Capolavori e opere scelte nelle
collezioni piemontesi e lombarde
La mostra vuole essere un omaggio ad uno dei più celebrati artisti del XX secolo questa
esposizione aronese la cui originalità, pur nel rispetto di un criterio antologico,
consiste nel fatto che segue la suddivisione per soggetti ed argomenti tematici della
lunga e feconda carriera artistica di Giorgio de Chirico: dalla geniale invenzione delle
opere metafisiche ed enigmatiche, al recupero di citazioni e poetiche tipiche dell'arte
antica, sino ad arrivare al periodo della feconda metafisica degli anni Settanta.
Grazie alla generosa disponibilità di collezionisti piemontesi e lombardi, in mostra
vengono presentate 108 opere - dipinti, sculture e disegni - che documentano in maniera
esaustiva i vari momenti di una lunga attività dagli anni Venti sino all'ultimo periodo
della sua vita.
Manichini, piazze d'Italia, ritratti ed autoritratti, vedute veneziane, nature morte o
silenti, cavalli sulla spiaggia, paesaggi enigmatici o reali, sono la testimonianza di un
ge-nio del Novecento, conosciuto in tutto il mondo, la cui opera è oggetto di continui
studi ed approfondimenti storico-critici.
L'esposizione aronese presenta inoltre due opere monumentali di Giorgio de Chirico: Il
grande metafisico, una scultura in bronzo alta 310 cm (ispirata dall'omonimo dipinto di
proprietà del Museo d'Arte Moderna di New York) ed il grande dipinto Sole e Luna in un
paesaggio, realizzato all'età di 88 anni per la trasmissione Rai "Quaderni di
Habitat".
Nella presentazione sul catalogo della mostra scrive Franco Farina - insignito del premio
per la Cultura e per l'Arte San Carlo: "Giorgio de Chirico ha vissuto concretamente
in modo appartato il mondo dell'immagine tanto che alla pittura e alla scultura si
accompagna la copiosissima produzione grafica e l'attività teatrale (scenografie e
costumi) dando vita così ad una composita rappresentazione figurale dove convivono con il
reale che costituisce l'esistente anche le rivoluzioni e i fantasmi della mente.
Notevoli gli interventi letterari che sono testimonianza di una mente acuta e versatile
però non sempre in sintonia con se stesso e con gli altri e ciò nonostante fosse
fermamente convinto di aver dato un inalienabile contributo alla storia dell'arte e di
essere approdato attraverso opere che avranno proiezione nel tempo a geografie di silenzio
dove domina e regna l'enigma.
Mi ritengo gratificato di aver goduto della stima di de Chirico e della moglie, di avere
frequentato la loro casa ora trasformata in Museo e sede della "Fondazione Giorgio e
Isa de Chirico" che promuove studi, approfondimenti e rassegne per mantenere vitale
ed accrescere l'opera e con l'opera la memoria di un protagonista".
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