I PRIMI CENTO GIORNI
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| Dopo il Consiglio dei Ministri del 28 giugno 200 Il Consiglio ha approvato, su proposta del Ministro del-l'Economia e delle Finanze, i provvedimenti che avviano la legge "cento giorni". Si tratta di un complesso ed articolato insieme di misure concentrate sul settore produttivo e volte al rilancio dell'economia italiana, rilancio che avviene nel rispetto dei vincoli determinati dagli obiettivi del contenimento dell'in-flazione e dell'equilibrio della fi-nanza pubblica. Con questa prima legge il Governo punta a sbloccare fattori economici fondamentali nella strategia dello sviluppo: lavoro, capitali, infrastrutture, tecnologia. L'effetto prodotto sui conti pubblici sarà conseguentemente un effetto di ritorno positivo. L'impatto sulla crescita si manifesterà subito attraverso la positiva influenza che i provvedimenti eserciteranno sulle aspettative di imprese e cittadini, sui loro piani e progetti di attività e di lavoro. In particolare il Consiglio dei Ministri ha approvato: 1) il contratto di lavoro europeo, che recepisce la direttiva dell'U-nione in materia di contratto di lavoro a tempo determinato e prende atto dell'accordo sottoscritto nel maggio scorso da un numero significativo di parti sociali. Il contratto rovescia l'imposta-zione tradizionale per cui "è tutto vietato salvo ciò che è permesso". Il lavoro a tempo determinato e quello a tempo indeterminato avranno d'ora in poi parità di status giuridico, nel rispetto di un preciso catalogo di garanzie. Per prevenire abusi è stabilita una durata massima totale per le sole ipotesi di proroga dei contratti con termine iniziale inferiore a tre anni. Sono previsti forti incentivi alla formazione. Ingloba una serie di interventi che prevedono l'adozione della devoluzione regionale per la contrattazione collettiva, la riduzione del cuneo fiscale e contributivo, l'accelerazione della transizione del collocamento pubblico per creare una rete mista di servizi per l'impiego, il mantenimento per i contratti già stipulati delle garanzie pre-acquisite, l'attuazione della direttiva europea sul tempo determinato e il ricorso all'arbitrato e alla conciliazione per una soluzione rapida delle controversie. In ballo c'è l'idea di sperimentare la ricetta federalista anche sul mercato del lavoro per trovare da un lato una maggiore aderenza tra stipendi e potere d'acquisto, ma anche per rilanciare occupazione e sviluppo nei territori aprendo alla flessibilità. 2) il piano di emersione dall'eco-nomia sommersa, che rappresenta un investimento sul futuro del Paese. Sono previsti incentivi fiscali e contributivi che crescono in misura proporzionale al volume di lavoro che viene fatto emergere. Sull'area dell'economia che resta sommersa si concentrerà viceversa un programma straordinario di accertamenti. L'obiettivo è quello di portare la quota della popolazione attiva al livello dei Paesi europei più avanzati, innalzando il tasso di occupazione di almeno 10 punti (pari a 2 milioni di occupati). L'impegno da garantire è la creazione di almeno 1,5 milioni di nuovi posti di lavoro nei cinque anni di governo. Si punta a una sostanziale riduzione del cuneo fiscale e contributivo (ossia - si legge nel programma della Cdl - dell'insieme di oneri per cui lo stipendio netto percepito dal lavoratore è inferiore alla metà del costo complessivo sostenuto dal datore). 3) le misure per la detassazione degli utili reinvestiti in beni strumentali (Tremonti bis). Le misure danno impulso all'eco-nomia e lanciano un ponte verso la riforma fiscale. Rispetto alla "dual income tax" (Dit) attualmente in vigore il campo di applicazione è più "nell'economia" ed è esteso agli investimenti in capitale umano, attraverso la detassazione degli investimenti in formazione e aggiornamento professionale, mentre la platea dei soggetti beneficiati si allarga ai lavoratori autonomi, alle banche e alle assicurazioni. Analisi recenti indicano una forte caduta del dinamismo imprenditoriale del Paese. La legge assicurerà subito una forte ripresa degli investimenti su tutto il territorio nazionale. Quindi, rilancio della legge approvata nel 1994 che prevedeva per le nuove iniziative produttive la forfettizzazione di tutte le imposte (Irpef, Ilor, Ici, Iciap, Tosap, imposta