Quanto vale un euro?
Un euro corrisponde esattamente a 1.936,27 lire: questo è il tasso di
conversione stabilito il 31 dicembre 1998 e che rimarrà sempre lo stesso,
perché è fisso e irrevocabile.
Dunque per cambiare le lire in euro si deve dividere l'importo in lire
sempre e soltanto per 1.936,27. Per esempio: 10.000 equivalgono a 5,16 euro
(cioè 10.000 diviso 1.936,27).
Che cos'è l'arrotondamento?
Effettuando il cambio dalla lira all'euro, dopo la virgola si ottengono dei
decimali, che devono essere arrotondati a un massimo di due cifre, seguendo
una regola precisa: se la terza cifra dopo la virgola è inferiore a 5 (da 0
a 4) la seconda cifra resta immutata; se, invece, la terza cifra è pari o
superiore a 5, la seconda cifra dopo la virgola viene arrotondata per
eccesso.
Per esempio, un importo pari a 151,944 euro viene arrotondato in 151,94; un
importo pari a 151,945 euro si arrotonda in 151,95.
Che cos'è la doppia circolazione delle monete?
Dal 1° gennaio 2002 al 28 febbraio 2002 le monete e le banconote in euro
circoleranno assieme alle monete e alle banconote nazionali (nel caso
dell'Italia, la lira), che saranno progressivamente ritirate. Dal 1° marzo
2002 la lira sparirà, lasciando definitivamente posto all'euro.
Che cosa accadrà quando andrò a fare la spesa?
Dal 1° gennaio 2002 fino al 28 febbraio 2002 andando a fare la spesa in un
qualsiasi negozio o supermercato o punto vendita, sarà possibile pagare
ancora in lire. Sarà utile dotarsi di un euroconvertitore. Dal 1° marzo
2002, invece, si potrà pagare esclusivamente in euro. Occorrerà, dunque,
prestare la massima attenzione ai decimali, ai centesimi, alle regole di
conversione dei prezzi e agli arrotondamenti.
Il 1° gennaio 2002 sarò costretto a chiudere il mio conto corrente
bancario in lire e ad aprirne un altro in euro?
No. Entro il 31 dicembre 2001 la banca provvederà automaticamente e senza
applicare alcuna commissione alla conversione in euro dei conti correnti
della propria clientela.
Se ho ricevuto un assegno in lire il 30 dicembre 2001 lo potrò ancora
incassare il 2 gennaio 2002?
Sì. Agli sportelli bancari gli assegni in lire emessi prima del 31 dicembre
2001 potranno essere presentati all'incasso, senza alcuna procedura
particolare, ma l'importo verrà corrisposto in euro, seguendo le regole
della conversione e dell'arrotondamento.
Come si compila un assegno in euro?
L'assegno in euro prevede, nella parte destinata all'importo in cifre, la
presenza prestampata di una virgola, dopo la quale vanno sempre indicate due
cifre decimali, anche se l'importo non prevede centesimi (per un prelievo di
124 euro sull'assegno si deve scrivere 124,00 euro). nella parte da
compilare in lettere i centesimi vanno comunque sempre scritti in cifre,
dopo la barra.
Dunque, per 124 euro e 56 centesimi è necessario scrivere
"centoventiquattro/56", mentre per 124 euro si deve scrivere
"Centoventiquattro/00".
Il mio contratto di locazione scade nel 2004. A partire dal 1° gennaio 2002
debbo rinegoziarlo?
No. Secondo il principio della continuità dei contratti, gli importi in
lire ivi contenuti vengono automaticamente "trasformati" in euro,
senza dover ritoccare, riscrivere o rinegoziare il contratto stesso (salvo
espressa volontà delle due parti).
Il mio stipendio dal 1° gennaio 2002 verrà ancora pagato in lire?
No. Il datore di lavoro è obbligato a pagare i suoi dipendenti solo ed
esclusivamente in euro, ma le voci dello stipendio non subiranno alcuna
modifica, verranno semplicemente convertite applicando il tasso di
conversione di 1.936,27 e le regole di arrotondamento.
La mia banca provvederà a inviare qualcuno a casa mia per provvedere alla
sostituzione delle lire in euro?
