LE CINQUE GRANDI "MISSIONI"
DEL POLO PER CAMBIARE L’ITALIA

1) RIORGANIZZAZIONE
DI TUTTI GLI APPARATI
DELLO STATO
1.1. RIFORMA DEGLI
APPARATI DELLO STATO
1) Realizzare in Italia un laboratorio di eccellenza della Pubblica Amministrazione, che possa fungere da modello anche per altri Paesi. Ad esempio:
- acquisti delle pubbliche amministrazioni "on line" per realizzare risparmio di denaro e di tempo e la più totale trasparenza;
- incontro e interscambio delle informazioni sull'offerta e sulla domanda di lavoro, con strumenti di immediata accessibilità per le imprese ed i cittadini;
- rete integrata per l'ammini-strazione della Giustizia, con connessione "on line" tra le forze del-l'ordine, le procure, i tribunali, l'amministrazione carceraria.
2) Realizzare strutture organizzative più snelle ed efficienti nei ministeri, negli enti pubblici, negli apparati amministrativi regionali e locali mediante un'ampia ma profonda concertazione tra Stato e autonomie territoriali, alle quali trasferire nuovi compiti.
3) Eliminare sprechi di denaro pubblico e moltiplicazione di competenze nelle amministrazioni pubbliche,
recuperando risorse da investire nel miglioramento della qualità complessiva degli apparati pubblici.
4) Promuovere un nuovo modello per la formazione delle classi dirigenti pubbliche e private.

1.2 DIGITALIZZAZIONE
DELLA PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE
Questo progetto verrà realizzato secondo un piano preciso basato su alcuni principi ed azioni fondamentali:
- il vero "e-government" si realizza non con una semplice informatizzazione dell'esistente, ma riprogettando dalle fondamenta la Pubblica Amministrazione, "reinventando" lo Stato in termini organizzativi e funzionali, in modo da cogliere le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. L'idea del servizio da erogare e l'orga-nizzazione devono precedere la digitalizzazione.
Per questo va ribaltato l'approc-cio dei Governi della sinistra che hanno puntato prioritariamente alla realizzazione delle infrastrutture (la "RUPA" di interconnessione delle Pubbliche Amministrazioni) con ingenti investimenti che non potranno essere messi a frutto per mancanza di un adeguato disegno di riforma organizzativa.
La Pubblica amministrazione deve conseguire i seguenti tre obiettivi:
1) migliori servizi al cittadino: entro 5 anni i rapporti tra la Pubblica amministrazione e le imprese e i cittadini dovranno poter avvenire "on line" attraverso la rete digitale o telefonica, evitando code o lungaggini;
2) miglior efficienza ed efficacia: entro 5 anni la Pubblica amministrazione dovrà ridurre in maniera rilevante i propri costi;
3) migliore trasparenza della Pubblica Amministrazione: attraverso le reti le imprese e i cittadini potranno
conoscere "on line" lo stato delle proprie pratiche, seguire l'anda-mento di bandi di gara, ecc.

1.3 VALORIZZAZIONE
DEL PUBBLICO IMPIEGO
La riforma delle amministrazioni pubbliche deve realizzarsi attraverso una più adeguata motivazione dei dipendenti pubblici. È necessario, in particolare, ritornare ai contenuti originari del decreto legislativo n° 29 del 1993, contenuti successivamente contraddetti da ripetuti interventi normativi. La dirigenza pubblica, di cui era stata promossa l'autonomia responsabile, è stata sottoposta in questi anni ad un improprio sistema di spoil system, sulla base di criteri meramente discrezionali. Il dirigente deve invece poter consolidare e migliorare le funzioni alle quali è preposto sulla base dei risultati conseguiti, obiettivamente valutati attraverso gli strumenti della contabilità economica e del-l'analisi dei costi.
Ciò costituisce la premessa per una struttura della retribuzione in cui la componente premiale deve acquisire una dimensione significativa.
Più in generale, i dirigenti e i funzionari pubblici devono essere liberati da controlli eccessivi. La responsabilità penale e la responsabilità contabile devono essere circoscritte a poche e certe fattispecie, sostanzialmente connesse ai casi di arricchimento personale.
La mobilità deve essere incoraggiata attraverso opportuni indennizzi ed incentivi.
La formazione continua, favorita dall'introduzione delle nuove tecnologie, deve essere un fattore di miglioramento della professionalità dei funzionari e degli impiegati pubblici rendendo così possibile la loro mobilità verso il settore privato e un recupero della loro motivazione, del loro entusiasmo e della loro dignità.

