Ranco Battiato, famoso cantautore italiano, debutta come pittore e sperimenta
tecniche particolari su quadri che dall'Italia partiranno per l'estero attraverso
l'impegno della Società Dante Alighieri, che nel mondo promuove la lingua e la cultura
italiana.
Maggio 2001 Alternativa e degna di un artista di fama internazionale l'apertura della
mostra personale di Franco Battiato, cantautore e pittore inedito, che dopo Roma sarà
ripetuta anche all'estero.
La Società Dante Alighieri che da più di cento anni opera per la promozione della lingua
e cultura italiana all'estero, ha presentato nell'ambito della sesta edizione della
manifestazione "Gli angeli sopra Roma", un evento espositivo che si inserisce
perfettamente in quella che è l'attività istituzionale della Dante Alighieri, volta a
promuovere i diversi aspetti della cultura italiana contemporanea come la lingua, il
design, la moda, la letteratura e l'arte figurativa.
"Ho fatto una ricerca approfondita - spiega l'artista siciliano Franco Battiato -
scegliendo una nuova veste d'artista visivo.
I miei dipinti confermano quanto già si coglie nella mia recente musica contemporanea ed
elettronica, la colonna sonora della mia vita accompagna anche le immagini del mio
atelier.
I ritratti rappresentati nei miei dipinti appartengono a uomini e donne di quel
Mediterraneo, navigato nel corso del tempo da guerrieri e schiavi, regine e mercanti,
predicatori e filosofi, che ancora oggi pulsa e si rigonfia di esseri umani in cerca di
fortuna e in fuga dalla disperazione.
Sono tutte immagini moderne di volti antichi, impreziosite da fondi dorati, che cercano di
attenuare umane inquietudini.
Ho usato una nuova tecnica quella di dipingere sulla doratura e non di dorare l'opera in
un secondo momento".
Assalito dalle domande dei giornalisti Battiato ironizza sulla sua arte.
Un'arte nuova, davanti alle sue opere si coglie una doppia sensazione: da un lato si
avrebbe voglia di abbandonarsi ad un giudizio ingenuo, avulso dalla sua
"leggenda" di musicista, cantante e poeta; dall'altro sentiamo di non poter
eludere questa leggenda segnata da successi di pubblico attento e selezionato, e cercare
invece di cogliere gli stati d'animo del cantautore nel momento della composizione delle
sue opere artistiche affinché questa sua nuova attività, non ci appaia l'hobby di
un'artista episodico e dimezzato.
Un cantautore siciliano che si ri-volge alla sperimentazione del nuovo, come nella sua
produzione musicale più conosciuta ed affermata colma di esperimenti di grande
suggestione sonora.
La stessa approfondita ricerca si ritrova nella sua pittura.
I suoi dipinti rappresentano la conferma di quanto nel suono e nella parola delle sue
canzoni cogliamo già da anni.
Battiato creativo e sensibile che cantando con l'anima diventa grande nella musica e nella
poesia; con la pittura completa il ciclo della sua arte; un fiume gonfio e ribollente di
lava etnèa che prorompe, sconvolge e investe ma non riesce ad esaurirsi del tutto nella
musica e nella poesia: restano ancora bagliori, sprazzi e angoli in cui la lava giunge
uscendo dal suo fiume e allora l'artista comincia a dipingere.
I suoi sono i dipinti "più alla Battiato" che si potessero immaginare, una
restituzione alla semplicità dei volti, una mancanza nella pittura del
"pittoresco" come non se ne vedeva da molto.
"Nei volti delle mie opere - aggiunge Battiato - che non sono affatto icone ma quadri
come rappresentazione e non come tecnica, c'è la ricerca della spiritualità, del
misticismo, della poesia che si trova in un luogo del nostro interno.
C'è un'idea di estetismo che nella mia musica non appare: per questo motivo metterei come
sottofondo della mia mostra un brano musicale tratto dal mio ultimo album "Lontananze
d'azzurro", in cui esprimo a pieno che l'arte arriva prima della tecnica, come il
profumo prima della torta".
Simona Pesarini
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