CEFALU’

Abitanti CEFALUDESI
C.A.P. 90015
Altitudine S.L.M. (In Metri) 16
Superficie (In Kmq.) 65,80
Tipo Di Superficie COLLINA LITORANEA
Distanza Da Palermo (In Km.) 70
Si Raggiunge da A 20 PA-ME
(uscita di Cefalù)
Gonfalone GIALLO SU
SFONDO GRANATA
Patrono IMMACOLATA CONCEZIONE
COPATRONI

S. ROCCO,
S. SEBASTIANO,
S. NICOLA
Diocesi CEFALÙ
Località CALDURA, CAMPANELLA, CAPO FLORIA, CAPO PLAIA, COLOMBO, FERLA, GIBILMANNA, GUARNERA, KALURA, MAZZAFORNO, OGLIASTRELLO, PIANA, PORTO DI PRESIDIANA, ROCCA, SANT'AMBROGIO, S. NICOLA, SANTA LUCIA,VIGNALE
GROTTE PREISTORICHE E CISTERNE SULLA ROCCA,
STRUTTURE SOTTO LA BASILICA, NECROPOLI ELLENISTICO-ROMANE, SARCOFAGHI
Santuari MARIA SS. DI GIBILMANNA
MONASTERI FRATI MINORI CAPPUCCINI


Il nome Cefalù sembra provenire dal greco «Kefaloidion», «testa, capo», in riferimento alla rocca che domina la città.
Le origini della città sembrano risalire ai Fenici ma è dal IV secolo che si hanno delle notizie certe.
Fu dominata dai Romani che la denominarono Città decumena e nell'857 cadde sotto il dominio degli Arabi e annessa a Palermo.
È nel 1063 con il conte Ruggero, e in seguito con re Ruggero II, che a Cefalù inizia un periodo di autentico splendore artistico e commerciale. Sotto la sua protezione la città fu, nel 1131, sede vescovile e fu edificata la Basilica Cattedrale, che il re voleva come suo mausoleo personale.
Dal 1348 passò sotto il dominio prima dei Chiaromonte e poi dei Ventimiglia. Reclamata dal demanio regio e dalla Chiesa, riscattata più volte, nel 1451 ottenne il privilegio vescovile di non essere più venduta.
L'attuale città ha un assetto urbanistico concepito, probabilmente ai tempi dei romani. È attraversata dal corso Ruggero da cui scendono, da una parte un tracciato stradale regolare che porta al mare e dall'altro un tracciato irregolare, inerpicato sulle prime pendici della rocca.
Il paese racchiude in sé splendidi monumenti come la Cattedrale, posta fra la rocca, il mare e l'abitato. Insigne testimonianza dell'architettura siciliana del XIII secolo, voluta come detto prima da re Ruggero II per la sua sepoltura, è caratterizzata, nel suo prospetto, da due possenti torri campanarie ed è preceduta da un portico con volte e capitelli.
Il suo interno, a tre navate, diviso da sedici colonne, è pieno di opere d'arte tra i quali i mosaici, una Croce dipinta su tavola tardo-quattrocentesca attribuita a Tommaso de Vigilia e una Madonna con il Bambino attribuita ad Antonello Gagini. Nel catino dell'abside centrale vi è la figura solenne del Cristo Pantocrator benedicente.
Un'altro luogo di spicco è il Museo Madralisca, con un centinaio di dipinti, centinaie di lucerne e terrecotte, sei crateri ittici e italioti ed un monetario con 400 pezzi. Il pezzo più importante è però il Ritratto di Ignoto che Antonello da Messina dipinse nel 1470. Il taglio fiammingo del ritratto individua un sorriso ammaliziato, d'impronta e vivacità tutte meridionali.
Di rilievo sono, inoltre, il Convento di San Domenico; il Monte di Pietà con il suo splendido portale in pietra; il Lavatoio Medioevale, scavato nella roccia; la Chiesa del Santissimo del XVI secolo; la Chiesa di S. Maria della Catena, con facciata settecentesca ornata da un grazioso portico; il Santuario preistorico detto Tempio di Diana, costruzione del IX secolo a.c. sulla quale in epoca greca fu edificato un'altro edificio, poi trasformato in chiesa bizantina; la Chiesa di San Giorgio del XII secolo, ora Chiesa della Badiola; la Chiesa dell'Annunziata edificata tra il XV e XVI secolo, etc...
Oggi è divenuto un centro turistico di alto livello.
A 9 Km. circa sorge Sant'Am-brogio, frazione del Comune di Cefalù, borgata di circa 400 abitanti. Il nome della borgata sembra sia stata dato per la presenza di un'antica edicola dedicata a Sant'Ambrogio di Milano. La sua origine è da ascriversi intorno al 1780, epoca del terremoto che devastò gran parte della Sicilia.
Il villaggio era abitato da poche famiglie di contadini a servizio di grandi proprietari terrieri, come la famiglia Martino di Cefalù che nel 1838 donò il terreno necessario per costruire una Cappella al posto dell'antica edicola e la dedicò allo stesso Santo.
Nel 1875 tale Cappella fu fatta restaurare e ampliata, dal vescovo Ruggero Blundo Cassinese, per renderla sufficiente ai bisogni della povera gente.
Verso il 1904 S. Ambrogio incominciò ad espandersi, si aprì un Ufficio Postale, si aprì la bretella stradale che unisce la borgata con la SS. 113, etc...
In quegli anni veniva anche ampliata la chiesa e arricchita con le statue del Salvatore e della Vergine dell'Immacolata.
Gibilmanna è un'altra frazione del Comune di Cefalù, forse la più bella.
Molte sono state le discussioni circa l'etimo della parola, ma quasi tutte convergono nel dire che Gibilmanna sia di origine araba, e significherebbe Monte della Manna, in quanto «Gibel= Monte e Manna= manna».
Vi è un Convento occupato dal 1535 dai PP. Cappuccini. Il loro insediamento avvenne sotto il vescovo Francesco d'Aragona e a prendere possesso del luogo fu Padre Sebastiano Majo da Gratteri. Le origini però di questo convento sono più antiche, ma purtroppo non abbiamo nessun documento che lo attesti.
Nel XVII secolo si iniziò la fabbrica del Santuario, che prima era una chiesuola di origine benedettina, a croce greca; spettacolare è l'altare in stile barocco della Madonna di Gibilmanna con il Bambino, opera di Antonello Gagini. La festa principale di Cefalù è quella che avviene tra il 2 ed il 6 agosto in onore del SS. Salvatore della Trasfigurazione.
Vi sono inoltre la festa "ri viddani" nel periodo pasquale, la sagra del pesce azzurro in luglio e la festa della Madonna di Gibilmanna il 15 agosto.
Molto noto poi l'"Estate Cefaludese", ed ancora la "Frottula" la prima domenica di giugno, quando i contadini, per la festa del Corpus Domini, sfilano con carri allegorici.

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