2) RIFORMA
DELL’ARCHITETTURA
ISTITUZIONALE
DELLO STATO
1) Agli italiani deve essere riconosciuto il pieno diritto di decidere da chi vogliono essere governati, al fine di dare origine ad esecutivi più forti e più capaci di tradurre le aspettative dei cittadini in effettive decisioni pubbliche, più stabili e più responsabili verso gli elettori.
2) Il numero complessivo dei parlamentari deve essere dimezzato, riconducendolo alla media dei Parlamenti delle altre democrazie occidentali. La riduzione del numero dei parlamentari deve accompagnarsi ad una drastica diminuzione della legiferazione per riservare al Parlamento una più alta funzione di formazione, indirizzo e controllo sulla grande legislazione nazionale. Meno parlamentari per avere migliori leggi, con meno inflazione oratoria e più efficienza legislativa.
3) Alle Regioni devono essere attribuite le responsabilità nel campo della politica scolastica, della politica sanitaria e la corresponsabilità della politica di difesa dei cittadini dalla criminalità urbana.
Il principio a cui ispirarsi deve essere quello di chi vuol promuovere in ogni modo l'autogoverno democratico dei cittadini, avvicinando il potere agli amministrati e aumentando le loro effettive possibilità di scelta, dalle scuole per i propri figli alle strutture sanitarie nelle quali curarsi.
L'attribuzione alle Regioni e ai governi delle città della corresponsabilità per la difesa dei cittadini corrisponde all'esigenza di migliorare al massimo l'effettivo controllo del territorio, attraverso la presenza di forze dell'ordine che operino nella maggiore vicinanza possibile ai cittadini, al fine di prevenire la commissione dei reati.

3) RIVISITAZIONE DEL
COMPLESSO DELLE
LEGGI E DEI CODICI
Oggi in Italia esiste un numero incalcolabile di leggi che non garantisce certezza del diritto e serenità a chi vuole operare nel pieno rispetto delle regole. Si tratta di rivisitare il Codice civile, il Codice penale, i Codici delle procedure, si tratta di abrogare molte leggi, di riunire le normative delle varie materie in Testi unici e di dare vita a un nuovo Codice fiscale abrogando le attuali più di tremila leggi fiscali. È un immane lavoro a cui chiameremo i migliori fra i nostri giuristi.
Nella nostra nuova politica legislativa sarà fondamentale l'ausilio che possono fornire le Università e le varie categorie professionali, che hanno un'esperienza diretta acquisita sul campo, unitamente ai funzionari degli uffici periferici della Pubblica Amministrazione che sono a contatto quotidiano con le difficoltà di applicazione e interpretazione della selva di norme attuali. Tale collaborazione servirà altresì per quanto riguarda le nuove norme, che a volte si renderanno necessarie per innovare.
Occorre puntare ad una vasta opera di delegificazione e di riduzione degli eccessi regolamentari e amministrativi che producono gravi danni alle nuove iniziative e all'ef-ficienza economica delle piccole e medie imprese, che non possono disporre di costosi uffici legali.
Si deve affermare il principio di sussidiarietà per cui la regolamentazione pubblica interviene solo laddove ci siano comprovati fallimenti della iniziativa dei singoli privati cittadini o imprese, lasciati liberi di operare. In base a tale principio, tutto ciò che non è esplicitamente vietato deve ritenersi consentito. Ne consegue una rilevante opera di riduzione dell'area di intervento delle leggi con connessa delegificazione. Si deve stabilire altresì il principio del silenzio-assenso come criterio generale nel campo delle autorizzazioni amministrative.

