Negli ultimi venti
anni si è assistito ad una progressiva crescita di importanza delle fiere internazionali
di arte contemporanea che da poche e prestigiose, si sono moltiplicate divenendo tra i
più importanti intermediari tra produzione e mercato dell'arte.
Bologna ha ospitato Artefiera, la più famosa tra le manifestazioni italiane di questo
genere.
Nata nel 1974 come piccola fiera presenziata da una decina di gallerie cittadine, questa
importante manifestazione ha acquistato negli anni un sempre maggior rilievo.
Nel 1999 è stata accolta all'interno dell'International Contemporary Art Fairs
Association (ICAFA), massimo organismo internazionale che presiede le fiere di arte
contemporanea, affiancandosi così per importanza all'Art di Basilea, alla Fiac di Parigi,
ad Art di Colonia e Arco di Madrid.
Più di 200 sono state le gallerie presenti a Bologna, la fiera con i suoi 35.000
visitatori è divenuta non solo il più interessante appuntamento mercantile nel settore
ma anche un fondamentale punto d'incontro tra artisti, critici e giornalisti d'arte.
Numerose iniziative quali convegni, mostre, tavole rotonde hanno trasformato Artefiera in
uno dei pochi e, sicuramente, fondamentali appuntamenti culturali dedicati in Italia
all'arte contemporanea.
Dopo alcuni anni di crisi vi è finalmente una forte ripresa che ha basi molto più solide
e mature del grande boom che investì l'arte contemporanea negli anni Ottanta.
Le gallerie sono sempre più preparate ed i grandi collezionisti hanno alle spalle
un'ottima cultura in materia.
Anche il collezionismo intermedio è più informato, più consapevole, meno soggetto alle
mode del momento.
Esistono ancora gli inevitabili elementi di richiamo, specialmente le quotazioni eclatanti
raggiunte da alcuni pittori in asta, ma ormai siamo di fronte ad un mercato con base
solida.
Fino ad un paio di anni fa l'arte italiana contemporanea risentiva di un forte
provincialismo, non aveva respiro internazionale, pochi erano i galleristi stranieri
disposti a venire in Italia e rari erano anche i collezionisti.
Oggi la situazione è migliorata anche se c'è ancora molto da fare.
Nel 2000 le gallerie straniere ad Artefiera erano 20, quest'anno sono state una trentina
con nuove entrate importanti come la Marlborough di Monaco e la svizzera Triebold.
Quest'anno per incentivare la partecipazione internazionale sono state invitate, grazie al
contributo dell'Istituto per il commercio estero, 100 qualificati collezionisti stranieri
sostenendo le spese di viaggio e soggiorno.
Tra le pochissime gallerie del meridione la Lupo Arte di Palermo con il maestro siciliano
Salvatore Caputo che ha esposto 20 opere di grande e medio formato che riproponevano i
temi cari all'artista "il mito e le luce mediterranea".
Artefiera vuole essere un evento non solo commerciale ma anche culturale.
E' necessario educare il grande pubblico perché cominci ad apprezzare la produzione
artistica degli ultimi decenni sotto tutti i suoi punti di vista.
Questo importante compito solo recentemente è stato affrontato in Italia dalle realtà
istituzionali.
Dopo anni di silenzio anche i musei cominciano ad investire sul nuovo.
Quest'anno un intero padiglione è stato dedicato a mostre tematiche di pittori dal 1970
ad oggi.
Sono state le gallerie ad incontrare gli artisti, a documentarne l'attivi-tà, a spiegare
la loro produzione artistica al pubblico con le esposizioni monografiche.
E' questo l'aspetto che vogliamo sottolineare con le mostre tematiche: Sulla base di quali
parametri sono state scelte le 200 gallerie presenti in fiera? Un tempo la selezione era
molto meno rigida e il numero di espositori era di circa un centinaio al di sopra
dell'attuale.
Da un paio di anni i nostri criteri sono i medesimi dell'International Contemporary Art
Fairs Association, massimo organismo internazionale che presiede le fiere d'arte
contemporanea.
Un comitato di critici e galleristi seleziona i partecipanti in base alle proposte che
avanzano per il loro stand ma, soprattutto, sul lavoro di ricerca compiuto durante l'anno.
Artefiera punta sulla quantità o sulla qualità del suo pubblico? Sicuramente su
entrambe.
ell'ultima edizione del 2000 abbiamo raggiunto i 35.000 visitatori che quest'anno sono
decisamente aumentati.
La grossa affluenza di pubblico ha risvolti molto positivi perché contribuisce alla
crescita di quel-l'interesse e di quella comprensione del contemporaneo che, come ho già
detto, è tra gli scopi della fiera.
Ma molto importante è attirare i grossi collezionisti, soprattutto stranieri, per
accellerare il processo di crescita del nostro mercato.
In fiera anche i musei hanno un piccolo spazio, qual è il loro contributo? Da circa tre
anni abbiamo offerto ai musei la possibilità di proporsi con nuove modalità di
comunicazione e con nuovi spazi di visibilità.
Per ora poche istituzioni hanno aderito a questa iniziativa ma il nostro collegamento con
i musei si manifesta soprattutto nell'attività convegnistica.
Quest'anno la fiera è stata inaugurata da un dibattito tra Peter Weiermair, neodirettore
della Galleria di Arte Moderna di Bologna, con Arnulf Rainer, protagonista della mostra
antologica allestita alla Gam di Bologna in concomitanza con Artefiera.
La vicinanza tra la fiera e questo importante museo è un esempio del grosso contributo
che due istituzioni di questo genere, operando insieme, possono raggiungere nello sviluppo
futuro dell'arte contemporanea italiana. |

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