SANTA FLAVIA

Abitanti FLAVESI
C.A.P. 90017
Altitudine S.L.M. (In Metri) 55
Superficie (In Kmq.) 14,46
Tipo Di Superficie PIANURA LITORANEA
Distanza Da Palermo (In Km.) 16,5
Si Raggiunge da A 19 PA-CT
(uscita Bagheria)
Gonfalone ORO
Patrono . ANNA (26/7)
Diocesi PALERMO
Località CANNITA, OLIVELLA, PORTICELLO,
SANT'ELIA, SANTA NICOLICCHIA, SOLANTO, SOLUNTO
Musei SOLUNTO

Sviluppatasi attorno a Palazzo Filangeri, Santa Flavia, con Porticello e Sant'Elia, conta circa più di diecimila abitanti ed è ormai diventato un importante centro Turistico e di attività economiche.
Fino a quando P. Filangeri non divenne principe di Santa Flavia nell'ottobre del 1864, dopo aver acquistato il titolo da Ottavio Securio Averna al quale Filippo IV lo aveva concesso, il feudo era soltanto una distesa di terreno con qualche casolare.
La sua chiesa principale è la Chiesa Madre, dedicata a Sant'Anna, in stile barocco, eretta a basilica con bolla del Papa Pio VII, e che mostra una monumentale facciata a due ordini.
La Villa Valdina, è una "villa-palazzo" che venne in possesso della Famiglia Lanza di Mazzarino. Vi si possono ammirare alcuni affreschi del Novelli, come quello dell'Annunciazione, la Fuga in Egitto e l'Incoronazione della Vergine.Ma vi sono anche altre ville da visitare, come quella di San Marco o il villino Basile noto per la stravagante costruzione circolare in color rosso.
Sono ancora ben evidenti le tracce della vecchia tonnara, accanto al Palazzo Reale di re Ferdinando II, con le sue caratteristiche tettoie, con i focolai all'aperto per la cottura del tonno e gli immensi magazzini.
Dalla strada che, staccandosi dalla statale,conduce a Porticello, si stacca a sinistra una strada che sale a tornanti a Solunto.
"Soleis" o "Solus" fu fondata verso la metà del IV secolo a.C., ma una città più antica che portava lo stesso nome, dovette esistere nei pressi, forse nella località Cannita, dove sono stati rinvenuti due sarcofagi antropoidi.
Al tempo di Dionisio, nel 397 a.C., era alleata con i Cartaginesi, ma nella prima guerra punica passò dalla parte dei Romani. Alla fine del II secolo d.C. fu abbandonata forse volontariamente dai suoi abitanti. La prima campagna di scavi iniziò nel 1826, e furono ripresi in diversi periodi. Rimangono tutt'oggi da portare alla luce ampi settori dell'insediamento ed i reperti sono in gran parte custoditi al Museo archeologico di Palermo.
Le rovine di Solunto costituiscono un importante documento urba-nistico della civiltà punica in Sicilia. Al suo ingresso vi è un "antiquarium", in cui sono esposti statue, capitelli, elementi e fram-menti architettonici, calchi delle monete della zecca di Solunto e materiale vario proveniente dagli scavi più recenti. Inoltrandosi poi nella via principale si trova sulla sinistra il "Gimnasium", che è in realtà una casa ellenistico-romana a due piani con colonne doriche scanalate.
Sul pendio del colle si trova il Teatro ellenistico-romano, di cui sono ben visibili alcuni resti. A fianco vi è un piccolo edificio semicircolare a gradinate e alcune rovine delle abitazioni del popolo.
Proseguendo la via Porticello, si raggiunge Porticello, villaggio di pescatori ed importante località turistica e, dopo, Sant'Elia.
Oltre la festa del Patrono, c'è la festa dell'Addolorata, protettrice dei pescatori di S. Elia (28 settembre), la festa della Madonna del Lume, protettrice dei pescatori di Porticello (4-6 ottobre).

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