Una missione scientifica senza
precedenti. I resti di Federico II, custoditi all'interno della Cattedrale di Palermo,
sono venuti alla luce. Già nel 1338 e nel 1342 il sarcofago venne aperto per tumularvi
quella che si presume sia la salma del duca d'Atene e di Pietro d'Aragona, entrambi figli
di Federico III, anche se questo non è sicuro sembrano di una donna uno dei corpi.
Nel 1781 le tombe reali furono spostate nella cappella che le ospita ancore oggi e
sottoposte a una ricognizione. Con il sollevamento di 20 centimetri del coperchio del
sarcofago ha avuto inizio l'operazione che ha portato al completamento di una complessa
indagine sulle spoglie dell'imperatore.
Scopo dell'impresa è stato di analizzare il contenuto dell'urna che contiene anche altre
due salme. I risultati della campagna di studi e rilevamenti saranno utilizzati per
redigere un progetto di restauro definitivo del sarcofago, arricchire le informazioni
sull'età federiciana, sperimentare e mettere a punto una metodologia di intervento da
utilizzare nello studio delle tombe antiche di tutto il mondo. Una "camera
bianca" è stata allestita in vista dell'esperimento, per evitare possibili danni
dovuti al contatto del contenuto dell'urna con l'aria. Diverse esperienze del genere
compiute senza precauzioni hanno avuto conseguenze disastrose. L'esperimento sfrutterà di
dati già raccolti in seguito all'endoscopia del '94 che hanno segnalato una situazione di
degrado all'interno della tomba.
Sono stai compiuti una serie di microprelievi. I campioni verranno sottoposti a esami
microbiologici e entomologici.
Una delle fasi più delicate ha comportato il prelievo di campioni per lo studio del Dna
di Federico II.
Effettuata anche la microaspirazione delle polveri superficiali sui materiali tessili per
comprendere il livello del deterioramento e il sistema di conservazione. Le operazioni
conclusive, che si sono svolte nella prima decade di gennaio. Promotore dell'iniziativa è
stato l'assessorato regionale ai Beni culturali, in collaborazione con l'Istituto Centrale
del Restauro di Roma, il Centro regionale del Restauro, la Sovrintendenza ai Beni
culturali di Palermo, la Curia Arcivescovile del capoluogo siciliano, docenti universitari
italiani e tedeschi. I contenuti e gli intenti dell'impresa sono stati messi a punto da un
comitato scientifico.
"Con l'apertura del sarcofago contenente le spoglie di Federico II - ha detto il
presidente della Regione Siciliana che ha assistito all'evento - si rileggerà
un'importante pagina di storia. Con l'imperatore normanno Palermo e la Sicilia diventano
crocevia tra l'oriente e l'occidente, culla della cultura mediterranea dove convivevano
costumi, tradizioni e religioni diverse. Da allora - continua - si è sviluppata la
cultura dell'ospitalità, tratto fondamentale del popolo siciliano. Ma di Federico bisogna
anche e soprattutto evidenziare l'alto senso dello Stato, l'efficienza
dell'amministrazione che offre a tutti i cittadini eguali opportunità, la tolleranza e
l'accoglienza che consideriamo irrinunciabile"
Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha assistito nella Cattedrale di Palermo, alle
operazioni di apertura della tomba che contiene i resti dell'imperatore Federico II di
Svevia. Nel suo intervento il primo cittadino ha evidenziato la grande valenza non solo
scientifica, ma anche storica della ricognizione della tomba di Federico II,
"l'imperatore che già 800 anni fa aveva individuato nell'equilibrio tra la valenza
mitteleuropea e quella mediterranea la costruzione di un'Europa di pace e
prosperità"
Siamo testimoni di un evento storico che ci ricorda quanto attuale sia quel pendolo tra la
Mitteleuropa e il Mediterraneo che ha contraddistinto l'esperienza di vita dell'imperatore
Federico II. Un imperatore che poteva vantarsi di avere un'intelligenza tedesca, un cuore
siciliano e un portafoglio arabo". Lo ha affermato lo stesso Leoluca Orlando,
intervenendo alla cerimonia di chiusura in Cattedrale del sarcofago che racchiude il corpo
dell'imperatore Federico II, del re Pietro d'Aragona e di una giovane donna alla cui
identità non è stato ancora possibile risalire. Il primo cittadino ha annunciato che la
città di Palermo e il sindaco di Stoccarda, in Germania, hanno manifestato la loro
disponibilità a finanziare ogni ricerca e pubblicazione necessaria per divulgare i frutti
della ricerca che si è conclusa con la chiusura del sarcofago. "È una significativa
coincidenza - ha continuato Orlando - che questo sarcofago sia stato aperto nel '98,
nell'anno in cui Palermo è stata sede del Partenariato Euromediterraneo, in occasione del
quale si sono riuniti in città i presidenti dei parlamenti dei 27 paesi dell'Unione
Europea e quelli afro-asiatici che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Ed è allo
stesso modo significativo che il sarcofago si chiuda nel '99, nell'anno in cui il
partenariato avrà sede a Stoccarda, in Germania". Il sindaco e l'assessore regionale
ai Beni Culturali Salvatore Morinello sono quindi entrati nella "camera bianca"
per assistere alla chiusura del sarcofago, dove Orlando ha depositato una medaglia
commemorativa in oro, raffigurante lo stemma della città di Palermo e la Cattedrale. |

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