No. Per cambiare le lire in euro occorre recarsi in banca o agli sportelli
postali: nessuno può presentarsi a casa vostra per ritirare le lire con la
promessa di convertirle in euro.
LE FASI DELL'EURO
Fase 1 (fino al 31 dicembre 2001)
è la fase preparatoria.
Prevede: la produzione di banconote e monete in euro per la prima emissione;
il loro trasporto e stoccaggio; la pre-alimentazione del sistema economico;
e la riduzione del circolante in lire.
Ecco i dettagli:
• oltre 2 miliardi di banconote verranno realizzate dalla stamperia della
Banca d'Italia;
• circa 7,2 miliardi di monete in euro saranno coniate dalla Zecca dello
Stato;
• le banconote in euro saranno custodite nelle filiali della Banca
d'Italia, che verranno utilizzate come centri per la loro distribuzione e
per la raccolta di quelle in lire;
• le monete in euro, custodite in tre mega-depositi, saranno trasferite
presso altri siti provinciali;
• da settembre 2001 inizierà la pre-distribuzione di monete in euro a
circa 26mila sportelli bancari e 14mila uffici postali;
• da novembre 2001 scatterà la pre-distribuzione di banconote in euro,
sempre alle banche e agli uffici postali;
• da dicembre 2001 inizierà la distribuzione di "starter-kit"
pacchetti di monete di vario taglio) ai cittadini;
• alla fine dell'anno verrà attivata una campagna di sensibilizzazione
per indurre i cittadini a depositare in banca o in posta il contante il lire
e verranno attivate iniziative a scopo benefico per eliminare così le
monete in lire.
Fase 2 (dal 1° gennaio al 28 febbraio 2002)
E'a fase della doppia circolazione lira-euro.
Prevede: la distribuzione di banconote e monete in euro; il cambio, il
ritiro, lo stoccaggio e la distruzione di monete e banconote in lire.
Ecco come:
• le filiali di Bankitalia distribuiranno le banconote, mentre a quella
delle monete penserà direttamente il Tesoro;
• cittadini e operatori economici, per avere gli euro o per cambiare le
lire, potranno rivolgersi agli sportelli bancari, ai Bancomat, agli uffici
postali e alle filiali della Banca d'Italia;
• lo stoccaggio delle lire avverrà nelle filiali di Bankitalia per le
banconote e nei siti provinciali per le monete.
Fase 3 (dal 1° marzo 2002)
La lira termina il suo corso legale e l'euro diventa l'unica divisa
circolante.
Da questa data contabilità pubblica, stipendi, pensioni, contratti,
sanzioni, dichiarazioni fiscali e previdenziali, saranno in euro.
• fino a marzo del 2012 si potranno comunque convertire gratuitamente le
lire presso le filiali della Banca d'Italia.
• costo del "change-over" del Tesoro: circa mille miliardi.
EURO, FRA TRE MESI NELLE NOSTRE TASCHE
Mancano meno di tre mesi all'entrata in vigore dell'euro. La moneta comune
europea sostituirà la lira a partire dal prossimo primo gennaio, e dal 28
febbraio 2002, dopo un periodo di doppia circolazione, sarà la sola nelle
nostre tasche.
Tante le novità che ci troveremo ad affrontare.
I cambi
Dopo il 28 febbraio la lira non avrà più corso legale, ma chi avesse
ancora del contante potrà cambiarlo presso la Banca d'Italia per dieci
anni.
Attenzione agli assegni: quelli in lire si potranno incassare nel 2002 solo
se nello spazio della data riporteranno l'anno 2001.
Un assegno in lire emesso con data successiva all'1 gennaio 2002 non vale
nulla, non ha corso e nessuna banca lo pagherà.
Gli importi
Scenderanno bruscamente. Da spaventarsi, se non fosse che l'euro vale
1936,27.
I centesimi
Saranno i protagonisti della nostra vita.
Attenzione, perchè un centesimo vale quasi 20 lire (per l'esattezza:
19,3627) ed è in agguato nella spesa di tutti i giorni, 50 centesimi sono
968 lire.
La conversione
Si fa dividendo l'importo in lire italiane per 1936,27.
Per passare da euro a lire l'importo va moltiplicato per 1936,27.
La conversione, inoltre, va fatta sul totale e non sulle singole voci,
perchè altrimenti si otterrebbe un arrotondamento sbagliato.