sul patrimonio delle imprese, tassa di concessione governativa sulla partita Iva) per le nuove attivita' avviate da giovani fino a 32 anni che non avessero avuto mai partita Iva, da disoccupati e "cassaintegrati", da disabili. Il costo complessivo dei beni strumentali acquisiti non poteva superare i 300 milioni di lire. Al posto di tutti i tributi sostituiti i nuovi imprenditori e lavoratori autonomi (anche professionisti) avrebbero pagato un'imposta sostitutiva di due milioni di lire per il primo anno di attivita', che sarebbe salita a tre milioni nel secondo anno e a quattro nel terzo. Sgravi per le assunzioni. Spettavano a chiunque (imprese private, professionisti) avesse creato nuovi posti di lavoro con contratti a tempo indeterminato, ag-giuntivi rispetto al numero di occupati alla data di entrata in vigore del decreto legge. Lo sgravio avrebbe avuto la forma di un credito di imposta, utilizzabile per qualsiasi tributo, nella misura del 25% del reddito imponibile del dipendente assunto, ma limitatamente ai primi 30 milioni annui. Detassazione del reddito reinvestito. Per calcolare la parte di reddito d'impresa esclusa da imposizione veniva previsto il riferimento all'incremento della spesa per investimenti rispetto alla media dei cinque periodi di imposta precedenti. Era esclusa da prelievo la meta' dell'incremento degli investimenti. In pratica, se la media del quinquennio era stata 100 e l'investi-mento nel nuovo anno era stata 150, veniva escluso dal reddito d'impresa l'ammontare di 25. Oggetto del beneficio fiscale erano gli investimenti per nuovi impianti, ampliamenti, ammodernamenti, e per acquisti di beni strumentali nuovi. Banche e assicurazioni non rientravano tra le imprese agevolate. La detassazione del reddito reinvestito si applicava solo per il '94 e per il '95. 4) la Legge Obiettivo per Grandi Lavori, che è uno strumento essenziale per il rilancio delle infrastrutture e la modernizzazione del sistema, le cosiddette grandi opere. Ogni anno verranno identificati i progetti di realizzazioni infrastrutturali nella Legge Finanziaria. La legge obiettivo consentirà di superare tutti gli ostacoli giuridici e, quindi, di realizzare concretamente e velocemente i progetti . Le opere non si limiteranno alla rete viaria, ma anche all'amplia-mento di porti e aeroporti e allo sviluppo di sistemi di collegamento informatico. Esse saranno finanziate prevalentemente dal capitale e dall'iniziati-va privata. La legge dovrebbe infatti sostituire le concessioni, le autorizzazioni, i nulla osta, gli atti di assenso, o controlli previsti dall'ordinamento "salvo quanto disposto dalle norme co-munitarie". Viene inoltre previsto che le infrastrutture e gli insediamenti industriali strategici siano proposti al Governo dai presidenti delle regioni interessate, o dal loro coordinamento in caso di opere che interessano più regioni, sulla base di progetti industriali basati preferenzialmente sulla tecnica del project finaning e aventi il preventivo di spesa complessiva, con evidenza specifica dell'eventuale onere finanziario a carico dell'erario. I lavori di realizzazione delle ope-re saranno assegnati mediante le procedure di evidenza pubblica previste dalla normativa comunitaria vigente. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge obiettivo il Governo sarà delegato a emanare uno o più decreti legislativi di semplificazione della normativa vigente in materia di lavori pubblici. 5) le misure per la New Economy. Per evitare che la bassa capitalizzazione societaria ostacoli la nascita di imprese innovative basate sullo sviluppo di idee, viene introdotta la possibilità di sottoscrivere il capitale sociale con uno strumento del tutto nuovo: una polizza assicurativa ad hoc. La proprietà delle invenzioni realizzate nelle università e nei laboratori di ricerca, inoltre, sarà restituita agli inventori che avranno il diritto di registrarle a loro nome. Detassazione, quindi, del "venture capital" e incentivi per richiamare i giovani laureati italiani che lavorano all'estero. Riforme a "costo zero" delle leggi in materia di strumenti ed operazioni finanziarie internazionali, per catturare e convogliare in Italia capitali dall'estero. All'interno di questi pacchetti di interventi viene inoltre previsto che la proprietà delle "invenzioni" realizzate nelle Università e nei laboratori pubblici vengano mantenute dagli inventori, professori e ricercatori, che avranno così il diritto di registrarle a loro nome e su questa base, la possibilità di attirare il capitale finanziario necessario per svilupparle. Alle università e ai laboratori pubblici competerà un terzo dei guadagni ottenuti dagli inventori. 