LA BUROCRAZIA CAMBIERA COSI |
| Semplificazione
e riduzione delle leggi, riqualificazione del personale, modifica della legge Bassanini
sull'accorpamento dei ministeri e sull'istituzione delle Agenzie, potenziamento
dell'utilizzo delle nuove tecnologie e introduzione di piani di outsorcing. Queste sono in sintesi le linee di azione per la riforma della pubblica amministrazione che sono state inserite del Dpef dal Consiglio dei Ministri. OBIETTIVI GENERALI DEL GOVERNO SULLA P.A La riforma della pubblica amministrazione è al primo posto nell'impegno del governo Berlusconi per l'ammodernamento dell'Italia. Le misure da inserire nel Dpef dovrebbero consentire alle amministrazioni pubbliche di contribuire alla competitività dell'econo-mia e al suo sviluppo. Una amministrazione efficiente favorisce, secondo le intenzioni dell'esecutivo, gli investimenti e la crescita delle imprese. L'obiettivo del Governo, nel corso dell'intera legislatura, è quello di realizzare un nuovo modello di pubblica amministrazione che sia più efficiente, più snella, più veloce, più accessibile, trasparente e realmente al servizio dei cittadini e delle imprese. SEMPLIFICAZIONE E RIDUZIONE DELLE LEGGI Il Governo mira a trasformare la pubblica amministrazione da «handicap» a «punto di forza». Per fare questo, il primo passo è mettere mano al complesso delle leggi, attraverso un vasto programma di deregolazione, delegificazione, semplificazione e riduzione di norme e procedimenti. «Occorre porre un freno all'ecces-so di legiferazione - si legge nelle linee guida - e provvedere ad abrogare molte leggi attualmente vigenti, procedendo a forme di accorpamento delle norme in codici e testi unici». L'esecutivo intende, inoltre, provvedere ad una rivisitazione del codice civile e penale e dei codici delle procedure. Allo studio anche l'elaborazione di un nuovo codice fiscale, che consentirà di abrogare le attuali 3.000 leggi in materia. Questi obiettivi potranno essere realizzati attraverso l'approvazio-ne del prossimo disegno di legge annuale di semplificazione per il 2001. L'opera di riordino si svilupperà in tre fasi: legge di semplificazione: elenca tutte le norme che disciplinano un determinato settore; istruttoria ed elaborazione del testo unico: rivede e ridefinisce le esistenti funzioni di regolazione e amministrazione, verificando se ancora sussiste la necessità di regolare quel settore e in quale misura; meccanismo della norma "ghigliottina": abroga automaticamente le norme non espressamente inserite nel testo unico. Questo meccanismo, fortemente voluto dall'Ocse, permette di eliminare un grande numero di leggi. FORMAZIONE La riforma della Pubblica Amministrazione dovrà passare anche attraverso un vasto programma di formazione e riqualificazione del personale. Per il governo, l'investimento volto al miglioramento professionale dei dipendenti pubblici è certamente strategico, «in quanto l'addestramento e la formazione rappresentano gli strumenti ne-cessari per favorire il cambiamento e l'acquisizione di nuove professionalità e competenze». A questo scopo dovranno essere stanziate risorse sufficienti per garantire in tempi brevi standard qualitativi per mettere l'Italia al passo con i sistemi amministrativi più avanzati. Inoltre, per evitare meccanismi di esclusione verranno attivati strumenti di formazione continua. DIRIGENZA Per quanto riguarda i dirigenti pubblici, il Governo, oltre a mantenere invariata la politica della responsabilizzazione e dei risultati introdotta dal precedente esecutivo, emanerà, contestualmente alla presentazione della Finanziaria e del ddl di bilancio, una direttiva ai Ministri. Questo provvedimento sostituirà quello predisposto in materia dal ministro Bassanini nella scorsa legislatura. In pratica, entro l'inizio del prossimo anno, i ministri saranno tenuti a comunicare al Dipartimento della Funzione Pubblica gli obiettivi di gestione del dicastero di loro competenza. Sul raggiungimento dei singoli obiettivi peserà la valutazione dei dirigenti. Ma non è tutto. I dirigenti delle P.A. dovranno essere sempre più simili, come mentalità e organizzazione, a quelli del settore privato. Infatti, quanto prima verrà introdotta la mobilità tra settore pubblico e quello privato. RIORDINO ORGANIZZATIVO Proseguiranno le modifiche alla riforma del Governo predisposta da Bassanini. «Si dovrà procedere -si legge nelle linee guida- a rivedere parti delle leggi di riforma della pubblica amministrazione varate dal precedente Governo. Dovranno, in particolare, essere rivisti alcuni profili dell'accor-pamenti dei Ministeri, l'organiz-zazione di questi alla luce dell'ac-celerazione del decentramento, nonchè le norme che regolano le Agenzie, istituti spesso di incerta natura sotto il profilo giuridico. UTILIZZO DELLE TECNOLOGIE L'intervento riorganizzativo della pubblica amministrazione utilizzerà tutte le possibilità che garantiscono le moderne tecnologie in modo da realizzare, entro la fine della legislatura, la disponibilità sulla rete Internet della maggior parte dei servizi ai cittadini e alle imprese. Inoltre, l'adozione di nuove tecnologie consentirà, secondo il Governo, di migliorare l'efficien-za interna delle amministrazioni. TRASFERIMENTI DEI SERVIZI IN OUTSOURCING Per agevolare e velocizzare l'azione amministrativa nei confronti dei cittadini, le P.A. dovranno affidare ai privati alcuni servizi, soprattutto quelli che comportano inefficienze di gestione. In questa ottica, il trasferimento in outsourcing, secondo le intenzioni dell'esecutivo, potrà tradursi in un abbattimento dei costi e nel mi-glioramento della qualità dei servizi erogati. Verranno, quindi, predisposti 'piani di outsourcing', dove saranno programmate le attività da affidare all'esterno delle pubbliche am-ministrazioni, individuando sia i settori sia i nuovi obiettivi su cui impegnare le risorse interne della P.A. liberate dalla gestione delle vecchie mansioni. |
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