Gli arrotondamenti
L'euro è in centesimi, la lira no ed ecco che nasce il problema degli
arrotondamenti.
Il sistema è facile. Si arrotonda sempre alla seconda cifra decimale con
questo sistema: se il terzo decimale è superiore a 5 si arrotonda per
eccesso, se è inferiore, si arrotonda per difetto.
Ad esempio, 100.000 lire sono 51,645(689) euro: si arrotonda per eccesso e
si hanno 51,65 euro.
Invece, 50.000 lire sono pari a 25,822(844) euro: si arrotonda per difetto
ed ecco i 25,82 euro.
Il conto corrente
Dal 1999 è possibile averlo in euro, anche se pochissimi in Italia l'hanno
fatto.
E' possibile, inoltre, avere blocchetti per gli assegni in euro mantenendo
il conto in lire.
Dal gennaio 2002 tutti i conti correnti e i libretti di deposito a risparmio
verranno convertiti in euro automaticamente e senza spesa per il cliente.
Gli assegni
Anche qui attenzione ai centesimi.
L'importo in cifre li deve indicare espressamente, preceduti da una virgola.
Ed ecco che 124 euro e 56 centesimi si scriveranno 124,56 mentre 124 euro si
dovranno scrivere 124,00.
Così anche per l'importo in lettere in cui i centesimi saranno preceduti da
una sbarra e scritti in cifre: scriveremo centoventiquattro/56 oppure
124/00.
Il contante
Sono previsti sette "tagli" di banconote e otto monete metalliche.
Le banconote sono da 5 euro (9681,35 lire), 10 euro 62,7 lire), 20 euro
(38.725,4 lire), 50 euro (96.813,5 lire), 100 euro (193.627 lire), 200 euro
(387.254 lire), 500 euro (968.135 lire).
Le monete invece si chiameranno eurocent e saranno otto di formati crescenti
con il valore.
Da un centesimo (19,36 lire), 2 centesimi (38,72), 5 centesimi (96,8 lire),
10 centesimi (193,6 lire), 20 centesimi (387,2 lire), 50 centesimi (968,1
lire), un euro (1936,27 lire) e 2 euro (3877,54 lire).
VALORE IN LIRE DELLE NUOVE MONETE EURO
che circoleranno
dal 1° gennaio 2002
1 eurocent lire 19,36
2 eurocent lire 38,73
5 eurocent lire 96,81
10 eurocent lire 193,63
20 eurocent lire 387,25
50 eurocent lire 968,13
1 euro lire 1.936,27
2 euro lire 3.872,54
VALORE IN LIRE DELLE NUOVE BANCONOTE EURO
che circoleranno
dal 1° gennaio 2002
5 euro lire 9.681,35
10 euro lire 19.362,70
20 euro lire 38.725,40
50 euro lire 96.813,50
100 euro lire 193.627
200 euro lire 387.254
500 euro lire 968.135
LA TRANSIZIONE
Fino al 31 dicembre 2001, i soggetti operanti nei Paesi ammessi non
avranno alcun obbligo di utilizzare o di non utilizzare l'euro.
Comunque, l'eventuale utilizzo riguarderà solo la moneta scritturale o
bancaria, perché la circolazione delle monete e delle banconote denominate
in euro avverrà nel secondo periodo di transizione (al più tardi a partire
dal 1° gennaio 2002).
Nella prima fase di transizione le imprese ubicate nei Paesi ammessi
dovranno pertanto decidere quale moneta, l'euro e/o la moneta nazionale,
utilizzare come valuta di conto e gestionale.
In proposito, è importante sottolineare che scegliere la lira o l'euro non
comporta l'eliminazione della moneta scartata.
Infatti, quest'ultima nel periodo transitorio viene trattata come un'altra
qualsiasi moneta straniera, poiché le aziende si troveranno a operare in un
mercato non omogeneo, dove saranno presenti sia soggetti operanti in lire
sia soggetti operanti in euro.
Le imprese dovranno esaminare tutte le loro aree di attività (tesoreria,
contabilità, fisco, previdenza, stipendi, fatturazioni, ecc.) e per ogni
caso scegliere la moneta di riferimento. Pertanto le alternative vanno
intese in maniera flessibile per tenere conto delle diverse esigenze
operative.
