FUORI CORSO,TEMPI DURI |
| A far tirare un
sospiro di sollievo all'esercito dei fuori corso che affolla il nostro Ateneo è il
rettore Giuseppe Silvestri. All'indomani delle polemiche su quell'articolo del regolamento d'Ateneo che taglia le gambe ai ritardatari, sancendo il principio secondo cui "lo studente fuori corso decade qualora non abbia superato alcun esame per due anni accademici consecutivi", la precisazione del rettore suona come una rassicurazione per i tanti già pronti a insorgere: "Questo regolamento - sottolinea Silvestri - non ha valore retroattivo. Verrà applicato solo per quanti, a partire dal prossimo anno accademico, si iscriveranno ai vari corsi di studio previsti dalla riforma". Ma c'è di più: "I principi su cui siamo discutendo - precisa il rettore - sono contenuti in una bozza che deve ancora passare al vaglio di organi collegiali dove gli studenti sono largamente rappresentati. Qualsiasi loro proposta sarà tenuta nella giusta considerazione, e sono certo che insieme con i ragazzi troveremo il modo di raggiungere un compromesso che tuteli la produttività dell'Ateneo e il diritto allo studio di tutti". Un intervento che colpisce nel segno, quello di Silvestri, se è vero che Marcello Capetta, segretario della Sinistra giovanile e senatore accademico in quota studenti, sotterra l'ascia di guerra e accoglie l'invito a discutere come un'apertura da non sottovalutare: "Quanto dice il rettore - dice Capetta - è molto importante. Noi, per bloccare quell'articolo, eravamo pronti anche a dimetterci in massa dalle cariche che ricopriamo nell'Ateneo. A questo punto, però, aspettiamo il confronto, fiduciosi che le dichiarazioni aprano la strada a una disponibilità reale. Il principio fondamentale che noi chiediamo non venga calpestato è quello che sancisce il diritto allo studio per tutti, anche per gli studenti lavoratori e ritardatari". Gli ultimi dati della popolazione universitaria palermitana mo-strano che i fuori corso sono davvero tanti. Solo a giugno dello scorso anno, su un totale di 58.749 iscritti, ben 23.522 sono stati classificati proprio come studenti fuori corso e ripetenti. A fare la parte del leone, in questa classifica dei meno in regola con esami e scadenze, sono gli studenti di Architettura e di Giurisprudenza. Nel primo caso, a fronte di 1.076 studenti che a giugno dell'anno scorso risultavano in regola, i fuori corso erano 2.612.Anche i futuri avvocati se la prendono comoda. Su un totale di quasi 9.829 iscritti, in 5.025 hanno già sforato i quattro anni previsti dal curriculum universitario. Analogo ragionamento vale per Scienze politiche: per 1.555 studenti in corso ce ne sono oltre 1.300 che, malgrado avessero già dovuto conseguire l'agognata laurea, affollano ancora le aule della facoltà. La proporzione scende un poco nel caso dei corsi di studio di Ingegneria: qui, su poco più di 6.550 iscritti, sono in 2.933 quelli che hanno registrato una battuta d'arresto. A Lettere i ritardatari ancora alle prese con esami e statini sono 3.164, mentre quelli ancora in regola sono poco più di 3.700 unità. Sale ancora la percentuale dei fuori corso nei vari corsi di studio della facoltà di Scienze: qui a risultare in regola, secondo i tabulati della segreteria, sono 1.577 ragazzi, a fronte dei 1.554 che vengono inclusi nella categoria di ripetenti o fuori corso. A Economia, invece, su circa 5.900 iscritti, a essersi persi per strada sono 2.736. Va meglio a Farmacia, facoltà tradizionalmente poco affollata, dove a posto con gli esami sono in 765, mentre già identificati come fuori corso sono in 381. Anche a Scienze della Formazione e a Medicina, infine, i numeri elaborati dal centro di calcolo di viale delle Scienze fotografano una situazione un po' meno preoccupante. Nel primo caso gli studenti iscritti ai primi cinque anni, quelli previsti dai vari piani di studio, sono 7.291, contro i 2.466 fuori corso. E a Medicina, ridimensionata dal numero chiuso, gli studenti in regola sono 2.475, mentre sfiorano quota 840 quelli che hanno superato il sesto anno di frequenza. Chiara Dino |
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