IN CRESCITA L'UTILE DEL NUOVO BANCO DI SICILIA |
| Il Consiglio di Amministrazione
del Banco di Sicilia, riunito a Palermo sotto la presidenza del dott. Alfio Noto, ha
approvato il bilancio dell'esercizio 1998 da sottoporre all'Assemblea dei Soci, convocata
per il 29 aprile. Il risultato economico ha fatto registrare un utile netto di 47,8
miliardi (30,9 miliardi nell'esercizio precedente), a fronte di un utile lordo di 108,3
miliardi (33,9 miliardi nel 1997). Pur in un contesto non pienamente confrontabile con
l'esercizio precedente, a causa dell'integrazione con la ex-Sicilcassa avvenuta nel
settembre '97, questo dato è da valutare positivamente in quanto giunge al termine del
primo anno di piena attività della nuova realtà bancaria ed esprime la sintesi di un
processo gestionale e organizzativo attraverso il quale è stata ridisegnata l'intera
struttura aziendale. Il 1998 ha visto la banca fortemente impegnata in uno straordinario e
difficile processo di riposizionamento organizzativo finalizzato al completamento
dell'integrazione funzionale tra le diverse componenti del nuovo Banco di Sicilia. Tale
processo di integrazione si è concluso a fine esercizio realizzando tutte le principali
linee guida indicate dal Piano industriale. Inoltre, dall'11 marzo '99 per decisione della
Banca d'Italia il Banco di Sicilia e le società da esso controllate sono entrate a far
parte del Gruppo creditizio Mediocredito Centrale. Gli indicatori economico-finanziari
risultano migliorati rispetto all'esercizio precedente e tale fenomeno costituisce il
solido presupposto su cui fondare le prospettive future della banca. In particolare il
rapporto tra costo del personale e margine di intermediazione è risultato in sensibile
diminuzione (47,78%) e si prevede che tale indicatore migliori ulteriormente nell'anno in
corso poiché il processo di riduzione del personale, ultimato a dicembre 1998, sortirà
pienamente i suoi effetti soprattutto a partire dal '99. Il margine di interesse si è
attestato sui 1.392,3 miliardi, mentre il margine di intermediazione ha raggiunto i
2.007,1 miliardi. Il risultato di gestione, pari a 478,3 miliardi (380 miliardi nel '97),
si consegue dopo congrui accantonamenti e ammortamenti per rischi, immobilizzazioni e
oneri pluriennali. In linea con uno scenario creditizio caratterizzato dal forte trend
discendente nei livelli di remunerazione della raccolta tradizionale, anche al Banco si è
assistito ad un fenomeno progressivo di conversione dalle forme di raccolta diretta verso
quelle del risparmio gestito. La raccolta complessiva è risultata pari a 53.667 miliardi.
Il totale degli impieghi con clientela è ammontato a fine '98 a 23.190 miliardi. Le
sofferenze nette sono state pari a 4.278 miliardi, in diminuzione dell'11,3% rispetto
all'anno precedente, con un rapporto con il totale dei crediti pari al 15,8%. La copertura
delle sofferenze mediante fondi rettificativi supera il 66%. Il patrimonio netto del Banco ha raggiunto i 2.488,7 miliardi. Il numero di dipendenti a fine anno si è attestato su 8.331 (10.240 nel 1997). Al fine di riattivare un indispensabile processo di turn-over il Banco è tornato ad assumere personale, mediante l'espletamento di una selezione conclusa ad inizio '99 con l'ingresso di 120 giovani. |
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Gianfranco Imperaori |
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