ISTAT: LA SICILIA RIPRENDE AD EMIGRARE

Alla fine del 2000 risultano iscritti nei registri delle anagrafi dei comuni della Sicilia 5 milioni 76 mila e 700 persone con una quota dell'8,8% della popolazione italiana.
La presenza femminile (2 milioni 612 mila pari al 51,5% della popolazione) risulta superiore a quella degli uomini (2 milioni 465 mila).
Le due maggiori province re-gionali, Palermo e Catania, ospitano rispettivamente 1 mi-lione 234 mila e 1 milione 102 mila residenti e assorbono il 46% dell'intera componente demografica siciliana.
La provincia meno abitata della regione risulta quella di Enna con poco più di 180 mila residenti.
Per il terzo anno consecutivo nella regione si assiste ad una riduzione della popolazione: 11 mila persone in meno del 1999 pari ad un tasso dei 2,2%. La flessione più consistente in termini assoluti si rileva nella provincia di Palermo che perde 4 mila 300 persone, equivalenti a un decremento del 3,5%.
In termini relativi la provincia che vede la maggiore flessione demografica è Enna (-8,3% pari a 1.500 persone in meno del 1999).
I fenomeni che contribuiscono a modificare nel tempo la consistenza della popolazione sono i seguenti: l'uno riflette i movimenti naturali della vita, quali la nascita e la morte; l'altro le decisioni individuali e familiari.
Nel 2000 sono nati nell'Isola 53 mila bambini con un tasso di natalità del 10,5%.
L'indicatore siciliano è tra i più alti in Italia e nettamente superiore alla media nazionale.
Tra le province più prolifiche Ragusa, Palermo e Catania; tra quelle meno feconde Messina e Siracusa.
I morti tra i residenti sono 47 mila. Il saldo naturale risulta positivo con un aumento netto di 6 mila 289 persone nel 2000. Il saldo migratorio presenta un valore netto negativo di oltre 17 mila persone.
Negli ultimi anni il fenomeno dell'emigrazione sembra mo-strare una ripresa: nel triennio 1998-2000 sono fuoriuscite dall'Isola oltre 50 mila persone.
Tra le province regionali solo Ragusa presenta un saldo netto in entrata (di 600 persone, +5,3%), mentre tra le altre otto assumono una qualche rilevanza Enna (-8,2%), Agrigento (-6,9%), e Palermo (-5,4%).
In particolare la città di Palermo (in cui si concentra il 55% della popolazione provinciale) presenta nel 2000 il maggior tasso di migratorietà (-8,7%) che, in termini assoluti, fa perdere alla città quasi 6 mila residenti.
Angelo Meli

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