CACCAMO

Abitanti CACCAMESI
C.A.P. 90012
Altitudine S.L.M. (In Metri) 521
Superficie (In Kmq.) 187,80
Tipo Di Superficie COLLINA INTERNA
Distanza Da Palermo (In Km.) 50
Si Raggiunge da A 19 PA-CT (uscita Termini)
Gonfalone GRANATA
Patrono S. NICASIO
(ultima domenica d'agosto)
COPATRONO S. GIORGIO (23/4)
Diocesi PALERMO
Località ARANCIO CANGEMI, BOSCO,
CAUSO SCALO, CELSO, FIRRANTELLI,
GINESTRA, MALOMO, MANCHE SAN PIETRO,
MANCHI CROCE,MANDRANOVA,
NOCE, PALMA,PANETTIERE,PEPI,PERGOLE,
PIANO CALOGERO,PIPITONE QUARTAZZO,
PIZZETTO, PORTELLA PALMA,RAFFOCUCCO,
ROSAMARINA,SAMBUCHI,
SAN GIOVANNI LI GRECI, SANGUISUCHE,
SAN LEONARDO,SAN NICOLA,SANNITA,
SANTA MARIA PIANI, SAUCI RAGANZILI,
SCIARAZZA CELSO, SCORUSA,
SERPENTANA, ZARBO II
Parchi e riserve GROTTA MAZZAMUTO,
GROTTA S. CALOGERO,
PIZZO CANE,PIZZO TRIGNA

Protetto da ampie vallate, un massiccio roccioso sovrastato dalle imponenti fabbriche del Castello proietta all'ingresso di Caccamo tutta la sua maestosa espressione di forza e di difesa che nei secoli resero la città munita ed inespugnabile".
"La città si estende ad occidente del Monte San Calogero, l'antico Eurako a m. 521 sul livello del mare e si protende come un grande cetaceo smisurato, dal dorso ricurvo, dalla coda biforcuta, fluttuante in un vasto campo di verde".
Queste sono le parole di Sunseri Rubino e Giacomazzi che la rendono, in maniera molto poetica, una delle città più belle e genuine dell'Isola.
I frequenti toponimi di origine araba testimoniano la presenza dei Musulmani nel territorio, ma notizie più certe collocano le origini del-l'attuale centro urbano nell'anno 1094, quando fu concesso in feudo a Goffredo di Sagejo.
Fu possesso di varie famiglie fino al 1286, fino a quando passò in feudo ai Chiaramonte, sotto i quali il Castello raggiunse il massimo dello splendore. Dal XV secolo al XVIII fu tenuta degli Henriquez-Cabrera, conti di Modica, e sotto il loro governo Caccamo raggiunse un notevolissimo grado di floridezza e benessere, si adornò di chiese e notevoli opere d'arte, sorsero conventi, palazzi, istituti, congregazioni religiose. Si ampliò anche il commercio e quindi le condizioni di vita degli abitanti migliorarono.
Sempre sotto il regno di Alfonso Henriquez, Caccamo ottenne lo stemma, una testa di cavallo con aggiunto il triscelon, ossia le tre gambe di Sicilia, simbolo dell'isola.
Da visitare a Caccamo non c'é solo il Castello, il Duomo infatti è il più antico edificio di Caccamo dopo il Castello. Eretto dai Normanni nel 1090 in onore di San Giorgio Martire e in memoria della loro vittoria sui Saraceni, è stato ampliato nel 1477 e completamente trasformato nel 1614 da Vincenzo La Barbera.
All'interno si possono ammirare interessanti opere, come i dipinti della Madonna delle Grazie e di S. Rosalia del Novelli, un fonte battesimale di scuola gaginesca, dipinti di Vito D'Anna e De Wobreck, i cinque quadri di scuola fiamminga raffiguranti i cinque sensi dell'uomo, e tantissimi altri di notevole pregio.
Splendida é anche la Chiesa della SS. Annunziata, di origine medievale e riedificata nel XVII secolo, dove é sepolto Bartolomeo Serpotta, figlio del più celebre Giacomo; l'interno a tre navate con cupola ottagonale, conserva una tela rappresentante il Miracolo di S. Isidoro Agricola di Mattia Stauer del XVII sec., e l'altare di S. Giuseppe, ricco di splendide statue in stucco del Serpotta.
Da non dimenticare di visitare è anche la Chiesa di San Benedetto alla Badia, fondata nel 1615, rinomata per il suo pavimento a mattoni di maiolica, opera di Nicola Sarzana, che compongono numerosi medaglioni raffiguranti scene dell'antico Testamento adornate da volute, fogliami, grappoli e frutta. Conserva al suo interno anche una tela dell'An-nunciazione di G. Borremans e stucchi serpottiani.
Vi è poi la Chiesa di S. Maria degli Angeli, con all'interno una Madonna con bambino di A. Gagini.
Vi sono ancora tantissime altre pregievoli Chiese, Conventi e Monasteri.
Dopo questi brevi cenni illustrativi-storici, non bisogna scordare che Caccamo è oggi un ottimo centro agricolo: produce infatti olio, legumi, cereali, mandorle, etc.
Tra le feste popolari bisogna ricordare: "La Castellana" che é la rievocazione storico-folcloristica dei personaggi che dominarono la città dal 1094 al 1860 e si festeggia nella prima decade di Agosto; la festa di S. Giuseppe il 19 Marzo; la festa di S. Giorgio, copatrono della città, il 23 aprile; il Corpus Domini; la festa patronale di S. Nicasio e la rappresentazione folcloristica "Ntacallora e lu triunfu di la manna" in settembre.

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