PER L’EDUCAZIONE ALLA DEMOCRAZIA
IL CONGRESSO MONDIALE DI CIVITAS A PALERMO

Si è svolto a Palermo per il Congresso Mondiale di Civitas, il cui tema è stato Per fare dell'educazione alla democrazia una priorità internazionale, ed a cui hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni governative, politiche, educative e dell'associazionismo di circa 80 paesi.
La manifestazione è stata organizzata da Civitas International (associazione internazionale non governativa e senza fini di lucro con sede a Strasburgo, istituita nel 1995 allo scopo di promuovere politiche di educazione alla democrazia), dal Comune di Palermo e dal Ministero della Pubblica Istruzione, mentre alla sua realizzazione hanno contribuito diversi altri enti governativi, pubblici e privati, sia italiani che esteri, ed in particolare, il Governo USA attraverso l'impegno della United States Information Agency di Washington (Usia), il Center for Civic Education di Calabasas in California, e l'Unesco.

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Al Congresso hanno inviato il proprio saluto anche il Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ed il suo Vice Al Gore.
Bill Clinton ha voluto precisare, tra l'altro: "la storia di Palermo ci ha dimostrato come queste qualità possono essere poste a rischio dalla criminalità organizzata e dalla corruzione in assenza di una cultura di democrazia e di legalità, e che la repressione non è da sola sufficiente a sostenerle.
Tuttavia i palermitani hanno ampiamente provato che i cittadini normali, tramite il coraggio, il duro lavoro e l'impegno costante accompagnato dal senso di cultura civica e sostenuto da obiettivi comuni, possono determinare una differenza decisiva nel garantire il rispetto delle regole democratiche".

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Al Teatro Massimo nella serata inaugurale si sono, quindi, confrontati sul tema del Congresso David Dorn, presidente della Civitas International, il ministro della pubblica istruzione Luigi Berlinguer, il presidente della Commissione Europea Romano Prodi, il vice segretario generale dell'Onu Pino Arlacchi, il sindaco Leoluca Orlando, e la First Lady statunitense.

La First Lady Hillary Rodham Clinton ha voluto ricordare come la città sia riuscita a riscattarsi, rappresentando oggi "un modello di senso civico", ed ha citato, come esempio, la riapertura del terzo teatro d'Europa, il Massimo, "che ha visto coinvolti anche i più giovani".
Riferendosi poi a Orlando la First Lady ha poi detto: "A lui piace parlare di democrazia come di un carretto a due ruote: da un lato l'autorità, dall'altro la società civile. Se i cittadini non svolgono il loro compito, una delle ruote non gira e il carro va al contrario".
"La gente - ha aggiunto - si alza in piedi e si oppone e lotta per la democrazia.
Le prime a scendere in campo sono le donne che dicono "ora basta" ai massacri, all'odio, alle distruzioni".
"Palermo - ha proseguito la First Lady - ci ha insegnato ad ascoltare le voci dei deboli, di coloro che sembrano senza potere ma che quando scoprono di avere anche dei diritti diventano i difensori più fermi della democrazia.
Palermo ci insegna che noi dobbiamo assicurare forza alla democrazia, che noi dobbiamo creare il cittadino futuro attraverso la scuola".
"Non ci potrà mai essere un tramonto della democrazia. E quindi Palermo ci dà l'esempio che illuminerà il futuro del mondo. Per questo adesso dico "Io sono palermitana".

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Romano Prodi, presidente della Commissione Europea, ha detto a sua volta, che "la repressione non è sufficiente in questa battaglia, giacché servono anche la stabilità politica e la collaborazione dei cittadini". Prodi ha quindi sottolineato che "fenomeni così complessi vanno affrontati in un'ottica nazionale e internazionale e non possono essere neutralizzati solo a livello giudiziario", ed ha concluso mettendo in evidenza che "ancora una volta Palermo manda un segnale al mondo sul versante del contrasto della illegalità".
Il vicesegretario dell'Onu, Pino Arlacchi, direttore dell'ufficio per il controllo della droga e della prevenzione al crimine, ha ricordato "gli sforzi fatti a Palermo per recuperare la legalità nella nostra società, nel rispetto delle leggi, in un momento in cui tutti pensavano che fosse impossibile".
"L'occasione del Congresso sia la prova che queste persone non sono morte per nulla". Ha, poi, messo in evidenza il ruolo di "capitale dell'antimafia e della lotta al crimine" che Palermo si è conquistata. "Questa era una città di svantaggio che si è trasformata in città d'avanguardia".
David Dorn, presidente di Civitas, ha poi discusso di costruzione della legalità nella scuola e nella società, per la crescita della democrazia e l'affermazione di un diritto consapevolmente difeso e vissuto.
E Luigi Berlinguer: "La scuola dove si fa cultura e si cerca conoscenza - ha detto il ministro alla pubblica istruzione - è necessario più che mai che diventi un luogo in cui si parli e si faccia democrazia. Siamo in ritardo, ma è la scuola il luogo nel quale si cresce liberi".