La fase finale della transizione inizierà con l'introduzione delle monete e
banconote in euro e la graduale sostituzione delle monete nazionali.
Le monete e le banconote in euro avranno corso legale e, per sei mesi,
circoleranno parallelamente alle monete nazionali, che dovranno essere
ritirate al più tardi entro il 1° marzo 2002.
In questo arco di tempo, quindi, i consumatori e le imprese potranno usare
indifferentemente l'euro e le monete nazionali.
La doppia circolazione di monete e banconote in lire e in euro comporterà
necessariamente problemi organizzativi, soprattutto per le imprese
commerciali a diretto contatto con il pubblico.
Al fine di agevolare i consumatori, la Commissione nel Libro Verde ha
manifestato la necessità della doppia etichettatura durante il periodo di
doppia circolazione valutaria e anche il Parlamento europeo si è espresso
favorevolmente sull'argomento.
TONNELLATE DI EURO
In arrivo 8 miliardi di monete per il changeover.
Ogni giorno e fino al primo giorno del 2002 verranno coniate in Italia una
ventina di milioni di monetine in euro: un numero non indifferente anche dal
punto di vista del peso che si aggira sulle 40mila tonnellate.
A oggi il quantitativo di monete già pronte per essere spedite in tutta
Europa dalle rispettive banche centrali copre l'80 per cento del totale.
Anche le banconote stampate sono a buon punto sul totale: sono stati infatti
prodotti 1700 milioni di pezzi di cui 1600 pronti a essere messi in
circolazione.
Le banconote realizzate si aggirano sull'80 per cento rispetto ai 2,4
miliardi di pezzi previsti.
Monete e banconote sono state coniate per l'Italia dall'Istituto poligrafico
dello Stato e immediatamente prenotate dalle banche in maniera superiore
alle aspettative.
Nei primi giorni del 2002, secondo stime del ministero dell'Economia e delle
Finanze, le richieste di valuta da parte dei commercianti saranno
soddisfatte soltanto per l'87,64 per cento: questo significa che più di un
esercente su dieci avrà difficoltà a dare il resto in euro.
Le banche avranno bisogno di oltre 1100 milioni di banconote nei vari tagli
per un valore complessivo di 20 miliardi di euro (ovvero di 38mila miliardi
di lire).
Alle poste saranno invece sufficienti 64 milioni di pezzi per un
controvalore di 2 miliardi di euro.
L'operazione di prealimentazione finirà in tempo, tranquillizza il Comitato
euro, per consentire la distribuzione dei mini kit al pubblico e degli
starter kit ai commercianti.
Il kit per il pubblico è composto da 53 monete per un valore pari a 12, 91
euro (circa 25mila lire), quello per i commercianti al dettaglio è composto
da 960 monete per un valore totale di 315 euro (610mila lire).
Entrambi i pacchetti potranno essere acquistati nelle banche dal 15 dicembre
2001, data in cui verranno vendute ai piccoli commercianti (che dovranno
impegnarsi a non metterle in circolazione prima del 1° gennaio 2001) anche
le mazzette di 25 banconote da 5 euro ciascuna.
Fatti i dovuti conti sull'approvigionamento complessivo di monete, bisogna
considerare quale sia il bisogno dei singoli tagli da parte di consumatori
ed erogatori di servizi.
I circa 8 miliardi di monete che la Zecca avrà coniato entro la fine
dell'anno verranno così suddivisi: 340 milioni di pezzi da 2 euro, 1050
milioni da 1 euro, 1100 milioni di monetine da 50 centesimi di euro, 1500
milioni di 20 eurocent, 1000 milioni da 10, 1350 milioni in taglio da 5, 700
milioni di monetine da 2 e 900 milioni da 1 eurocent.
UNA SOLA MONETA DA PALERMO A CLIFDEN
Dal 1° gennaio 2002 cominceranno a circolare le banconote e le monete in
euro, per due mesi insieme con le vecchie lire e dal 1° marzo seguente come
unica valuta legale. In realtà l'euro esiste già dal 1° gennaio 1999 -
quando si stabilì il cambio fisso e irrevocabile delle valute nazionali con
la nuova moneta comune (per l'Italia 1936,27 lire = 1 euro ) - ma è entrato
solo in minima parte nella nostra vita quotidiana.
