Genova celebra il mito del Bel Paese visitato e raccontato da artisti e scrittori
stranieri.
Maggio 2001 Un percorso espositivo che si snoda come un romanzo attraverso immagini,
oggetti, sculture, manoscritti, l'Italia corteggiata da 17 viaggiatori eccellenti.
Studiosi, poeti, pittori, scrittori, filosofi, libertini
Montaigne, Rubens, Goya,
Stendhal, Byron, Dickens, Proust.
Sino al 29 luglio nei saloni di Palazzo Ducale a Genova una singolare mostra, Viaggio in
Italia.
Un corteo magico dal Cinquecento al Novecento, celebra i fasti del Bel Paese, ne
ricostruisce la storia, le abitudini, le tradizioni con una attenzione riservata al
paesaggio, alle sue trasformazioni nel-l'arco degli ultimi cinque secoli.
"Abbiamo scelto uomini ed artisti con una loro originalità - spiegano i curatori
della mostra Giuseppe Marcenaro e Piero Boragina - non turisti occasionali, ma
personalità di spicco capaci di penetrare un'epoca, di disvelare misteri".
"Da quando sono in Italia - scrive Montaigne nel suo Voyage en Italie - ho aperto gli
occhi sulle arti di cui non avevo alcuna idea, è un mondo completamente nuovo per me.
Mi sono fatto del male
privarmi fino all'età di 35 anni del piacere che si prova a
vedere un bel quadro e una bella facciata".
"L'Italia ai miei piedi e dinanzi a me il mondo
" parole di Chateubriand,
giunto a Roma come di-plomatico e segretario d'Amba-sciata accanto al Cardinale Fesch, zio
di Napoleone.
Immaginazione, incanto, scoperta, paesaggi lussureggianti, antichità classiche, vestigia
romane e poi il fasto delle corti.
I Medici, i Gonzaga, i Borboni
L'Italia per gli stranieri era questo e molto di
più.
Fonte inesauribile di ispirazione e di creazione suprema.
Shelley compose in Italia The Cenci, Prometheus Unbound, i poemetti Epipsychidion,
Adonais, The Triump of Life, quest'ultimo scritto su una barca al largo di La Spezia.
Charles Dikens giunse, invece, a Genova nel 1844 con tutta la sua famiglia.
La città ligure divenne il suo quartier generale da cui poi fare "incursioni e
scorrerie nelle regioni d'intorno".
Scrisse Pictures from Italy con in-comparabili descrizioni di Genova.
"Genova? Una bellezza che strazia l'anima
".
Doveva essere bellissima Genova se Gustave Flaubert si lasciava an-dare ad esclamazioni
simili.
E fu proprio nella sede del Palazzo del Principe che lo scrittore francese si innamorò di
una tela di Bruegel, fonte d'ispirazione per Le Tentation de Saint-Antoine.
Non furono da meno Firenze o Venezia immortalate sulla carta da Henry James e Marcel
Proust, memorie e ricordi "filtrati" attraverso i dipinti di Tiziano,
Botticelli, Andrea del Sarto, Bellini, Carpaccio e Boldini.
"Resto allucinato da questa ammirabile Venezia", confesserà Proust e cita la
Laguna nella sua Recherche (Albertine disparue).
Più sensuale l'im-magine della città dei Dogi tramandataci da Henri James (Italian
Hours, accompagnata da illustrazioni di Joseph Pennel).
"Venezia? Una creatura mutevole.
Come una donna dai nervi gracili che si lascia conoscere solo dopo che si sono scoperti
gli aspetti della sua bellezza".
Centinaia di opere in mostra a Palazzo Ducale provenienti da oltre 150 musei di tutto il
mondo, capolavori di Correggio, Botticelli, Mantegna, Goya, Canova, van Dick, Ingres,
Rubens, pittore a servizio di Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova, per il quale svolse
importanti missioni diplomatiche.
Ma anche manoscritti, memorie (Goldoni), spartiti musicali e drammaturgie teatrali,
lettere e missive, carte topografiche, caricature e affreschi architettonici.
Italia patria d'emozioni e d'ele-zione anche per chi fuggiva inseguito dalla polizia come
il Marchese de Sade, accusato in Francia di "misfatti erotici" o come il
Winckelmann, studioso, ricercatore, bibliotecario di alti prelati e cardinali che morì,
in circostanze misteriose, nel 1768 in una oscura locanda di Trieste assassinato da un
fornaio.
"Per poter realizzare il nostro Viaggio in Italia -spiegano ancora i curatori- è
stato fondamentale ritrovare anche il modo di sentire, di percepire di un popolo.
Scalfendo, riproducendo, ricomponendo vibrazioni originarie".
Un'ampia sezione dell'esposi-zione è dedicata al Cinquecento.
Leit motiv della mostra genovese, tappa obbligata, punto di riferimento importante per i
viaggiatori stranieri.
Rimando emotivo ed artistico ad un universo di perfezione e magnificenza, di incontrastato
splendore.
Precisano ancora Giuseppe Marcenaro e Piero Boragina: "Proponiamo una sorta di
'antefatto', un viaggio attraverso le corti tra odii, veleni, omicidi, guerre opulenza.
Un grande affresco vissuto dagli Este, dai Gonzaga, dai Farnese, dai Medici
E' l'Italia di sublimi tiranni, mecenati illuminati, uomini d'arme e di chiesa -
aggiungono - dei loro splendidi compagni di strada (Michelangelo, Raffaello, Leonardo) e
di tutta l'eccezionale folla di artisti e letterati che, riverberandosi da quel tempo
irripetibile hanno 'inventato' il carattere e le personalità d'Italia".
Carmela Piccione
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