| Abitanti |
ALTAVILLESI |
| C.A.P. |
90010 |
| Altitudine
S.L.M. (In Metri) |
70 |
| Superficie
(In Kmq.) |
23,79 |
| Tipo Di
Superficie |
COLLINA
LITORANEA |
| Distanza Da
Palermo (In Km.) |
24 |
| Si Raggiunge
da |
A 19
PA-CT |
| Gonfalone
|
AMARANTO |
| Patrono |
MADONNA
DELLA MILICIA O MARIA
SS. LAURETANA (6-8/9) |
| Diocesi |
PALERMO |
| Località |
SPERONE,
TORRECOLONNA |
| Santuari |
MADONNA
DELLA MILICIA |
Sorge su un ripido colle che si affaccia sul mar Tirreno.
Le sue origini risalgono al periodo saraceno quando in questo territorio
sorgeva il casale arabo di Aliel. Più tardi, nel periodo della conquista
normanna, il paese divenne famoso per le epiche gesta condottavi dal conte
Ruggero di Hauteville, da cui deriva il nome Altavilla, mentre Milicia
sembra derivare da milizia, ossia le "gloriose truppe del conte
Ruggero".
Il centro risale agli inizi del XVII secolo, quando fu fondato dal
marchese di Sambuca, con "licentia populandi" del 1621, su un
piccolo preesistente insediamento, costituito da un baglio sito nel luogo
dell'attuale Palazzo Beccadelli.
In seguito passò ai Bologna, che ne tennero il possesso fino a tutto il
XVIII secolo. Sono del periodo normanno i monumenti più notevoli di
Altavilla, come il Santuario di Santa Maria di Campogrosso e il Ponte
Saraceno.
Questo piccolo paese primeggia per una attrattiva spirituale che lo rende
caro al cuore di tutti i siciliani, quel Santuario della Madonna della
Milicia, dove vi si venera la Madonna Lauretana, un quadro raffigurante la
Vergine con Bambino, entrambi neri, e San Francesco di Assisi.
All'origine del culto alla Madonna sono legate due diverse leggende: la
prima afferma che una notte nel 1636, Altavilla venne attaccata dai pirati
turchi che saccheggiarono il paese. Il quadro della Madonna con il bambino
finì anch'esso nelle loro mani, ma i musulmani ritenendolo inutile
tentarono di distruggerlo a colpi d'ascia. Il quadro però, come per
miracolo, non si distrusse e venne abbandonato sulla spiaggia. La sacra
immagine venne trovata e riportata dai milicioti, su un carro tirato da
due buoi, nella Chiesa Madre.
La seconda versione narra che una volta il mare fu sconvolto da una
furiosa tempesta. Una nave di corsari turchi, che non riusciva a mantenere
la rotta, rischiò diverse volte di capovolgersi. I corsari come
rifornimento idrico tenevano una giara di acqua potabile coperta da un
quadro, raffigurante la Madonna e San Francesco. Uno dei corsari, preso
dal panico, attribuì la tempesta alla volontà delle immagini dipinte e
cercò di distruggerle, fallendo però nel tentativo. Mentre la nave
andava alla deriva i turchi abbandonarono il quadro, che grazie alla
bonaccia improvvisamente sopravvenuta, venne adagiato dalle onde sulla
spiaggia. I contadini accorsero, caricarono il quadro su un carro tirato
dai buoi e lo seguirono in processione sin dove i buoi si fermarono
spontaneamente. Proprio in quel punto fu eretta una cappella, dove ora
sorge il Santuario.
Per la festa in onore della Madonna, dal 6 all'8 Settembre, la tranquilla
cittadina si risveglia dal suo torpore. Lo scampanio festoso delle
campane, le risa chiassose dei giovani e lo sparo dei colpi di cannone
dell'alborata, testimoniano pienamente lo spirito allegro e festante della
popolazione.
Di tutti i festeggiamenti il fatto che merita di essere descritto
minuziosamente, è la processione. Un gruppo di fedeli scalzi, indossando
splendidi costumi, portano in giro per il paese la "Vara"
illuminata e colma di fiori. Ad un tratto da uno squillo di tromba, viene
annunziato il momento della "Volata degli Angeli", e due bimbe
vestite da angioletti, sospese da funi, scendono dall'alto per fermarsi
sulla "Vara" e, tra il mesto silenzio della folla, sollevano le
lodi alla Madonna della Milicia.
La fede e la religiosità del popolo siciliano, espressa nelle diverse
manifestazioni in onore della Madonna o dei diversi Santi protettori,
spesso si tramuta in un appuntamento culinario, dando origine a poderose
abbuffate. La tradizione vuole infatti che i palermitani, per
"devozione" nei confronti della Madonna della Milicia,
gustassero la prima salsiccia proprio ad Altavilla in occasione della sua
festa.
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