"FIDES ET RATIO" |
| La lettera Enciclica circa i
rapporti tra fede e ragione - che S.S. Giovanni Paolo II ha dato a Roma nell'anno
ventesimo del Suo Pontificato - è stato il tema di una conferenza che il Rev. Padre
Giuseppe Damigella O.P. - Cerimoniere Ecclesiastico dell'Ordine - ha tenuto a Dame e
Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Nel Salone dei Convegni presso l'Oasi di
Cristo Re delle Suore Domenicane del Sacro Cuore di Gesù sono convenuti, per un incontro
spirituale, gli appartenenti alla Luogotenenza per la Sicilia dell'Ordine Equestre del
Santo Sepolcro di Gerusalemme, sotto la guida di S.E. Cav. Gr. Croce. Prof. A. Mistretta. Il prof. Antonino Mistretta - Luogotenente per la Sicilia dell'Ordine - nell'introdurre il tema ha ricordato che egli, circa venti anni fa, aveva dedicato all'argomento un approfondito studio. P. Damigella - docente presso la Facoltà Teologica di Palermo - ha cordialmente intrattenuto Dame e Cavalieri illustrando i 108 paragrafi dell'Enciclica "Fides et ratio" che, ha detto, più che una lettera è un libro. Egli ha esordito col dire che "La fede e la ragione - sono parole del Papa - sono come le due ali con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verità. È Dio ad aver posto nel cuore dell'uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso". Quindi, ha riassunto, con eloquenza da teologo più che da docente di teologia, e con diverse citazioni del documento pontificio, nei seguenti punti la sua conferenza: I - La rivelazione della sapienza di Dio. II - Credo ut intellegam. III - Intellego ut credam. IV - Il rapporto tra la fede e la ragione. V - Gli interventi del Magistero in materia filosofica. VI - Interazione tra teologia e filosofia. VII - Esigenze e compiti attuali: le esigenze irrinunciabili della parola di Dio ed i compiti attuali per la teologia. Padre Damigella si è soffermato, evidenziandola, sulla figura del teologo domenicano Tommaso d'Aquino, messo da parte - ha rivelato amaramente - dai teologi attuali. Giovanni Paolo II, infatti, dedica un paragrafo della "Fides et Ratio" a "La novità perenne del pensiero di san Tommaso d'Aquino", autore di quella Summa Theologiae dove l'Aquinate - come scrive il Pontefice "volle mostrare il primato di quella sapienza che è dono dello Spirito santo e introduce alla conoscenza delle realtà divine". Padre Damigella ha concluso la sua conferenza - ricca di raffronti tra teologia e filosofia, con tutti gli 'ismi' che ne derivano - citando ancora, come all'inizio, le parole del Papa, il quale, dopo aver rivolto il suo "ultimo pensiero" a Colei che la preghiera della Chiesa invoca come "sede della Sapienza"; ('la mensa intellettuale della fede' "come la definivano i monaci dell'antichità cristiana"), così conclude la Sua tredicesima Enciclica. "Possa, La Sede della Sapienza, essere il porto sicuro per quanti fanno della loro vita la ricerca della saggezza". Il cammino verso la sapienza, ultimo e autentico fine di ogni vero sapere, possa essere liberato da ogni ostacolo per l'intercessione di colei che, generando la Verità e conservandola nel suo cuore, l'ha partecipata all'umanità intera per sempre". L'incontro spirituale, organizzato con particolare cura dal Cancelliere della Luogotenenza per la Sicilia, Cav. di Gran Croce Dott. Lorenzo Lo Monaco, si è concluso con un'agape fraterna, alla quale ha partecipato S.E. il Vescovo di Caltanissetta. Antonino Giardina |
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