SALVARE MONTEPELLEGRINO

Montepellegrino è il simbolo di riferimento della Città di Palermo. Lo sguardo dei palermitani, dei turisti e dei visitatori è rivolto al Monte che sovrasta e domina la città.
Ma da qualche tempo ed oggi ancora, Montepellegrino è negato a tutti, cittadini e turisti. Le due strade di accesso al Monte, infatti, sono bloccate. Ma non è grave solo che sia impedito l'accesso alla montagna, grave è anche che siano state isolate la cultura e la religiosità: non possono essere raggiunti infatti né il Santuario di Santa Rosalia, meta della devozione alla Patrona di Palermo, né il Cerisdi che ha sede nel Castello "Utveggio", importante Centro di formazione e ricerca, che Padre Ennio Pintacuda sta cercando di rilanciare.
Tutto questo avviene nel più assoluto immobilismo, e la cosa non è piacevole anche in considerazione del fatto che è prossima l'apertura del Giubileo e che il Santuario, se la situazione non muta, rischia di essere tagliato fuori dall'itinerario dei pellegrini. Non è secondario inoltre che sia stata distrutta l'economia che attorno al Santuario si era radicata. Il Monte era meta di turisti e visitatori provenienti da tutto il mondo per visitare la grotta della "santuzza" e per portare con sé qualche ricordo.
Le attività culturali e di formazione del Cerisdi sono ridotte e mortificate nelle presenze dei corsisti e degli scienziati provenienti da tutto il mondo.
Le strade devono essere riaperte. Per raggiungere presto questo scopo e per non ripiombare nel silenzio e nell'oblio si è costituito il Comitato Cittadino Per Montepellegrino.
Esso si propone:
1. di mantenere desta la coscienza dei cittadini e di vigilare sull'operato dei responsabili istituzionali;
2. di fare pressione sui responsabili politici ed amministrativi affinché si proceda in tempi certi alla restituzione della Montagna di Palermo ai cittadini ed ai visitatori della città;
3. di mettere in atto tutte le iniziative utili a raggiungere l'obiettivo della riapertura delle due strade.
Il Comitato Cittadino chiede anche alla Sovrintendenza di dichiarare il Castello "Utveggio" bene architettonico e monumentale e di opporsi in tutti i modi alla vendita da parte della Regione Siciliana del Castello.
Da parte sua il presidente della provincia regionale di Palermo Francesco Musotto sostiene l'azione del comitato cittadino "Per Montepellegrino", impegnato ad accelerare i tempi per la riapertura della strada di accesso al monte, e chiede l'intervento del governo nazionale. "Non si comprende - dice Musotto - come mai una strada resti chiusa per 30 anni ed in tutto questo tempo non si è riusciti ad intervenire. A questo punto bisogna pensare anche ad un intervento del governo nazionale per trovare rapide soluzioni. Il Santuario, il Cerisdi (diretto da Padre Ennio Pintacuda) e tutti gli insediamenti civili e commerciali del promontorio - aggiunge Musotto - non possono essere penalizzati da una situazione di stallo che si trascina ormai da troppo tempo con gravi ripercussioni anche per il Turismo". Nel frattempo l'Assessorato regionale territorio e ambiente, la soprintendenza dei beni Culturali ed ambientali, l'Ispettorato ripartimentale delle foreste, l'ente gestore della Riserva Naturale Orientata Montepellegrino e l'ufficio del Genio Civile della Provincia di Palermo hanno approvato a maggioranza il progetto di consolidamento delle pareti rocciose sovrastanti via Bonanno e l'antica strada pedonale. I tempi contrattuali previsti per la realizzazione delle opere sono di 18 mesi. Il progetto è stato inserito nel programma di cui all'ordinanza del Ministro dell'Interno, delegato per il coordinamento della Protezione Civile n. 2621 ed è stato finanziato per 10 miliardi. In relazione invece all'intervento sulla Panoramica di via Monte Ercta, l'assessore Miceli chiarisce che "il progetto è stato redatto su incarico dell'amministrazione comunale dal Genio Civile di Palermo in soli 60 giorni. L'importo è di circa 2 miliardi e riguarda interventi urgenti per la riduzione del pericolo".
"Si tratta - sottolinea l'assessore - di un progetto esecutivo ai sensi di legge che giace nei cassetti dell'assessorato regionale da oltre otto mesi. Anche questo intervento è stato inserito nel programma della Protezione Civile nazionale e verrà finanziato con fondi dello Stato".

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