I CENTO ANNI DELLA FIAT

Una grande festa quella che si è tenuta a Torino, in occasione del Centenario della Fiat. Una festa nazionale ed internazionale perché la Fiat è sì una fabbrica di automobili, ma è soprattutto la fabbrica italiana che come nessun'altra fabbrica ha una storia centenaria intimamente legata con il paese.
Come ha ricordato il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nata come azienda familiare in una città che ha creato l'Italia, ha saputo spingere più di chiunque altro ad allargare i confini nazionali, a spingersi verso i rapporti internazionali, verso l'Euro-pa. Proprio la Fiat ha saputo contribuire in maniera unica alla grande modernizzazione in cui è andato in contro il paese in questo secolo". Innumerevoli gli ospiti, oltre alle autorità italiane dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, accompagnato dalla consorte Franca, al Presidente del Consiglio, Massimo D'Alema, i presidenti di Camera e Senato, il segretario nazionale della Cgil Sergio Cofferati, il Ministro per il commercio Estero, Piero Fassino, con la consorte, il presidente di MedioBanca, Francesco Cingano, quello dell'Eni, Renato Ruggiero, quello di Confindustria, il segretario generale di Uil Pietro Larizza, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Italiana, Umberto Guarnieri. Non sono mancati ospiti stranieri tra cui i presidenti di Acea e Volkswagen, Ferdinand Piech, quelli di Volvo Johansonn Leif e di BMW Joachim Molberg, di Renault, Louis Shwietzer, e grandi nomi dell'imprenditoria italiana ed estera tra cui De Benedetti e il numero uno di Max Mara, Maramotti.
L'attenzione era però incentrata sulla famiglia Agnelli, su Ciampi e D'alema, che non hanno disilluso le attese dei grandi discorsi.
Qui lo attendeva il presidente della Fiat, Fresco e tutti i grandi invitati dell'occasione.
Sorprendente sintonia di pensiero tra Massimo D'Alema e Giovanni Agnelli, che hanno prospettato un ricco futuro di opportunità, sfide nuove e affascinanti per il futuro terzo millennio.
Agnelli, presidente onorario della Fiat, padrone di casa per i festeggiamenti in corso, ha ricordato la grande avventura del secolo, la storia della sua "fabbrica", cominciata proprio il 12 luglio del 1899. Partendo dalla Torino di fine '800, ha seguito le vicende di tutto un secolo e ha osservato come le vicende passate possano essere chiari elementi di fiducia per il futuro.
Il senatore ha chiaramente detto che per ora nessun progetto di alleanze: "meglio soli che male ac-compagnati" dice e sottolinea "oggi come cento anni fa anche questo fine secolo è dominato da grandi aspettative e da grandi incertezze", ma per ora non ci sono incertezze sulla futuro della Fiat e sul suo ruolo nel terzo millennio e rivendica per la sua Fiat quello stesso ruolo centrale di sviluppo economico avuto nel secolo che sta per finire, sull'automobile "convergono tutti i settori produttivi: dall'acciaio, alla petrolchimica, dall'industria al vetro all'elet-tronica" e proprio l'auto "ha guidato in Occidente la rivoluzione dei costumi e dei consumi ed è stato grande volano di crescita anche sociale".
"Cari Amici della Fiat", con queste parole Massimo D'Alema ha iniziato il suo discorso, "l'Italia sa di poter contare sulla Fiat su questa grande impresa, sul suo prestigio".
Torino è stata incontro tra movimento operaio e grande industria, ed anche sede di una azienda ce ha costruito una storia che "coincide largamente con quella dell'Italia moderna". Non solo "Torino - dice D'Alema - è l'unica, vera factory town del nostro Paese. Per generazioni intere la Fiat ha significato lavoro e certezza".