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Il secondo giorno del congresso ha dato, poi, ampio spazio al "volto umano del cammino di Palermo".
Per Giancarlo Caselli "il passato è stato caratterizzato dalla negazione dell'esistenza della mafia. Lo negavano magistrati, amministratori, cittadini e la chiesa."
"Le stragi servirono da detonatore affinché tutto il lavoro che era iniziato nel passato, potesse esplodere".
"Ci fu una vera e propria ribellione di popolo e, quando nel '92 sembrava che tutto fosse finito, la voglia di rivalsa è venuta fuori. Oggi siamo qui ad offrire il nostro esempio, se non come modello, come punto di riflessione. La nostra non è una strada in discesa, è piena di difficoltà e di problemi, ma molto è stato fatto".
La capacità di infiltrazione della mafia è stata poi illustrata con semplici parole da Rita Borsellino, che ha anche presentato ai congressisti un ritratto privato del fratello.
Il cardinale Salvatore Pappalardo, a sua volta, ha ripercorso il ruolo della Chiesa in Sicilia, leader, quanto quello più recente della scuola, nel risveglio delle coscienze.
"L'affermazione della democrazia - ha detto - passa anche dalla soluzione del problema lavoro. Per sconfiggere la mafia bisogna offrire ai giovani una speranza".
Leoluca Orlando, dal canto suo, ha evidenziato il cambio di approccio della gente rispetto alla cultura mafiosa.
"A Palermo avevamo una democrazia formale ma non reale. Oggi noi non abbiamo sconfitto la mafia, ma certamente abbiamo vinto la battaglia culturale contro di essa grazie alla reazione dei cittadini di Palermo, soprattutto dopo le stragi del '92": la mafia non controlla più la testa della gente".
"All'inizio degli anni Ottanta in piena guerra di mafia - ha affermato il sindaco - a Palermo c'erano 240 morti all'anno. L'anno scorso si sono contati 20 omicidi, nessuno dei quali riconducibile alle logiche di Cosa Nostra". Infine, l'assessore Alessandra Siragusa ha raccontato come la scuola ha acquisito un ruolo di primo piano nel cammino di legalità, e ha ricordato le iniziative dell'amministrazione comunale che hanno "riaperto" pezzi della città, valorizzandoli anche attraverso gli studenti-ciceroni.
"Abbiamo voluto ricostruire - ha detto - un'identità condivisa, quella che la mafia ci aveva strappato, tra chi è nato e ha scelto di vivere a Palermo".

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Sul ruolo del potere giudiziario sono poi intervenuti Otto Schily e Baltasar Garzon Real. "Se la povertà è la madre del crimine, la mancanza di cultura ne è il padre", ha iniziato citando l'autore francese La Bruyère, Otto Schily, ministro degli Interni della Repubblica federale tedesca. "Palermo ha dimostrato che è possibile ristabilire il ruolo della legge, inasprendo le misure antimafia e costruendo un sistema di valori democratici per la società civile. Palermo deve essere additata come esempio del Vecchio Continente". "L'Europa unita ammira Palermo". "La storia recente della città deve servire da incoraggiamento - ha concluso - e deve fungere da sviluppo democratico per le giovani generazioni europee, in un travaso alle altre città del continente".
Molto interessante anche la relazione di Baltasar Garzon Real, "Fiscal Generale" di Spagna.
Il Procuratore generale iberico ha evidenziato la necessità di un "riarmo etico" in tutto il mondo contro la collusione e la criminalità organizzata, anche per tutelare i diritti umani di ciascun individuo. Il magistrato spagnolo ha, pertanto, augurato una sempre maggiore integrazione delle legislazioni in materia di lotta al crimine organizzato ai vari livelli di corruzione di tutti i Paesi del mondo. E ha manifestato il suo "reale apprezzamento".

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Nella terza giornata i delegati al Congresso si sono spostati a Corleone, dove il Sindaco Giuseppe Cipriani ed il Sindaco Onorario Leoluca Orlando hanno fatto da Ciceroni ai monumenti della città, seguiti da Sandra Feldman, presidente della Federazione Americana Insegnanti, e Roy Godson, direttore del Centro Nazionale per le strategie di informazione.

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Nell'ultima giornata il premio Nobel per la letteratura Wole Soyinka ha incantato la platea del teatro Politeama. Un intervento lungo quello dell'africano, uno dei protagonisti del processo di liberazione dell'Africa.
Secondo Soyinka "l'idea di democrazia non prevale ancora nel governo universale, nemmeno nelle sedi delle Nazioni Unite.
Penn Kemble, direttore dell'Usia, l'agenzia del governo statunitense che si occupa dell'informazione e dell'educazione in tutto il mondo, sponsor del congresso Civitas, a sua volta ha detto "Pleasant faces", intendendo indicare il "cambiamento della città, quella vista nei quattro giorni di permanenza, quella raccontata dal Sindaco Orlando".
"Palermo - ha continuato - è un grande esempio di come la lotta alla criminalità possa subire grandi accelerazioni, di come in dieci anni la città abbia mutato volto in positivo".
"Il progresso economico oggi non è determinato da grossi finanziamenti, ma da cambiamenti politici e culturali che creano il terreno fertile. E oggi non vedo il motivo per cui gli investitori americani non debbano contribuire alla crescita economica di Palermo".
[dag]

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