ECONOMIA ‘99
XII OSSERVATORIO CONGIUNTURALE

Si è effettuato il XII osservatorio economico congiunturale della Fondazione Curella. Contenuti, programmi ed interventi del tradizionale appuntamento sono stati illustrati dal presidente della Fondazione, Pietro Busetta.
L'Osservatorio quest'anno ha avuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Presidenza della Regione e del Comune di Palermo, ed è stato realizzato con la collaborazione di Diste, Banca Popolare Sant’Angelo, Sole 24 Ore, Telecom, Ente Fiera del mediterraneo, Itainvest, Erg Petroli, Amia, Bic Sicilia, Irfis, Rina e Sispi.
Nel Sud, attualmente, ci sono 6 milioni di posti di lavoro; ne servirebbero almeno 10 milioni per una popolazione di quasi 21 milioni di abitanti.
Una realtà imponente che necessita di progetti seri e di risorse che arrivino dall'esterno dell'Area. "Ancora oggi - ha continuato il Presidente della Fondazione - c'è chi si preoccupa di non farsi colonizzare; c'è chi si chiede se sia il caso di utilizzare i miliardi destinati agli investimenti nel timore di aprire il proprio mercato a gente "di fuori". Si tratta di un modo di pensare che, naturalmente, è ormai diventato inaccettabile, in un’epoca in cui vige il principio della globalizzazione del mercato. In questo modo si rischia di rimanere fuori dal mercato". Un riferimento anche al governo Prodi che, a detta di Busetta, stava impostando una politica che sembrava seria: "Speriamo - ha commentato - che anche il nuovo Governo si muova su quella linea, anche se i dubbi non mancano". Secondo, importante, tema del XII osservatorio è stato l'inutilità del lavoro "finto", quello dei precari (articolisti, LSU, cooperative sociali, ecc...). "Un lavoro che non serve a nessuno - ha continuato Busetta - . Le risorse che vengono destinate all'assistenzialismo vengono necessariamente, distratte dagli investimenti, questo perché le risorse sono limitate. Ormai, qui da noi, si è stravolto il concetto di formazione professionale, trasformandolo in un concetto di mero assistenzialismo.
Credo che debba esserci un progetto serio per ridurre, gradualmente, il numero dei lavoratori precari".
Un ultima annotazione, Busetta la riserva per il fenomeno dell’emigrazione: "Fazio dice che è ritornata l'emigrazione. Quasi 50 mila persone, ogni anno, emigrano dal Mezzogiorno per recarsi al Nord. Fazio non lo dice, ma io, invece, voglio dire che questo flusso migratorio per il Mezzogiorno significa perdita di risorse per una cifra che va dai 7.500 ai 10.000 miliardi di lire. Una cifra equivalente ad un Ponte sullo Stretto. Cifre che il Sud regala, perché forma e manda via: senza possibilità di ritorno".
"il Mezzogiorno - ha detto ancora Busetta - , è come il genio della lampada rimasto chiuso e compresso per anni, ma che in realtà è in grado di fare miracoli". Secondo Busetta, il primo obiettivo su cui puntare è la individuazione di venti "zone economiche speciali" sulle quali investire in sicurezza, infrastrutture e fiscalità di vantaggio, nelle quali sarebbe possibile attrarre capitali per investimenti ed aventi il ruolo di guida per le altre aree svantaggiate del Sud. E sempre in tema di ricette forti, Busetta, ha lanciato al governo D'Alema una vera sfida: candidare una città del Sud alle Olimpiadi del 2008 o 2012. "Se è vero che il Mezzogiorno sarà il banco di prova del governo - ha detto Busetta -, non è Roma che ha bisogno di una candidatura per le Olimpiadi, ma Napoli o Palermo". Sostenitore dell'utilità del Ponte sullo Stretto, Busetta ha chiesto una data precisa sull'inizio dei lavori e ha sottolineato che al governo centrale competono anche scelte precise per il futuro del Sud.
Busetta ha infine precisato che "l'incremento occupazionale del Sud è annacquato dalla presenza di 'lavoro finito' con tutte le forme di gestione del precariato stabile".
Da qui la necessità di potenziare gli strumenti a disposizione: patti territoriali, contratti d'area e di programmazione, legge 488 e utilizzo di fondi europei.

***

Nel suo intervento Nicolò Curella, presidente della Banca S. Angelo, ha tenuto a precisare che il sistema economico nazionale non può permettersi rinvii. L'Italia ha grandi potenzialità e dovrà saperle esprimerle nell'ambito dell'Unione Europea. Il nostro è un Paese a due sistemi, che genera cattive idee secessionistiche.
Per entrare a pieno titolo in Europa, l'Italia non può prescindere dalla questione del Mezzogiorno. Il che significa occuparsi del problema lavoro, oltre che di sviluppo economico. In questo senso un ruolo determinante deve svolgerlo il sistema creditizio, cui spetta il compito di fare da cerniera tra economia locale ed economia globale. La Banca Popolare Sant'Angelo è tra gli istituti di credito più attenti a queste problematiche. Anzi ha fatto dello sviluppo regionale la propria missione, attraverso l'attività di consulenza e di assistenza alle imprese. E questo, ritengo, sia un modo concreto per sostenere il rilancio del Mezzogiorno.

***

Ed ancora Julo Cosentino, Presidente Ente Fiera del Mediterraneo, ha detto che il futuro sviluppo dell'economia siciliana passa attraverso la scommessa della globalizzazione.
Un processo ormai imprescindibile, da avviare subito attraverso l'internazionalizzazione delle nostre imprese nell'area del Mediterraneo, utilizzando tutto quello che si produce nei paesi del bacino del Mediterraneo.
Pippo Puglisi

economia 13-3.jpg (12766 byte)

Cliccando sulle immagini
si avrà l'ingrandimento
delle stesse

busetta 13-3.jpg (12067 byte)

Pietro Busetta
gruppo 13-1.jpg (16603 byte)
gruppo1 13-1.jpg (22237 byte)
gruppo2 13-1.jpg (16056 byte)

webmaster@infosicilia.net
Copyright©2000 by Edizioni Leopardi s.a.s., Palermo (Italy)
Tutti i diritti riservati (All rights reserved)