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Un nuovo marchio andrà ad identificare le vetture Fiat a partire dalla nuova Punto, che è stata presentata, proprio in occasione del centenario del Marchio torinese. Si tratta del celebre scudetto rotondo degli anni Venti, con la corona d'alloro che contorna un campo blu sul quale spicca la scritta argentata.
Ristilizzato, il simbolo tornerà a campeggiare, per la prima volta sul frontale dell'"auto del centenario" e da quel momento in poi sarà gradualmente adottato nel-l'arco di qualche tempo da tutti i modelli Fiat.
Con l'aggiunta delle date 1889-1999, lo scudetto è anche il logo dei festeggiamenti per i cent'anni dell'Azienda.
Fiat dunque guarda al futuro, al mercato globale nel quale da tempo ormai gioca un ruolo di primo piano, ma conservando identità e radici, di cui il nuovo marchio è simbolo.
Disegnato dal Centro Stile Fiat, lo scudetto rappresenta il "cambiamento nella continuità", un segno del passato riletto in chiave moderna. Il logo rotondo sostituirà le cinque barrette che dal 1991 costituiscono il family feeling delle auto della Marca, cioè quell'insieme di elementi che rendono un prodotto riconoscibile come appartenente alla "famiglia" Fiat.
Invariato resta il marchio del Gruppo, i famosi quattro rombi inclinati di 18 gradi, che rimarranno sulla parte posteriore dei modelli come firma inconfondibile dell'Azienda.

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Durante il periodo di celebrazione del Centenario sono state esposte a Torino più di settanta auto, selezionate nel novero di quelle che meglio consentono di rappresentare il rapporto di collaborazione tra il Gruppo Carrozzieri dell'ANFIA (Associazione Nazionale fra Industrie Automobilistica) e la Fiat, che poggia sulla base di una tradizione storica che risale alla nascita dell'auto in Italia.
In mostra modelli realizzati dagli attuali carrozzieri, ma anche da quelli che hanno siglato l'evoluzio-ne dell'automobile, dall'epoca pioneristica alla moderna industria, a riassumere un'epoca, un modo di vivere, una moda, rimaste nell'im-maginario collettivo. I carrozzieri italiani hanno contribuito in modo determinante al successo dell'industria automobilistica, non solo nazionale, perché la loro influenza si estende oggi all'intero panorama mondiale.
Inserita nel contesto di quella che in città è stata definita la "Passeggiata Italiana" (percorso storico illustrato tra le vie del centro di Torino), l'iniziativa dell'ANFIA ha offerto ai visitatori l'opportunità di conoscere la peculiarità storica di questa realtà creativa italiana.

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Dopo la presentazione delle mostre dedicate ai "volti" e alle "macchine" che hanno caratterizzato il costume della società compresa tra la fine dell'800 e l'ultimo lembo del Novecento, è toccato anche ad un'esposizione di oggetti tratti in gran parte dall'Archivio Fiat, per rileggere la storia dell'industria torinese attraverso i messaggi pubblicitari e le tecniche di comunicazioni.
Filippo Beraudo di Pralormo, Responsabile delle relazioni Esterne e Comunicazione Fiat ha dichiarato: "La comunicazione è stata spesso affiancata da testi letterari che sottolineano la poesia e il sogno degli italiani in anni in cui la pubblicità non concedeva grande spazio alla immagini, prediligendo le parole".
Nella mostra allestita a Palazo Bricherasio fino al 5 settembre 1999, sono esposti 266 pezzi, tra manifesti, bozzetti e quadri. Dal manifesto dedicato alla presentazione della prima automobile del 1899 al quadro firmato da Lorenzo Dellani nel 1907 ove sono raffigurati gli uomini che fondarono la Fiat, il percorso della mostra con un po' di malinconica nostalgia, fitto di tappe giunge fino alla campagna promozionale per la "Uno" che fu affidata a uno dei maggiori caricaturisti italiani Giorgio Forattini.
I manifesti esposti in mostra sono firmati da autori famosi come Plinio Codognato, Giuseppe Riccobaldi, Marcello Dudovich e da un pittore interprete della realtà industriale, Mario Sironi.
Molto importante anche la selezione dedicata ai bozzetti (163), ai materiali e alla cartellonistica. Essi tratteggiano sia le tappe fondamentali dei percorsi creativi dei vari artisti, sia del criterio di selezione aziendale che hanno guidato le scelte finali.
Tra i quadri va sottolineata la presenza in mostra del grande dipinto di Felice Casorati, realizzato in occasione del lancio della "600" (1956) che è diventato una sorta di immagine simbolo della Torino industriale, ma di grande interesse risultano anche i quadri di Giorgio De Chirico, Carlo Carrà e René Lelong, che hanno influito sul gusto prevalente dell'immagine Fiat delle differenti epoche. Chiudono il percorso espositivo gli Spot pubblicitari d'epoca, i caroselli per la televisione.

