i apre al pubblico il prossimo 26 Maggio a Palermo, nella chiesa di San Giorgio
dei Genovesi, disegnare non stanca, una rassegna di circa cento opere grafiche di Nicolò
D'Alessandro presentata dalla Fondazione Whitaker e promossa dal Comune di Palermo.
Non si tratta di una mostra monografica che la città dedica ad uno dei suoi artisti più
originali ed amati, ma si tratta di un capovolgimento di ruoli e di intenti. D'Alessandro
ha chiamato se stesso al centro della sua strepitosa esperienza d'arte per indicare nel
disegno un emblema, un percorso di ricerca individuale che cancella tutte le fatiche. Al
disegno, al segno che diventa gioco, passione, coscienza che si moltiplica con infinite
teorie, variazioni, sublimazioni è consacrata tutta al mostra.
"Un disegnatore puro lo ha definito Leonardo Sciascia un disegnatore non pittore, un
disegnatore che tutto assume ed assomma nel disegno". Le tematiche di Nicolò
D'Alessandro, dagli anni '70 ad oggi, spaziano disinvoltamente dal mito al fantastico, la
sua ricerca grafica rappresenta la straordinaria testimonianza di un artista la cui
vastissima produzione ha ricevuto un consenso critico mai interrotto. Nella sua opera
personaggi e sogni si accostano alla cultura iconografica tedesca, riconoscono i maestri
Albreecht Dürer e Martin Schongauer.
Rincorrono e riscrivono Hieronymus Bosch, e Goya, si moltiplicano in serie tematiche
dedicate al barone di Münchausen, ai Cavalieri dell'Apocalisse, agli Arcani Maggiori dei
Tarocchi.
Sono più di seimila le opere che ha prodotto in 30 anni di inarrestabile e frenetico
rapporto con il disegno. Bucrani, pesci, uccelli-uovo, nudi e donne-gomitolo i titoli che
si ripetono dal 1970. Ed ancora giocolieri e fumatori, disegni erotici e teste femminili.
Nel 1986 disegna e "restaura" graficamente quello che resta dei centodieci
mostri della Villa Palagonia di Bagheria fino alle suggestioni letterarie del Don
Chisciotte.
La Valle dell'Apocalisse, il disegno più lungo del mondo (metri 83,50 x 1,50), esposto
per la prima volta a New York nel 1992 ma non in questa occasione, è solo l'esempio più
eclatante della sua eccezionale vasta produzione.
Nicolò D'Alessandro ha esposto, tra l'altro, a Bucarest nel 1981, a Budapest, ad
Amsterdam nel 1982, al Papillon Cvjeta Zuzoric di Belgrado, a New York nel 1985 e nel
1992, al Museo della Letteratura Ceca di Praga, a Madrid, a Cracovia nel 1997. |

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