Nella splendida cornice del Castello Utveggio sul Montepellegrino a Palermo,
organizzato dall'ACEP, Associazione Costruttori Edili Palermo, si è tenuto, con ampia
partecipazione di imprenditori e personalità siciliane e nazionali, il convegno "Il
Project Financing: aspetti normativi e finanziari".
Project Financing che è il più moderno ed attuale strumento per supplire alla carenza
finanziaria della pubblica amministrazione nella realizzazione delle infrastrutture,
facendo intervenire il capitale privato per la costruzione e la gestione delle stesse. Un
metodo che, peraltro, crea nuova imprenditorialità, anche locale, e accresce le occasioni
di nuovo lavoro per le im-prese e per i lavoratori.
Il Project Financing, o finanza di progetto come tradotto dalle recenti norme nazionali,
è una tecnica di progettazione e programmazione degli interventi, soprattutto di natura
strutturale, di provenienza anglosassone.
Una delle definizioni migliori del Project Financing, anche se non esaustiva, lo indica
come "un'operazione di finanziamento di una particolare unità economica, nella quale
un finanziatore è soddisfatto nel considerare, sin dallo stadio iniziale, il flusso di
cassa e gli utili dell'unità economica in oggetto come la sorgente dei fondi che
consentirà il rimborso del prestito e le attività dell'unità economica come garanzia
collaterale del prestito".
Questa definizione mette in evidenza l'aspetto fondamentale del Project Financing, ovvero
l'at-titudine dell'iniziativa economica a produrre ritorni tali da bilanciare in larga
misura l'investi-mento iniziale, andando così a remunerare l'investitore.
Il nodo fondamentale della finanza di progetto è rappresentato, in quanto soggetto
promotore, dalla Società di Progetto nella quale convergono interessi e capitali dei
soggetti promotori dell'iniziativa. Il successo della Società di Progetto, e quindi del
progetto, è spesso dovuto alla capacità di rappresentare, nella maniera più completa
possibile, tutti gli interessi in gioco e tutte le fasi dell'iniziativa. Si avranno
pertanto le componenti pubbliche e gli sponsor in qualità di finanziatori, ai quali si
affiancano i costruttori ed i gestori per la fase esecutiva e gestionale dell'iniziativa.
Prima di introdurre i campi di applicazione della Finanza di Progetto è opportuno
descrivere brevemente le forme contrattuali più frequenti.
Il contratto BOOT (Build-Ope-rate-Own-Transfer) è sicuramente il più diffuso; in questo
caso la società di progetto, una volta eseguiti i lavori, mantiene anche la gestione
dell'opera per un periodo di tempo che garantisca almeno la copertura dei costi e un
compenso adeguato. Al termine del periodo di concessione, la Società consegna, a titolo
gratuito oppure oneroso a seconda degli accordi di concessione, l'infrastruttura a titolo
definitivo.
Non è inusuale che, in caso di condizioni del tutto particolare, la durata di concessione
prevista in fase di progettazione non sia sufficiente a coprire i costi di esecuzione
dell'opera comportando spesso prolungamenti della durata di concessione.
Il contratto BOO (Build-Operate-Own), invece, non prevede la restituzione dell'opera
realizzata. È il caso in cui è ingente l'importo dell'investimento per la realizzazione
del progetto e l'iniziativa proviene da gruppi privati che hanno interesse a svolgere la
funzione di gestore.
Ovviamente non si deve commettere l'errore di pensare che la Finanza di Progetto sia uno
strumento valido solo in presenza di investimenti di notevole spessore come quelli sopra
citati bensì, proprio al fine di alleviare la finanza pubblica da inutili incombenze, si
deve utilizzare un approccio di questo tipo non appena le condizioni di utilità sociale
ed equilibrio economico e finanziario lo permettano.
Appare così evidente come la definizione di Finanza di progetto sia poi esplicitata nella
formulazione dei contratti, ovvero vi deve essere la capacità di produrre benefici in
grado di ripagare i costi di progettazione, esecuzione e gestione. I termini di costo e
beneficio vengono non a caso introdotti in quanto ricoprono un ruolo fondamentale nella
valutazione dell'inter-vento e l'Analisi Costi Benefici, se fatta correttamente ed in
maniera completa, rappresenta in termini sostanziali la cartina tornasole del progetto.
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I saluti sono stati dati da Padre Ennio Pintacuda, Presidente
del Cerisdi; Ugo Argiroffi, Presidente dell'ACEP; e Guglielmo Serio, Commissario
Straordinario al Comune di Palermo.
Successivamente, Gaetano Ar-mao, Docente all'Università degli Studi di Palermo ha
relazionato su "Il Project Financing tra normativa statale e regionale"; mentre
Federico Titomanlio, Segretario Generale IGI, su "La procedura ad evidenza pubblica
per l'affidamento del-la concessione"; Vito Candia, Avvocato Cassazionista, su
"Il contratto di concessione e la sua gestione"; Alessandro Costa, Docente
all'Università degli Studi "Tor Vergata" di Roma, su "sistema dei
contratti nelle operazioni di Project Financing"; Denis Richard, Consulente di
Finanza Internazionale, su "Il finanziamento delle operazioni di Project
Financing"; Gianluigi Lembo su "Una storia di concessione di opera pubblica: le
tranways de Palerme":
Si è tenuta successivamente una tavola rotonda su "Esperienze e prospettive di
Project Financing" moderata da Michele Guccione, redattore Economico di "La
Sicilia", e che ha visto la pertecipazione di: Andrea Silipo, Amministratore Delegato
Europrogetti & Finanza; Rosario Mazzola, Presidente Sogesid; Ugo Mastelloni, Avvocato;
Roberto Mazzini, Manager della SIBA s.p.a.; Armando Cattaneo, Manager Gruppo Impregilo
s.p.a..
Sono poi intervenuti: Marino Breganze, Presidente di Banca Nuova; Simona Vicari, Deputato
Regionale, Relatore del D.D.L. sulla riforma degli Appalti; Massimiliano Miconi,
Presidente Gruppo Giovani ACEP; e Giuseppe Costanzo, Presidente Assindustria Palermo.
Ha concluso quindi i lavori Stefano Delle Piane, Vicepresidente A.N.C.E.
[dag]
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