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Nei giorni in cui la Fiat ha festeggiato il proprio centenario, qualcosa di più è accaduto tra le celebrazioni e le iniziative festaiole: si pensa al futuro nella casa torinese, in un mondo automobilistico che negli ultimi mesi ha visto clamorose fusioni tra produttori importanti, per affrontare con maggior tranquillità il nuovo secolo.
Gli staff della Mitsubishi e della Fiat, con a capo Katsushiko Kawasoe e Paolo Cantarella, si sono incontrati per firmare un accordo di massima che prevede una collaborazione tra i due gruppi per la progettazione e la produzione di un fuoristrada compatto che unirà lo stile della Fiat con la meccanica nipponica.
Non si tratta certo di una fusione, ma di uno scambio di conoscenze tra due case industriali leader in campi diversi. La Fiat è all'avan-guardia nel campo del Diesel con i propulsori ad iniezione diretta con tecnologia Common Rail, già utilizzata dall'Alfa Romeo 156, mentre la Mitsubishi è specializzata nella costruzione di motori a benzina ad iniezione diretta. La collaborazione prevede quindi lo scambio di know how al fine di ridurre le spese e razionalizzare la produzione, e di presentarsi quindi competitivi nel mercato mondiale dell'auto.
L'accordo prevede la costruzione di circa 30mila esemplari del nuovo fuoristrada compatto ogni anno, in due versioni (tre e cinque porte) e due motorizzazioni (benzina e diesel), per un investimento di circa 250 miliardi di lire da parte della casa automobilistica di Corso Marconi (Torino).
La Fiat pensa dunque al futuro, non limitandosi ad autocelebrare la propria storia. Ma per vedere gli sviluppi di questo asse Torino-Tokyo bisognerà aspettare ancora.

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È stata presentata, come già detto, al Lingotto di Torino davanti a 1220 giornalisti provenienti da 66 Paesi la "nuova" Fiat Punto, l'auto che, come ha dichiarato l'amministratore delegato di Fiat, Paolo Cantarella "traghetterà la casa torinese verso il nuovo millennio con obiettivi sempre più ambiziosi, che prevedono la produzione entro la seconda parte del nuovo decennio di quattro milioni di veicoli all'anno".
Dopo i festeggiamenti del Centenario che ha visto confluire su Torino il gotha politico, industriale ed economico internazionale, si è finalmente alzato il velo sulla nuova Punto, che rispetto alla prima e fortunata versione che l'ha incoronata anche "Auto dell'Anno 1995", ha ben 3.600 componenti nuovi, ovvero l'80% è praticamente diversa.
Resta il nome, come bella eredità di un'auto apprezzata da tanti clienti diversi per gusti, età, nazionalità e professione.
Una vettura, come dicevamo, totalmente stravolta, naturalmente in meglio, rispetto alla "vecchia" Punto che si presenta sul mercato (a partire dall'11 settembre giorno della sua commercializzazione in Italia) con due modelli (3 e 5 porte), cinque propulsori: tre a benzina (il 1.2 8 valvole, il 1.2 16v ed il 1.8 16v) e due diesel (1.9 D e 1.9 JTD), e ben 23 versioni, con sei allestimenti (Punto, SX, ELX, HLX, Sporting e HGT) e 15 colori (6 pastello e 9 metallizzato).
In questo segmento è la prima vettura che adotta un motore turbodiesel del tipo "commonrail", oltre ad essere la sola ad essere dotata di un cambio automatico a controllo elettronico che può essere usata anche come cambio manuale sequenziale (e che nella versione sportiva dispone di 7 marce).
Un'auto davvero confortevole ed attenta anche alle esigenze di ogni tipo di clientela. Nulla è lasciato al caso, ogni dettaglio ne fa una vettura davvero al top in questo segmento, con tanti piccoli particolari che ne fanno una "piccola-gran-de" macchina.
Fra i più apprezzati sicuramente il "dual-drive" un sistema di servosterzo brevettato dalla Fiat proprio per la Punto, che prevede due logiche di funzionamento: la City, ideale per le manovre di posteggio in città, e la Normal, adatto per la guida in autostrada.
Fra le novità più curiose ed innovative da segnalare anche lo spegnimento temporizzato delle luci, e la chiusura automatica dopo due minuti di vetri e tettuccio apribile, oltre al navigatore satellitare di serie nella versione 1.8.
Per la nuova Punto sono stati investiti 700 milioni di Euro e si prevede una produzione annua nei 3 stabilimenti di Mirafiori, Melfi e Termini Imerese di 600/700 mila unità l'anno, di cui il 50% destinate all'estero ed il restante 50% per il mercato domestico.

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