L'ITALIA E L'EURO

L’euro fa sì che i prezzi in tutta l'Unione europea siano più vicini, più livellati, ma difficilmente saranno sovrapposti perché le differenze di domanda e offerta continueranno a influenzare i mercati. Anche se l'euro non è ancora moneta contante, fissate le parità possiamo cominciare a fare i conti e le differenze. Un chilo di pane che costa circa 2.000 lire lo acquisteremo per 1,03 euro, stesso prezzo per un litro di latte. Mezzo chilo di pasta lo pagheremo 0,57 euro anziché circa 1.100 lire. Il quotidiano passa da 1.500 lire a 0,77 euro.

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A Piazza Affari dal 4 gennaio 1999 i titoli sono trattati in euro e il loro valore, a fine giornata, è espresso nella nuova moneta. Anche le tabelle pubblicate sui giornali sono in euro. La Borsa di Milano solo nei primi mesi dell'anno diffonderà anche le quotazioni in lire. Gli investitori dovranno quindi abituarsi a trasformare i prezzi in euro in lire per sapere quanto le azioni comprate prima del '99 hanno reso o perso. L'acquirente ha il diritto di regolare la sua posizione in lire. Può scegliere di farlo in euro.

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La moneta unica non porta modifiche ai contenuti di contratti e rapporti esistenti, ma il risparmio è destinato a cambiare. Vediamo come: o per i conti correnti sarà possibile chiedere alle banche la conversione del conto corrente in euro, senza alcun costo. Il conto corrente in euro funzionerà come quello in lire;
o nei bancomat gli sportelli distribuiscono lire, ma su alcune ricevute potrà comparire l'importo in euro;
o carta di credito e pagobancomat continuano a svolgere le loro funzioni in Italia e all'estero, mentre sulle ricevute potrà comparire il doppio importo;
o durante la fase transitoria si possono richiedere libretti di assegni in lire e in euro a prescindere dalla valuta in cui è tenuto il conto corrente, ma i libretti saranno differenti per evitare confusione;
o i bonifici possono essere in lire e in euro, ma le operazioni di conversione in euro non hanno costo;
o per i certificati di deposito sono le banche a decidere se convertire in euro i titoli in circolazione e i certificati di nuova emissione;
o i libretti di risparmio restano in lire, ma la loro conversione in euro è prevista per il 1° gennaio 2002;
o i nuovi titoli di stato sono emessi in euro vengano convertiti in euro tutti i titoli ancora in circolazione (Bot, Cct, Btp, Ctz) e la conversione salvaguarderà l'interesse dei risparmiatori. I titoli avranno un nuovo taglio e ci sarà la 'dematerializzazione' dei titoli di stato: non saranno più consegnati ai sottoscrittori i titoli cartacei e quelli in circolazione dovranno essere consegnati alle banche;
o le obbligazioni potranno essere emesse sia in lire sia in euro e spetta agli emittenti decidere se convertire in euro i prestiti ancora in circolazione. Il sistema di conversione è simile a quello dei titoli di stato.
Giulio Artioli

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