| ALBERI DI NATALE |
| Presepi, sacre rappresentazioni,
cortei di magi e pastori, Bambinelli adagiati sulla nuda paglia e alberi
di Natale firmati da stilisti, attori, giornalisti, eminenti personalità
del jet set internazionale. Si respira aria di vacanza nella capitale,
aprono le mostre e le esposizioni storiche con uno sguardo attento
all'attualità, con intenti benefici a favore di chi soffre, di chi è
stato meno fortunato. È giunta alla sua VI edizione "Il Natale dei
cento alberi di autore", un appuntamento cultural-mondano nato da
un'idea del celebre hair-stylist romano Sergio Valente (i suoi saloni nel
cuore della capitale in Via Condotti), che nel 1994 decise di riunire
amici e clienti, chiedendo loro un semplice dono, un albero di Natale da
battere all'asta, il cui ricavato sarebbe stato devoluto ad associazioni
ed enti benefici. "All'inizio si è trattato di una scommessa, di una
sfida -ricorda Sergio Valente - Vincente a giudicare dai risultati. La
manifestazione è diventata un "cult" di molte città, da Parigi
a New York. Ma non confondiamo copie e originali - scherza ancora Valente
- Roma rimane il cuore pulsante e generoso dell’iniziativa".
Centoquaranta creazioni sono state esposte quest'anno all’ "Art
Café" di Villa Borghese (madrina d’ecce-zione Tosca d’Aquino)
firmate Egon Furstenberg, Gai Mattiolo, Givenchy, Lancetti, Grimaldi &
Giardina, Roberto Capucci, Valentino, Mariella Burani, Raf, Rosaria
Omaggio, Fiorello e dalla miliardaria Fiona Swaroski. "E' giusto
festeggiare il Santo Natale - spiega ancora Valente - Straordinario potere
conservare ricordi di "altruismo" e generosità. Magari con un
dono, prezioso, inestimabile, segreto. Perché sappiamo - aggiunge - che
è servito a far sorridere o aiutare un bambino. Gli oltre 50 milioni
raccolti con la manifestazione sono andati per il 2001 all'AMRI,
l'Asso-ciazione Italiana che si occupa delle Malattie Reumatiche
Infantili. Tra i protagonisti delle serate romane, che si sono svolte dal
7 al 9 dicembre, Afef (oggi signora Tronchetti Provera), Eva Herzigova,
Sophia Loren (che ha realizzato un albero con cuscini di jeans e oro),
Anna Fendi, a nome della famiglia, ha esposto una creazione originalissima
confezionata con tulle, bulloni e pelle bianca. Ogni albero con la sua
inconfondibile e spregiudicata personalità e qualche sofisticata e
irriverente eccezione. Come la cornucopia di perline del trio
Herzigowa-Gale-Alt, o gli stivali bianchi in pelle (con albero annesso) di
Cesare Paciotti andati letteralmente a ruba, accanto al presepe-couture
della principessa Galitzine, agli alberi della Roma e della Lazio con le
maglie di Batistuta e Crespo.
Creatività e fantasia negli alberi in mostra a Villa Borghese. Renato Zero ha fatto dono dei suoi cd appesi al posto delle tradizionali decorazioni, Louis Vuiton ha pensato di decorare i suoi alberi con plexi rosa e viola, Lancetti con catene metalliche, mentre il tulle e il voile (sfumati sui toni del rosso e del grigio) sono stati scelti da Valentino e Alberta Ferretti. Renato Balestra, Jo Champa, Florinda Bolkan hanno voluto ricordare con i loro lavori (scultorei, minimalisti decorati con paillettes) la tragedia dell’11 settembre e l’attacco alle Twin Towers di New York. Anche con i "100 Presepi" si rinnova una tradizione importante nella capitale, ormai giunta alla XXVI edizione (Sala del Bramante, Basilica di S. Maria del Popolo sino al 13 gennaio). In mostra presepi provenienti da tutte le regioni italiane e da 25 paesi stranieri. Specchio di una creatività artigianale che ha commosso pubblico, studiosi, specialisti del settore. Tra le Sale del Bramante si possono ammirare "spaccati" quotidiani che rappresentano la Natività in tutte le sue fogge, profumi, ambienti. Ma soprattutto materiali. Fossili marini e coralli, bulloni, rondelle e viti, bottiglie, gommapiuma, spugne, ma anche attrezzi domestici (forchette, cucchiai, scolapasta ideata dall'As-sociazione Culturale "Frasso Sabino"), muschio, sabbia, polisterolo e sughero, gesso e terracotta (direttamente dall’Aeronautica Militare). Forte la presenza, quest’anno a Roma di nazioni europee rappresentate nei loro lavori da "tocchi" unici e iconoclasti. Come gli ungheresi Jànosnè Basa e Zoltànnè Kovàcs con i loro presepi costruiti con foglie, petali di rose, semi e granturco o il croato Popijac Izidor con le sue sculture intagliate nel legno di quercia. "Una manifestazione che si riconferma come espressione di vitalità e fraternità internazionale - spiega Romano Bartoloni, direttore della "Rivista delle Nazioni" che ha organizzato l’evento, promosso dalla Presidenza della Provincia di Roma - sottolineando la propria vocazione di originale ambasciatrice dell'arte e dell'artigianato "presepiale" proveniente da ogni parte del mondo, imbevuta di sentimenti e passioni, immaginazione e fantasia, storia e cultura". Esposti a Roma anche pastori del '700 napoletano e siciliano accanto a presepi romani dell'800 e alle icone in cartapesta pugliesi, veri e propri gioielli di manualità e artigianalità. Ai quali si aggiungono le opere di Annalisa Bonfante e Alberto Casagrande (paste morbide miscelate con sughero, legno, terracotta "lavorate" all'interno di bottiglie e presepi scolpiti con ferro, cristalli colorati e incisi a mano), le statuine in tela ricamata e imbottite di Beatrice Cigna, i personaggi vestiti con costumi tradizionali sardi "guarniti" di creta e fiori secchi. Originalissimo l’albero ideato da Ezio Feliciani con elementi e bulloni meccanici
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