SVILUPPO ECOSOSTENIBILE A TERMINI IMERESE

Decolla il patto territoriale "Extreme", che coinvolge in questa prima fase nove comuni del Termitano.
Sarà una società del gruppo Fiat a gestire l'iniziativa.
L'azienda si sobbarcherà per intero i costi di gestione della parte progettuale.
E' il passo fondamentale per dare il via all'ambizioso programma sottoscritto anche dalle organizzazione sindacali e di categoria.
La costituzione del piano ha dato il via ufficiale a un progetto di sviluppo del territorio basato sul rispetto dell'ambiente.
E' stato chiamato "Extreme", una sigla che indica "Experimental Termini Re-arrangement Ecoenergy Method", in sostanza un'azione ecosostenibile che si basa sui sistemi ecoenergetici.
L'obiettivo principale è la valorizzazione dei bacini energetici e idrotermali, che si trovano nel comprensorio.
Si tratta di un progetto pilota bitematico, che dovrebbe consentire di superare la soglia dei cento miliardi prevista per i Patti tradizionali e attingere a fondi comunitari superiori.
Da un lato, occorrerà sfruttare le grandi potenzialità del Termitano, che da sempre ha offerto enormi risorse ambientali e strutturali.
Saranno recepiti progetti per le attività turistico-alberghiere e quelle ad esse collegate, strutture ricettive della navigazione da diporto.
Per il settore manufatturiero il fine è risolvere sia i problemi di riassegnazione delle aree in disuso che quelli relativi alle infrastrutture come il trattamento delle acque reflue, l'adduzione di acque chiare agli stabilimenti, il potenziamento della rete energetica e delle cabine di trasformazione.
Presidente è Luigi Purpi, sindaco di Termini Imprese, e consigliere delegato Giuseppe Seminara, vicepresidente di Assindustria Paleremo.
Hanno aderito i Comuni di Termini Imerese, Altavilla Milicia, Baucina, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Petralia Soprana, Petralia Sottana e Scillato, oltre ad Assindustria Palermo, Confagricoltura, e Aapit.
Secondo gli esperti il porto commerciale, l'agglomerato industriale, i grandi insediamenti produttivi, le piccole aree artigianali possono essere affiancati al tessuto agricolo, alle risorse turistiche e ambientali, con particolare riferimento alle acque termali.
Il Patto si sviluppa dal basso tenendo in considerazione delle esigenze energetiche e ambientali di tutti i soggetti che ne fanno parte.
E' un'iniziativa in linea con quelle che sono le prospettive di sviluppo disegnate dai comuni della zona di Termini e delle Madonie.
In prima linea: il rispetto del-l'ambiente e della natura, un patrimonio da gestire con parsimonia.
Si tratta di una radicale inversione di tendenza se si tiene conto dei problemi derivanti dalle emissioni gassose nell'atmosfera ma anche del sacrificio di zone suggestive sotto il profilo paesaggistico che sono state sacrificate al cemento.
E come dimenticare i terreni agricoli, quasi del tutto scomparsi, come è successo peraltro a un settore i cui addetti per esempio a Termini si possono contare.
Sembrano lontani gli anni Cinquanta e Sessanta quando il comparto era un vero e proprio punto di riferimento dell'economia della zona.
Gli addetti, interi nuclei familiari, che si tramandavano di generazione in generazione il lavoro nei campi hanno cambiato rotta.
Molti di loro si trovano nelle industrie.
Ma il Patto "Extreme" vuole valorizzare il patrimonio delle piccole imprese che basano la propria attività sul rispetto dell'ambiente e sulle risorse del patrimonio agricolo come quello della pesca.
Un percorso unico che parte da Termini Imerese e si conclude sulle Madonie.
Calogero Morreale

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