6) le disposizioni per la delega al Governo in materia di riforma del diritto societario. La riforma persegue l'obiettivo di favorire la nascita, la crescita e la competitività delle imprese, favorendo l'accesso ai mercati interni e internazionali dei capitali, e quello di definire con precisione i compiti degli organi sociali e di semplificare la disciplina. La riforma della legislazione so-cietaria riprende i temi già discussi in Parlamento nel corso della passata legislatura, conformemente a quanto previsto nel disegno di legge delega al Governo per l'attuazione del nuovo diritto societario (A.C. 7123). Partendo dal testo già discusso in Parlamento, viene proposta per la legislazione societaria meno burocrazia e più "governance" nella gestione dell'economia. Viene recuperata la bozza elaborata dalla commissione Mirone, i cui 4 assi portanti sono: la riforma della Spa, della Srl, della cooperativa; limitate ma significative modifiche alla disciplina fallimentare; gruppi societari e nozione di controllo; riforma della disciplina sanzionatoria e di quella penale. 7) le misure per la liberalizzazione delle ristrutturazioni immobiliari. Sarà possibile ristrutturare internamente gli edifici, rispettando volumi e facciate, con una semplice denuncia di inizio di attività. I controlli formali saranno ridotti, quelli sostanziali incrementati. L'abolizione di permessi e concessione per la ristrutturazione intera di case, negozi, laboratori, fabbriche. Le ristrutturazioni non deve apportare alterazioni ai muri portanti, al volume complessivo degli edifici e agli esterni. Viene inoltre prevista la proroga delle agevolazioni fiscali per l'edilizia. 8) le misure per la semplificazione fiscale. E' soppressa una serie di adempimenti contabili e fiscali inutili, dalle dichiarazioni periodiche dell'Iva alla vidimazione dei registri, dal versamento delle imposte a Ferragosto alla soppressione sostanziale della dichiarazione dei sostituti d'imposta per un ammontare totale annuo di oltre 190 milioni di adempimenti; 9) le misure per la soppressione di adempimenti burocratici inutili a carico delle imprese. Vengono snellite e semplificate le norme contenute nel Decreto 22/97 per la gestione dei rifiuti, riducendo il numero delle imprese tenute ad alcuni obblighi e selezionando i soggetti per quanto riguarda la denuncia annuale. Riduzione "all'essenziale" della burocrazia, sfoltendo gran parte degli adempimenti che condizionano l'attività imprenditoriale e liberando imprese e artigiani da alcuni oneri. Un primo passo, questo, verso il progressivo snellimento dei 100-mila provvedimenti, tra leggi e regolamenti, attualmente in vigore 10) le misure per la riorganizzazione dell'Amministrazione fi-nanziaria. Le funzioni statali in materia di giochi, scommesse e concorsi a premi vengono ricondotte ad una struttura unitaria, che verrà individuata e disciplinata da un apposito regolamento; 11) le misure per la soppressione dell'imposta sulle donazioni e sulle successioni. Oltre ad eliminare una tassa datata rispetto alla crescente dematerializzazione della ricchezza e a creare le condizioni per un possibile rientro di capitali dall'estero, la soppressione libererà risorse am-ministrative destinabili ad altri più efficaci impieghi. L'oggetto dell'imposta è costituito dal trasferimento di beni e di diritti dipendente dalla successione a causa di morte e dal trasferimento a titolo gratuito di beni e di diritti per atto tra vivi. L'imposta è dovuta da-gli eredi, dai legatari e dai donatari. Per quanto concerne le aliquote si passa da un minimo del 3% per i valori compresi tra i 120 e i 200 milioni a un massimo del 27% per lo scaglione oltre i tre miliardi. La base imponibile è costituita dal valore netto dell'asse ereditario globale cioè dal valore venale dei beni e dei diritti trasferiti, diminuiti delle passività gravanti su di essi. |
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