Abitanti
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Marinesi
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C.A.P.
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90035
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Municipio
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Corso Dei
Mille, 117
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Altitudine
S.L.M. (In Metri)
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575 |
Superficie
(In Kmq.)
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33,32 |
Tipo Di
Superficie
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Collina Interna |
Distanza Da
Palermo (In Km.)
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30 |
Si Raggiunge
da
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Da S.S. Pa-Ag
(S.S. 118 Dal Bivio Bolognetta) |
Stemma
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Aquila (In Alto
A Sinistra),
Leoni Rampanti
(In Basso A Sinistra),
Tre Ali (A Destra) |
Gonfalone
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Amaranto |
Patrono
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S. Ciro (20/8) |
Diocesi
|
Palermo
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| Santuari |
Madonna Della
Dajna |
| Parchi e
Riserve |
Bosco Della
Ficuzza,
Bosco Del Cappelliere,
Gorgo Del Drago, Rocca Busambra |
| Zone
Archeologiche |
Montagnola |
| Monasteri |
Frati Minori
Conventuali |
Il feudo di Marineo venne concesso da Carlo V agli inizi del
XVI secolo a Francesco Beccadelli-Bologna, questore dell'isola, che nel 1540 fece
edificare, in un poggio verso settentrione, l'attuale paese.
In seguito fu feudo, con titolo di "marchesato", della famiglia dei conti Pilo
di Capaci.
Il Castello, eretto nel 1559, è più una dimora rurale che una vera fortezza. Nel tempo
ha subito pesanti rimaneggiamenti e danni non indifferenti, ma è riuscito a mantenere
intatto, almeno esternamente, tutto il suo splendore.
Insieme al Castello, Marineo offre altre maestose opere d'arte come:
La Chiesa Madre, di impianto settecentesco, che si affaccia su una piccola piazza.
Al suo interno vi sono i bellissimi cassonetti del soffitto, una tela del Novelli
raffigurante S. Ciro, patrono del paese e, sull'altare maggiore, una grande urna in
argento sbalzato, opera del settecento palermitano contenente, secondo la tradizione, il
teschio di S. Ciro. Di notevole pregio è anche un tabernacolo di scuola gaginesca con, ai
lati di Gesù Cristo, le immagini dei Beccadelli-Bologna, padre e figlio. All'esterno dal
lato opposto alla strada, vi è un grandissimo mosaico di maiolica policroma, che risale
allo stesso periodo della chiesa.
Il Convento-Santuario della Madonna della Dajana, al quale si arriva dopo aver
salito numerosi scalini di pietra, custodisce il tesoro dell'attiguo convento: una tavola
trecentesca, un'acqua-santiera in marmo del XV secolo con rilievi gotici, due statue di S.
Bagnasco e un gruppo ligneo cinquecentesco della Pietà.
La Chiesa del SS. Crocifisso, fatta edificare da Francesco Bologna che, nonostante
i numerosi restauri del XVIII e XIX secolo, mantiene le caratteristiche dell'architettura
povera chiesastica del Cinquecento.
Numerose sono le feste folcloristiche, ma tra le più spettacolari bisogna ricordare:
"li vicchiareddi" dove i bambini ricevono i doni, non il 2 novembre, nel
giorno dedicato ai morti, ma il giorno di Capodanno quando i genitori, d'accordo con li
vicchiareddi, organizzano l'arrivo dei regali;
o il 19 marzo la "Tavulata di San Giuseppe" nella quale giovani e meno giovani,
recitano la parte di San Giuseppe, la Madonna e Gesù Bambino, e vi sono delle splendide
tavole addobbate con bellissimi pani che un tempo venivano donati ai poveri;
la "Dimostranza", che si fe-steggia il 20 agosto, antica più di 300 anni
(risale al 1665, quando le reliquie di S. Ciro vennero trasportate nella Chiesa Ma-dre).
Nei secoli la manifestazione si è ampliata, inserendo figure e scenari fino a diventare
l'appuntamento più importante dell'anno.
È composta da 21 quadri che sono altrettante scene della vita di S. Ciro recitate da
decine di marinesi lungo le vie e le piazze del paese.
Giada D'Agostino |

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