per le iniziative imprenditoriali e di renderlo assolutamente non conveniente alla criminalità organizzata".
Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha voluto ricordare come un tempo la città fosse il simbolo della paura, del predominio della criminalità: "La scelta di tenere questa riunione proprio a Palermo dimostra che il clima è cambiato. E noi siamo grati di questa scelta.
Sono serviti sacrifici, ma c'è stato l'impegno della società civile, della chiesa, di giornalisti.
La mafia esiste ancora ma non ha più l'egemonia culturale.
La mafia a Palermo non controlla più la testa della gente".
Il procuratore Piero Grasso ha usato una punta di ironia: "Forse la visione mondiale offusca la visione locale. I risultati che abbiamo avuto ci dicono che è possibile vincere questa guerra, perchè la mafia è fatta di uomini, soldi, beni, tutte cose che si possono aggredire.
E' possibile vincere, ma non solo con l'azione dei magistrati.
E' importante che anche altre forze, sociali e politiche, intervengano, ognuno per la propria parte: la politica deve fornire occupazione e lavoro".
Il Vicesegretario delle Nazioni Unite, Pino Arlacchi, ha ribadito ancora una volta l'importanza della Convenzione come mezzo globale estremamente potente per accelerare ad ampliare la collaborazione internazionale alla lotta alla criminalità.
La convenzione permetterà infatti la confisca dei beni, un programma di protezione dei collaboratori di giustizia, l'abolizione del segreto bancario, l'introduzione del reato, ancora poco diffuso, di partecipazione ad associazioni criminali e faciliterà le procedure di estradizione.
Secondo Arlacchi la firma dei due protocolli darà nuova forza e fiducia a donne, bambini ed emigranti, nella lotta contro la violazione dei diritti umani fondamentali "li consideriamo delle vittime e li proteggeremo.
Oggi i siciliani hanno cambiato la loro mentalità e quella minoranza è diventata una maggioranza che lotta contro l'atteggiamento disfattista così diffuso che considera la mafia come un fenomeno inevitabile, addirittura positivo per la società. Palermo rappresenta oggi il simbolo del rinascimento politico.
E' avvenuta una vera e propria rivoluzione culturale".

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Questi i numeri della Conferenza:
• 600 giornalisti accreditati provenienti da 50 Paesi del mondo
• 1.000 delegati Onu provenienti da 143 Paesi
• 60 miliardi di lire per lavori finanziati con apposita legge statale
• 51 cantieri aperti
• 1.500 operai e addetti ai cantieri
• 700.000 ore di lavoro
• Arredo a verde: 7.700 ciclamini, 2.600 stelle di natale, 400 ciotole con stelle di natale e ciclamini, 200 alberi e piante di natale, 300 piante ornamentali per interni, 100 aranci amari
• 30.000 metri di transenne per la chiusura delle strade
• 5.780 posti letto occupati in 21 alberghi della città dal 9 al 15 dicembre
• 21 desk point accoglienza negli hotel per assistenza personalizzata degli ospiti
• 2 desk point accoglienza in aeroporto
• 40 hostess impegnate
• 10 interpreti
• 35 addetti al coordinamento logistico
• 20 auto di rappresentanza
• 1 linea verde assistenza plurilingue 24 ore al giorno
• 50.000 tra cartine della città e brochure informative distribuite in tutte le lingue

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Sono stati tre i documenti che i Paesi aderenti all'Onu sono stati chiamati a firmare e poi a fare propri, inserendoli negli ordinamenti interni.
• Convenzione contro il crimine transnazionale, che con l'armoniz-zazione delle legislazioni nazionali darà la certezza che quando questi reati saranno puniti in maniera uniforme, ed i criminali non potranno più rifugiarsi in Paesi in cui i loro crimini resterebbero impuniti.
Sul riciclaggio, le aziende e le grandi società potranno essere ritenute responsabili di aver tratto vantaggio da reati gravi che vedono il coinvolgimento di gruppi criminali o il riciclaggio.
• I due protocolli sui traffici di es-seri umani, mirano a stroncare sul nascere i "commerci" di clandestini, di donne da avviare sul mercato della prostituzione, di bambini da impiegare sul turpe mercato della pornopedofilia.

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La firma della Convenzione Onu contro la criminalità organizzata, apposta dai rappresentanti di 16 nazioni, rappresenta il sigillo al primo trattato giuridicamente vincolante, promosso dalle Nazioni Unite, nell'ambito della lotta contro il crimine.
La convenzione, che dopo la ratifica, entrerà in vigore in 40 Paesi, introduce a livello internazionale i reati di associazione di stampo criminale, riciclaggio di denaro sporco, corruzione e intralcio alla giustizia e promuove la collaborazione in tema di segreto bancario e di sequestro dei beni illeciti.
La convenzione è stata vista dal Segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, come "la pietra miliare che ci permette di sconfiggere il traffico degli esseri umani: i gruppi criminali non hanno perso tempo nello sfruttare l'economia globalizzata e le tecnologie sofisticate.
Il trattato di Palermo ci offre un mezzo per combattere il crimine come problema globale".

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