Dal 1° gennaio 2001 con l'ingresso della Grecia i Paesi di Eurolandia sono
diventati dodici . Gli altri undici Paesi - membri fondatori dell'area euro
nel maggio 1998 - sono i seguenti: Austria, Belgio, Finlandia, Francia,
Germania, Lussemburgo, Irlanda, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna.
Rimangono invece fuori dalla zona euro, pur facendo parte della Ue,
Danimarca, Gran Bretagna e Svezia.
Trecento milioni di europei, dalla nostra Sicilia all'estremità
nord-occidentale dell'Irlanda, diranno addio alle loro monete - dalla lira
italiana al franco francese, dal marco tedesco alla peseta spagnola, e così
via - per adottare l'euro.
In effetti, l'euro esiste già dal 1° gennaio 1999 , mentre le banconote e
le monete nazionali sono ufficialmente soltanto frazioni o multipli non
decimali della nuova moneta comune, però, siccome non è ancora entrato
nelle nostre tasche, l'impatto dell'euro è stato finora molto ridotto.
Dal 1° gennaio 2002 la svolta sarà epocale . Comprare un gelato o vendere
un appartamento, percepire uno stipendio o una pensione: tutto sarà in
euro.
RICONOSCERE I FALSI
Per riconoscere la cartamoneta falsa è sufficiente applicare la semplice
regola:''Toccare, guardare, inclinare''.
Toccare
Al tatto si può percepire la stampa in rilievo impressa con la tecnica
della calcografia.
Guardare
Speciali inchiostri e la carta in fibra di puro cotone rendono colori delle
banconote brillanti.
Su entrambi lati delle banconote èpresente inoltre la filigrana.
Inclinare
Questa per i cittadini italiani èuna novità
Le banconote presentano infatti un ologramma, cioèun'immagine che
adeguatamente osservata assume un aspetto tridimensionale.
Inclinando la banconota l'ologramma riflette la luce e svela il simbolo
dell'euro ed il valore, se la si guarda di fronte l'ologramma sparisce.
***
Per quanto riguarda le monete:
Le monete sono realizzate con particolari metalli che non sono reperibili
sul mercato, se non per la monetizzazione.
Hanno caratteristiche elettriche particolari, che possono essere rilevate
dalle macchine validatrici.
Hanno stratificazioni di materiali, come nel caso delle monete da 1 e da 2
euro, hanno caratteristiche magnetiche molto particolari e di difficile
contraffazione.
Le tolleranze usate sono molto strette per rendere estremamente difficile la
produzione di monete.
Nel conio delle nuove monete c'è stata anche particolare attenzione per i
disabili
Il progetto è stato concepito in modo che le monete siano facilmente
riconoscibili al tatto dai disabili. Hanno una scala crescente di dimensioni
e peso, hanno elementi di riconoscibilità come la presenza o l'assenza di
scanalature, che caratterizzano ogni moneta.
I VANTAGGI
Con la moneta unica si sono eliminate le fluttuazioni dei cambi nei
rapporti economici e finanziari fra i Paesi membri ammessi all'Uem.
In tal modo le imprese europee hanno iniziato a organizzare le loro
attività industriali, commerciali e finanziarie in maniera più efficiente,
stimolate anche da una più accentuata concorrenza, dovuta soprattutto alla
maggiore trasparenza e confrontabilità dei prezzi.
Anche se in questio primo anno di circolazione virtuale, l'euro è molto
ribassato rispetto alle principali valute extra-Ue, le imprese hanno
iniziato a trarre beneficio dalla semplificazione delle operazioni
contabili, perché le fatture e gli altri documenti (ad esempio, i contratti
commerciali, le cambiali, i listini dei prezzi) faranno tutti riferimento
alla stessa moneta.
Inoltre, l'euro consente, all'interno dell'Unione, di eliminare i costi di
transazione (spese per la copertura dei rischi di cambio e per le
commissioni valutarie) e sarà un fattore determinante per una maggiore
apertura dei mercati europei.
L'ampliamento del mercato nazionale è più significativo per le piccole e
medie imprese che non per quelle di dimensioni maggiori, poiché queste
dispongono già da tempo di strumenti sofisticati per la gestione delle
transazioni internazionali e dei rischi finanziari connessi.
|

|