VILLABATE |
È una cittadina giovane con solo tre secoli di vita, nata per volontà dell'Abate Antonino Agnello, il quale era in possesso di un grosso appezzamento di terreno e che nel 1700 vi fece edificare una cappella, una villa ed altre case per le famiglie dei dipendenti. Da questo nucleo centrale si sviluppò Villabate, la "villa dell'abate". A qualche chilometro da Villabate, vi è il Cozzo della Cannita, costituito da quattro vette, e dove nel XVII e XVIII secolo vi sono stati fatti ritrovamenti archeologici di reperti preistorici. Tali ritrovamenti hanno fatto scatenare gli studiosi con disparate ipotesi. La più attendibile sembra quella che una prima abitazione sia stata costituita da una grotta, mentre verso l'VIII secolo a.C. si sarebbe sviluppato un abitato. Nel sito sono stati ritrovati anche due rarissimi sarcofagi, uno di età arcaica, l'altro della metà del V secolo a.C., oggi custoditi nel Museo Archeologico di Palermo. Della Villabate settecentesca rimane solo la Casina del fondatore, e la Chiesa Madre, dedicata a Sant'Agata, che è del XX secolo. In essa vi è una statua in legno raffigurante San Giuseppe, opera dell'artista palermitano Girolamo Bagnasco, vissuto nel 1700. Frazione di Villabate è Pomara, caratterizzata dalla presenza di una torre spagnola, forse sorta per la difesa di quei luoghi ove già esistevano degli insediamenti urbani. Le feste popolari di maggior spicco sono la festa del Patrono, dell'Assunta (15 agosto), S. Rosalia (4 settembre) e l'Immacolata (8 dicembre). |
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