4) PIANO DECENNALE
PER LE GRANDI OPERE
L'Italia ha accumulato un grave ritardo nelle infrastrutture rispetto agli altri Paesi europei: il nostro sistema autostradale è da completarsi in più punti, i collegamenti ferroviari internazionali sono rimasti progetti sulla carta, devono essere realizzate e completate le metropolitane nelle principali città, è necessario intervenire sulle reti idriche del Sud e realizzare un grande piano di opere per prevenire le calamità naturali. Occorre colmare finalmente il divario che separa l'Italia dalle grandi nazioni europee, eliminare gli squilibri che penalizzano il Meridione rispetto al resto del Paese e il Nord nei confronti dell'Europa. Ma le Grandi Opere sono, contemporaneamente, uno strumento per rilanciare occupazione ed economia. Non un libro dei sogni, ma un progetto dettagliato e pronto per essere attuato.
L'Italia ha accumulato un grave ritardo nelle infrastrutture rispetto agli altri Paesi europei: il nostro sistema autostradale e ferroviario è da completarsi in più punti, i collegamenti ferroviari internazionali sono rimasti progetti sulla carta, devono essere realizzate e completate le metropolitane nelle principali città, è necessario intervenire sulle reti idriche del Sud e realizzare un grande piano di opere per prevenire le calamità naturali. Occorre colmare finalmente il divario che separa l'Italia dalle grandi nazioni europee,
eliminare gli squilibri che penalizzano il Meridione rispetto al resto del Paese e il Nord nei confronti dell'Europa.
Ma le Grandi Opere sono, contemporaneamente, uno strumento per rilanciare occupazione ed economia. Non un libro dei sogni, ma un progetto dettagliato e pronto per essere attuato.
1) Introduzione di un nuovo, fondamentale, strumento legislativo (la "Legge obiettivo") che permetta di superare la palude burocratica che blocca tutti i progetti per la realizzazione di nuove opere pubbliche.
Ricorso alla cosiddetta "finanza di progetto" al fine di raccogliere capitali privati per il finanziamento di parte del costo delle opere.
Ricorso, per le grandi infrastrutture, alla figura del "general contractor" e del "public advisor".
Progettazione, finanziamento e realizzazione delle Grandi Opere. Il grado di urgenza delle opere è individuato con criteri di "emergenza", "criticità" e "priorità".
Segue l'elenco delle emergenze e delle criticità da avviare immediatamente e da realizzare nel prossimo decennio; le priorità sono comprese in un programma a medio e lungo termine e vengono indicate nelle Tavole pubblicate in appendice.
2) Sistema dei trasporti-au-tostrade: Messina - Palermo, Catania - Siracusa - Gela, Salerno Reggio Calabria, Reggio Calabria - Taranto - Lecce, Bari - Lecce, Cagliari - Sassari, raddoppio Bologna - Firenze, Milano - Brescia, Asti-Cuneo, Cecina - Civitavecchia, adeguamento Traforo del Monte Bianco e Traforo del Frejus, Traforo del Mercantour.
3) Sistema dei trasporti-strade: Pedemontana veneta, Nodo di Mestre, Pedegronda lombarda, Nuova Romea (Venezia - Cesena), Maglie - Otranto, galleria di servizio Traforo Gran Sasso, Nodo di Ancona, Nodo di Genova, variante di Caserta, tangenziale di Napoli, adeguamento Sorrentina e SS 268 del Vesuvio.
4) Sistema dei trasporti-ferrovie: estensione del sistema italiano Alta Capacità da Napoli a Reggio Calabria, Messina - Palermo, Messina - Catania; realizzazione di tratte italiane di corridoi ferroviari transeuropei: tratta italiana corridoio Lione - Torino - Milano - Verona - Venezia - Trieste - Lubiana - Kiev con apertura del nuovo valico del Frejus; tratta italiana del corridoio Genova - Novara - Rotterdam con adeguamento del valico alpino del Sempione; tratta italiana del corridoio Bologna - Verona - Innsbruck - Monaco con apertura del nuovo valico del Brennero; tratta ferroviaria Rieti - Passo Corese, Paola - Sibari - Taranto; corridoio ferroviario Verona - Parma e Fidenza - Parma - La Spezia.
5) Realizzazione nelle aree urbane di sistemi integrati per la mobilità che possano salvaguardare lo sviluppo, incidendo drasticamente su situazioni di crisi ambientali non più accettabili (qualità aria, incidentalità, ecc.): Metropolitane di Milano, Genova, Roma (linea C) e Napoli.
6) Sistema dei trasporti-porti. Realizzare impianti portuali e HUB portanti del sistema logistico delle merci via mare relativo ai porti di Civitavecchia, Napoli, Taranto, Gioia Tauro, Trieste e Palermo.

