CAMMARATA, CRESCIMANNO, MUSOTTO 
PER LA CITTA' DI PALERMO
Diego Cammarata, Francesco Crescimanno, Carmine Mancuso, Roberto Miranda e Francesco Musotto sono i candidati a Sindaco della Città di Palermo il 25 novembre.
Il candidato della Casa delle Libertà è l'avvocato Diego Cammarata sostenuto da tutti i partiti del Polo.
Lo stesso ha nominato i primi cinque assessori: Lillo Corrao, Tommaso Di Gesaro, Pippo Enea, Bartolo Sammartino e Giacomo Terranova.
L'esponente forzista, che è anche deputato nazionale, promette di impegnarsi per la trasformazione in meglio della sua città, cambiandola in una città "vera e felice" assai distante dai parametri di riferimento attuali che collocano Palermo all' ottantacinquesimo posto in rapporto al reddito pro-capite, rispetto alle altra città del paese.
Cammarata intende trasformare le ex aziende municipalizzate e rendere i servizi efficienti, e si dice convinto dell'avviato loro processo di privatizzazione. Pensa, per quanto riguarda ai trasporti, ad un sistema integrato che metta insieme una metropolitana leggera lungo l'asse Oreto Libertà Strasburgo , che sia anche per una parte sotterranea, ad altri sistemi di velocizzazione dei collegamenti urbani.
Sul precariato Cammarata si impegna a recuperare dallo Stato i 340 miliardi utilizzabili al fine di garantire il pagamento degli stipendi, poi sarà necessario lavorare ad una vera e definitiva stabilizzazione del precariato.
Sul Piano Regolatore occorre, secondo l'onorevole Cammarata, procedere rapidamente ad una sua effettiva rimodulazione, e per il Centro storico sarà necessario conciliare l'esigenza di una sua conservazione, con quella altrettanto importante di una seria e concreta vivibilità al suo interno, anche attraverso l'insediamento al suo interno di nuovi insediamenti alberghieri, dato che Palermo è pur sempre anche e soprattutto una città a vocazione turistica.
Francesco Crescimanno, avvocato notissimo a Palermo, è il candidato del centro sinistra con gli assessori Antonio Coppola, Mo-sè Galluzzo, Donatella Natoli, Salvatore Nicosia e Alessandra Siragusa..
Crescimanno, soprattutto dopo l'esito delle elezioni regionali, dice di volere portare avanti una battaglia di principio; battaglia che farà propria perché la sua candidatura è stato il frutto di una scelta unitaria di tutta una coalizione.
Il suo sogno è quello di migliorare la qualità della vita in città, tenendo ben presenti sia la questione della mancanza di lavoro, che quella della presenza della mafia che tenta in tutti i modi di inquinare la pubblica amministrazione cittadina al fine di procurarsi illeciti arricchimenti..
In ogni caso egli, più che espressione di partiti, preferisce considerarsi esponente ed espressione della società civile, della società palermitana. Punterà decisamente a costruire un giusto equilibrio tra società e partiti politici, dato che farà di tutto per non farsi ingabbiare negli schemi precostituiti, anche se non potrà non tenere nel debito conto le opzioni programmatiche della coalizione che lo ha designato alla carica di candidato a sindaco di Palermo.
Quanto al suo programma mette al primo posto naturalmente il lavoro, e ribadisce di intendere per lavoro, il lavoro vero, e non quello fittizio o precario.
Occorrerà non sventolare promesse inattuabili né palliativi irrealizzabili.
E poi c'è la grande questione della legalità, che vuol dire sia rispetto pieno delle regole, sia anche e soprattutto innalzare argini nei confronti delle infiltrazioni mafiose.
Francesco Musotto, deputato europeo eletto nelle liste di Forza Italia e presidente della Provincia Regionale di Palermo, sostenuto da una coalizione di centro destra, dopo aver definitivamente rotto col suo partito, o meglio, dopo esserne di fatto stato espulso, è oramai candidato alla carica di primo cittadino di Palermo a capo di una Lista civica, appoggiata a sua volta da tre liste che concorreranno per il consiglio comunale.
Musotto ha quindi lanciato il guanto di sfida e sostiene di essere l'unico candidato a sindaco di Palermo a non essere appoggiato da schieramenti politici e di partito precostituiti.
Sostiene di avere dalla sua, intanto, un riscontro democratico importante e fondamentale, cioè quello di essere stato eletto a presidente della Provincia di Palermo direttamente dai cittadini.
Comunque egli mette al centro dei suoi programmi anzitutto la sua esperienza personale, politica ed amministrativa portata avanti guidando un Ente locale importante qual è la Provincia.
Rimprovera ai suoi diretti concorrenti di non avere dalla loro parte, al contrario di lui stesso, un'a-deguata e sufficiente preparazione sul terreno dell'amministrazione della cosa pubblica.
E come esempio porta quello della gestione del precariato all'interno dell'ente che ancora oggi egli amministra. Una gestione chiara e limpida che ha saputo dare risposte concrete e visibili.
Per il resto affronterà il problema del centro storico senza demagogia e puntando ad una gestione corretta del PRG della città di Palermo.
L'occupazione, al pari di tutti gli altri candidati, è da mettere come problema per Musotto al primo posto, tagliando definitivamente con precariato e lanciando iniziative che creino davvero lavoro, e lavoro a
tempo indeterminato.
I suoi primi cinque assessori sono: Carlo Cecchi, Cettina Di Benedetto, Vittorio Giorgianni, Ennio Milazzo, Vincenzo Sole.
Per quanto riguarda Carmine Mancuso, i suoi assessori nominati sono: Antonio Di Stefano, Angela Lo Canto, Antonio Pataria, Elisa Prestigiacomo e Cosimo Salemi.
A sua volta gli assessori di Roberto Miranda sono: Massimo Bellavista, Nicolò Catalano, Guido Ferrazzi, Sebastiano Lodato e Camillo Russo.

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