MOSTRA DI FOTOGRAFIA DI ANGELO PITRONE
Il Museo Archeologico Regionale di Agrigento ospita in questi giorni, con opportuno ed esemplare allestimento, la mostra di fotografia di Angelo Pitrone, e una rassegna antologica di pittura di Egidio Cotroneo. Un'irruzione di contemporaneità da parte dei due artisti agrigentini fra i nobili reperti di secoli e secoli d'arte e di antica civiltà che il museo conserva. Esso è ubicato al centro di un vasto patrimonio architettonico, sito di antica e autentica classicità. Il museo vive cogliendo i segni della contemporaneità per non dare il senso de1 fuori tempo. Il museo si figura come "stanza delle Muse e delle Arti", la pittura è fra le nove arti e vi appartiene fin dall'antichità, la decima stanza é la fotografia, che quando é in movimento é cinematografia.
Angelo Pitrone fotografo, nelle sequenze esposte in mostra, palesa ancora una prova di maturità artistica, sobrio e formale ancorché sorprendente nel cogliere e rivelare l'immagine. Allinea quattro momenti del suo percorso visivo: "Le masserie", "La montagna di fuoco", "Il. mare e il sale" e "Il Giardino di Zeus", tutte legate indissolubilmente alla sua ispirazione creativa e alla sua concezione astetica" incisa di realtà assoluta. Realtà fortemente insistite fino a trasfigurare in lampeggianti intuizioni di "matematiche inquadrature di un'eccellente metafisica", come scrisse Giuseppe Tornatore in prefazione al libro fotografico "Palermo bandita", (1996). "Le masserie" hanno le facciate intense di segni e di trascrizioni strette al vero, hanno imposte chiuse, serrate, attrezzi, piccole corti, recinzioni di giardini incolti, lasciati alla loro desolata solitudine.
E' il tempo in posa ed é l'immagine esclusiva di una frazione di secondo, con quella luce, ombra e penombra irrepatibili, anche la natura é ferma per un attimo della sua continua mutazione.
Nella serie fotografica "La montagna e il fuoco", Pitrone trova, nel fragore e nel tumulto della natura, la lava in corsa sulle pendici dell'Etna, un'ideale composizione stilistica nel taglio essenziale delle variabili tonalità dell'immagine in bianco-nero.
Ma l'opera esemplare di Angelo Pitrone é nella raccolta delle immagini "Il Giardino di Zeus". Di lunga gestazione, sentita e partecipata, é quasi una sovrapposizione fra gli indirizzi della ricerca e la sua biografia di uomo e d'artista. Vita, opere e professione si muovono intorno al mondo classico e all'archeologia. Ne "Il Giardino di Zeus" il rigore formale dell'immagine é scuola: quinte, piani e sfondi di nobili resti di colonne disgiunte, giacciono fra gli ulivi saraceni e i mandorli sparsi, come antiche figure fisiche poste a presidio del sito.
La mostra compendiata dal titolo "L'Isola del mito" é stata organizzata dall'Assessorato ai Beni Culturali e Ambientali e dall'Assessorato della Pubblica Istruzione, nell'ambito delle Giornate Europee del Patrimonio Artistico.
La mostra rimarrà allestita fino al 3 novembre 2001.
Toto Cacciato

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