SICILIA "ILLEGALE" PER LAMBIENTE |
| Palermo, Catania e Messina sono le province con il maggior numero di reati
ambientali. E' questo uno dei dati più allarmanti emersi nel corso della conferenza stampa organizzata da Legambiente per la presentazione del «Rapporto Ecomafia 2001: il caso Sicilia». Pezzo forte del dossier, lo smaltimento illegale dei rifiuti, le emissioni non controllate nell'atmosfera, le violazioni alla normativa paesaggistica, l'attività estrattiva illegale, gli scarichi idrici fuori legge, il bracconaggio. La stima dell'illegalità ambientale in Italia, nel 2000, vede la Sicilia al terzo posto per il numero di reati commessi: gli illeciti accertati dalle forze dell'ordine sono stati 3.133; le persone denunciate sono 1.731 ed i sequestri effettuati 1.234. Negli ultimi quattro anni sono state censite nell'isola, sulla base dei dati forniti dagli inquirenti, 11.238 infrazioni alla normativa ambientale pari al 7,8 per cento del totale nazionale. Secondo i dati forniti dall'Istituto di ricerca Cresme, nello stesso periodo sono state realizzate 29.737 costruzioni abusive, con un consumo del territorio di 446 ettari per un valore di mercato di oltre 4.014 miliardi di lire. I clan - secondo il rapporto presentato da Legambiente - con attività dirette nel ciclo dei rifiuti e in quello del cemento sono complessivamente 31. Per quanto riguarda l'anno Duemila, le costruzioni abusive realizzate sono state 4.780, per una superficie di 717 mila metri quadrati e un valore complessivo di mercato stimato in 645 miliardi di lire; nello stesso anno il nucleo tutela patrimonio artistico dei Carabinieri ha recuperato 580 reperti archeologici provenienti dai scavi clandestini siciliani. Il lavoro di ricerca è stato presentato da Enrico Fontana, responsabile nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, dal responsabile nazionale per le problematiche sull'abusivismo, Giuseppe Arnone, e dal segretario regionale, Giuseppe Messina, che non ha risparmiato critiche alla Regione siciliana che dal 1999 si trova in continuo stato di emergenza per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti per la mancata approvazione del piano dei rifiuti e per la mancata attivazione delle procedure previste dal decreto Ronchi. Alla presentazione del dossier hanno partecipato i vertici delle forze dell'ordine e della magistratura. Per quanto riguarda la tutela del patrimonio artistico e monumentale, l'assessore regionale Fabio Granata ha proposto l'istituzione di un nucleo di tutela archeologica. Il parlamentare regionale Francesco Forgione ha proposto lo scioglimento della commissione regionale Antimafia in quanto non ha poteri e in questa legislatura non è riuscita a chiudere alcuna relazione. Sulla vicenda della gestione dei rifiuti è intervenuto anche il sindaco di Monreale Salvino Caputo, presidente del «Consorzio Sviluppo e Legalità», che ha affermato: «Cosa Nostra gestisce il mercato dei rifiuti speciali che la maggior parte delle volte va a depositare nei terreni confiscati dallo Stato agli stessi mafiosi per impedirne il processo di riutilizzo». Per Leoluca Orlando, ex sindaco di Palermo, «bisogna avere fiducia nel cambiamento culturale della Sicilia, poichè la maggioranza dei cittadini ha compreso che lo sviluppo economico viene aiutato e non ostacolato dalla cultura dell'ambiente e della legalità». I contenuti del dossier sui beni culturali, sono stati presentati dal responsabile regionale «Salvalarte», Riccardo Calamaio, nel corso di un incontro che si è svolto a Palermo per la presentazione della campagna «Salvalarte» 2001 in Sicilia. Ina Modica |
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