4.1 DIFESA
DEL TER-RITORIO
1) Interventi sull'assetto idrogeologico. Predisposizione di un quadro conoscitivo aggiornato della situazione del rischio idrogeologico e monitoraggio continuo di tali situazioni. Creazione di un collegamento fra gli enti di livello superiore e i sindaci, fornendo a questi ultimi i mezzi per il controllo continuo del territorio e per una gestione più pronta ed efficace delle emergenze.
2) Interventi sul sistema idrico. Rilanciare gli investimenti per i sistemi di adduzione e distribuzione idrica con particolare impegno per risolvere in tempi brevi le situazioni di maggiore difficoltà (razionamenti, perdite, inquinamento, ecc.). Attuazione degli obiettivi di tutela e recupero delle risorse idriche in massima parte disattesi definiti dalla vigente normativa.

4.2 VALORIZZAZIONE DEL
NOSTRO GRANDE
PATRIMONIO ARTISTICO
E CULTURALE
Il patrimonio artistico è una delle radici fondamentali della nostra identità tanto nazionale quanto locale. Allo stesso tempo esso è una delle fonti maggiori di ricchezza attraverso l'industria del turismo. Essenziale appare dunque la tutela, la conservazione e la valorizzazione di questa inestimabile ricchezza artistica, storica, culturale e ambientale che non ha eguali nel mondo.
Le nostre proposte:
1) Riforma del sistema istituzionale per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio storico e artistico.
2) Promozione di un rapporto di collaborazione e integrazione di competenze tra Stato, Regioni e Enti locali.
3) Incentivazione dell'intervento privato, attraverso opportuni stru-menti legali e fiscali, nell'eser-cizio delle attività gestionali, commerciali, finanziarie e di promozione. Termini di riferimento le associazioni senza fini di lucro come Italia Nostra e il Fondo per l'Ambiente Italiano, ecc.
4) Consolidamento del Sistema Museale Nazionale: tutti i Musei, indipendentemente dalla loro appartenenza a enti e soggetti diversi, dovranno costituire un insieme organico e funzionale di servizi.
5) Utilizzo della "finanza di progetto" anche nel campo dei beni culturali.
6) Attuazione della legge sul volontariato con specifico riguardo al settore dei beni culturali, individuando le aree di effettiva operatività e le specifiche modalità di impiego al fine di garantire una più efficace ed ampia partecipazione dei cittadini alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico dell'Italia.
7) Realizzazione di un coordinamento fra operatori turistici e operatori culturali, con l'obiettivo di raggiungere una diversificazione dei flussi turistici a vantaggio delle aree più marginali e delle piccole città d'arte, che costituiscono un tessuto culturale e paesaggistico unico al mondo.
8) Promozione di un'articolata politica della comunicazione, per supportare le iniziative turistiche e sensibilizzare gli operatori economici in Italia e all'estero.
9) Realizzazione di una forte promozione del nostro Paese come meta turistica, specie per il turismo culturale e congressistico, al fine di incrementare in misura rilevante il numero dei turisti stranieri e i loro tempi di permanenza.
