EROS E ARTE DI PABLO PICASSO

L’eros è il tema e l'ossessione di tutta l'arte di Picasso.
L'eros è il tema della mostra che si è aperta il 20 febbraio a Parigi alla Galerie National du Jeu de Paume.
336 pezzi (tra dipinti, disegni, incisioni e sculture) compongono la grande esposizione curata da Jean Clair e Dominique Dupuis Labbé.
L'eros di Picasso è un "eros mediterraneo" dalle tinte forti e dal tratto deciso. E trova spesso la sua strada tra le maglie della grande pittura del passato.
Ecco allora spaziare il grande pittore spagnolo dall'harem del periodo rosa al bordello di Avignone, passando per gli abbracci e i baci sulla spiaggia della fase surrealista, fino ai disegni della vecchiaia con Raffaello che possiede la Fornarina.
Non hanno dovuto faticare troppo i curatori della mostra Picasso Erotique, aperta dal 20 febbraio al Jeu de Paume, per trovare i lavori che ricostruissero un percorso erotico dentro l'opera del grande artista spagnolo.
E molti altri potevano essere i lavori di soggetto erotico da affiancare alla ricca selezione di 336 pezzi (tra dipinti, disegni, incisioni e sculture) che compongono l'esposizione curata da Jean Clair e Dominique Dupuis Labbé.
Erotico è innanzitutto il segno di Picasso.
Sensuale la sua linea continua che dà forma e vita ai corpi come alle cose inanimate, indipendentemente dal soggetto affrontato.
Eppure una mostra che avesse evidenziato l'erotismo dentro lo stile di Picasso anche al di fuori delle scene di sesso, avrebbe stemperato l'evidenza di quella vitale carica primitiva che hanno, ad esempio, i dipinti con gli accoppiamenti brutali tra il Minotauro e Arianna, ossia tra l'artista stesso e la sua amante Dora Maar.
Strettamente incentrata sui nudi femminili - e sui dipinti di bordello, sulle rivisitazioni di temi mitologici e di soggetti biblici, ma anche su leggende romantiche (il kamasutra con Raffaello e la Fornarina nella serie di disegni del 1968) - la mostra parigina offre un'antologia esaustiva del variegato percorso artistico di Picasso.
Sei sono i disegni dell'Ottocento che documentano i primi anni di attività del giovane pittore nato a Malaga nel 1881.
Le altre opere in mostra - prestate dagli eredi dell'artista, da collezioni private e musei pubblici, ma, soprattutto, dai due musei Picasso, di Parigi e Barcellona - appartengono invece al XX secolo e al clima di Parigi, dove l'artista si trasferì nel 1904 (morì nel 1973, a Mougins).
Nonostante abbia vissuto quasi sempre in Francia, Picasso rimase legato alla sua terra e ai suoi miti.
L'eros di Picasso è un "eros mediterraneo" dalle tinte forti e dal tratto deciso e passionale.
Anche quando non si rappresenta, Picasso è sempre presente nelle sue opere, tanto più in quelle di contenuto erotico.
Picasso è il Minotauro che cinge nell'abbraccio titanico la sua compagna/vittima.
E', da vecchio, uno dei voyeuristici "vecchioni" chiamato a scrutare la sconvolgente avvenenza della "casta" Susanna.
L'Harem (Cleveland, Museum of Art) dipinto nel 1906, durante il "periodo rosa", ricorda quello di Ingres e, nell'uomo nudo seduto a terra con una bottiglia di vino tra le mani, richiama il "Baccanale" di Tiziano al Prado di Madrid.
Impostata come una Venere di Tiziano è anche la scena di uno dei dipinti più espliciti della mostra parigina: distesa tra le lenzuola di un letto sfatto, e introdotta da una tenda appositamente scostata, c'è pero la figura distesa dell'artista stesso, sul corpo del quale è china una donna dalla carnagione livida intenta in una fellatio.
Il quadro (1903) è del periodo blu e proviene dal Metropolitan di New York.
A New York, ma al MOMA, è conservato un altro, più celebre, dipinto del maestro, anch'esso ambientato in un postribolo.
E' il "Bordello d'Avignone" del 1907, più noto come Les demoiselles d'Avignon.
Documentato in mostra da uno studio dello stesso anno, oltre che da un coevo Petit Nu assis, l'intra-sportabile capolavoro del 1907 dichiara la natura più autentica dell'erotismo di Picasso: quella che sposa alla sensualità dei corpi femminili la cruda realtà del tempo. Sulla rigida e sfaccettate carnalità delle cinque "cocotte", i visi terrificanti di maschere africane dagli occhi bui dicono che l'altra faccia dell'eros è quella della morte.

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