Sarà il neonato Gias (Gruppo
d'intervento di archeologia subacquea in Sicilia) ad attuare gran parte della nuova
politica sulle strategie di recupero, studio e valorizzazione del patrimonio archeologico
sottomarino siciliano. Lo ha annunciato l'assessore regionale ai Beni Culturali, Salvatore
Morinello, nel corso della conferenza stampa di presentazione. L'intento è quello di dare
una svolta all'attività del settore. "Una gran parte del patrimonio storico
archeologico in Sicilia - ha detto Morinello -, giace sul fondo del mare che circonda
l'isola. Fino ad oggi l'azione di ricerca e tutela è stata svolta dalle Sovrintendenze
competenti per territorio in maniera sostanzialmente discontinua pur se talvolta con buoni
risultati. Questo perché, né quest'ultime né l'amministrazione centrale, sono mai state
dotate di strutture, attrezzature e personale adeguatamente preparati per operare in mare.
Di conseguenza una parte troppo grande di questo patrimonio è stato oggetto di
saccheggio, asportazione illegale e commercio clandestino". Per risolvere questi
problemi ci penserà il Gias, che dovrà intervenire sul territorio siciliano d'intesa con
le strutture presenti, come chiarisce l'archeologo Sebastiano Tusa direttore del gruppo.
"In Sicilia esistono già tutte le strutture necessarie. Si tratta di riuscire a
coordinare quanto è in dotazione alle forze dell'ordine e può tornare utile alla ricerca
archeologica, con quanto è a disposizione delle università e delle strutture pubbliche,
private e miste. In presenza di una tale valida azione sinergica sarà possibile chiedere
collaborazione al cittadino, turista o operatore della nostra marineria, che si imbatta in
un reperto d'interesse archeologico". In pratica sarà sufficiente rivolgersi al
numero verde di cui l'assessorato sta per dotarsi, per attivare l'intervento diretto del
Gias e dei reparti competenti delle varie armi. Tusa sottolinea un altro aspetto non
trascurabile: "Fino ad oggi un pescatore che tirava su un reperto, preferiva
ributtarlo in acqua perché temeva che la segnalazione avrebbe comportato una sospensione
dell'attività di pesca troppo lunga e, pertanto, un danno economico.§L'impegno del Gias,
Sovrintendenza e forze dell'ordine permetterà di accelerare localizzazione, recupero e
ricollocazione del reperto in tempi più rapidi". Dal punto di vista finanziario
l'onere graverà sul bilancio del Centro Regionale di Progettazione e Restauro di cui il
Gias è una sezione. "Nel prossimo bilancio sono stati previsti circa 3 miliardi di
stanziamenti - dice l'assessore Morinello - mentre per gli anni successivi dovremo
fronteggiare tutte le emergenze con risorse che sono esigue".
La prima uscita del Gias è avvenuta in collaborazione con il Comune di Valderice e la
Sovrintendenza di Trapani, nelle acque di Bonagia e Monte Cofano teatro della battaglia
delle Egadi, per individuare relitti o aspetti topograficamente rilevanti. |

|