10) La "Legge obiettivo" sarà utilizzata per realizzare un grande piano di opere pubbliche e di manutenzione delle città grandi e piccole al fine di migliorare la qualità della vita e offrire nuove possibilità di lavoro per i giovani. Le città italiane, un tempo emblema di convivenza civile e di rapporti comunitari, sono oggi divenute teatro di preoccupanti fenomeni di degrado sociale e culturale.
11) La valorizzazione del nostro patrimonio culturale deve passare a una fase nuova in cui dare un forte
impulso a tutti i settori della creatività artistica: dallo spettacolo alla musica e alle arti visive.
12) La promozione della cultura e della lingua italiana all'estero è preziosa per l'ingresso di imprese italiane in nuovi mercati e per la promozione turistica del nostro Paese.
Oltre alle attività dirette delle istituzioni preposte (istituti di cultura, Università, istituti di ricerca, ministeri) si deve valorizzare l'immenso patrimonio umano e culturale rappresentato dagli italiani all'estero, milioni di persone che in tutti i continenti hanno convogliato sul nostro Paese rispetto e stima. Va loro riconosciuto l'effet-tivo diritto di voto, vanno valorizzate le loro istituzioni, oc-corre rafforzare il loro legame con l'Italia. La loro presenza nel mondo costituisce infatti, già oggi, un formidabile vettore di diffusione della nostra lingua e della nostra cultura.

5) PIANO PER IL SUD
Le nostre proposte:
1) Recupero della legalità. Riappropriazione del territorio da parte delle forze dell'ordine, con un decisivo contrasto alla mafia e alla criminalità organizzata. Lo Stato deve tornare a fare lo Stato.
2) Nel Mezzogiorno c'è un ritardo assoluto nelle infrastrutture. Per superarlo è essenziale utilizzare la "Legge obiettivo" che permetterà la realizzazione delle Grandi Opere considerate strategiche, secondo il piano di integrazione Nord-Sud esposto al punto 4.
3) Tutela e valorizzazione del patrimonio storico, archeologico e paesaggistico. Nel meridione d'Italia si registra, infatti, la più alta concentrazione di insediamenti storico-artistici.
Nello stesso tempo il Meridione è anche il territorio in cui il nostro patrimonio artistico versa nelle più gravi condizioni di degrado, scarsa protezione e difficile fruizione. Dalla valorizzazione di questo immenso patrimonio deriverà per tutto il Mezzogiorno un formidabile im-pulso allo sviluppo del turismo e alla creazione di nuovi posti di lavoro per le nuove generazioni.
4) Formazione. La formazione sarà mirata alle esigenze e alle possibilità del Sud, con particolare riguardo alle esigenze del settore agricolo, turistico e dell'alta tecnologia.
5) Rilancio del turismo, dell'agri-coltura e sviluppo dell'industria informatica.
6) Convenienza burocratica e fiscale nel rispetto delle regole comunitarie. Gli incentivi saranno gestiti con rigore e puntualità verificando costantemente, nella logica europea, che questi siano concessi solo ad aziende che li utilizzano per reali investimenti e per un aumento vero del numero dei nuovi posti di lavoro.

le_cinque01.jpg (9169 byte)

Cliccando sulle immagini
si avrà l'ingrandimento
delle stesse

webmaster@infosicilia.net
Copyright©2000 by Edizioni Leopardi s.a.s., Palermo (Italy)
Tutti i diritti riservati (All rights reserved)