SUPERARE IL DEGRADO DELLA
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE REGIONALE

Una chiara e decisa presa di posizione per potere superare il degrado della pubblica amministrazione regionale, attraverso una netta distinzione di competenze fra classe politica e funzionari.
Questa, in sintesi, l'analisi del Comitato Scientifico "Diritti del cittadino e la trasparenza amministrativa" dell'Osservatorio per la Legalità della Sicilia, che ha stilato un documento per "un'amministrazione regionale moderna, trasparente ed efficiente al servizio del cittadino e dello sviluppo economico".
Con una situazione attuale che è di puro stallo, sottolinea il Comitato, occorre "una riforma dell'amministrazione seria perché, se è vero che ci sono alcune "mele marce", è altrettanto vero che esistono molti funzionari della Regione che vogliono vivere nel rispetto delle regole di legalità senza dovere temere di fare il proprio dovere".
Per Giorgio Chinnici, presidente dell'Osservatorio, "un funzionario che svolge i propri compiti può essere visto come un ostacolo rispetto all'idea del funzionario funzionale ad un certo tipo di apparato burocratico-amministrativo che ha degli interessi particolari".
Il Comitato, nel "denunciare" una situazione di grave arretramento e di incapacità della pubblica amministrazione regionale a trasformarsi in un valido strumento dello sviluppo siciliano, tira in ballo senza mezzi termini anche la classe politica regionale, indicando alcuni punti essenziali per quella che è stata definita come una sorta di "Maastricht della pubblica amministrazione regionale".
In particolare, l'Ars deve impegnarsi a fissare un calendario straordinario di lavori d'aula per discutere i 10 punti indicati.
Primo fra tutti la riforma attraverso il recepimento della legge Cassese e Bassanini con l'introduzione della valorizzazione dell'autonomia gestionale della dirigenza regionale privilegiando merito, competenza e professionalità.
Procedere ad una sorta di "mini Bassanini" per ridurre il numero dei procedimenti amministrativi eliminando i passaggi inutili e riducendo il numero delle leggi in vigore.
L'adozione del metodo della programmazione economica nell'uso delle pubbliche risorse che, se pur già previsto e disciplinato da leggi della Regione, non è mai stato attuato e la conseguente riduzione dei capitoli di bilancio dagli attuali 2.000 a 300 per porre fine alla parcellizzazione della spesa, causa non ultima del dissesto finanziario.
Fissare per legge l'incompatibilità fra la carica di deputato regionale e assessore o con altre cariche elettive pubbliche o fra incarichi pubblici e l'appartenenza a logge massoniche coperte o segrete.
Procedere all'informatizzazione degli uffici della Regione con la conseguenziale attività di aggiornamento professionale del personale a qualsiasi qualifica.
Istituire gli uffici per le relazioni con il pubblico, gli uffici stampa e gli sportelli unici per le attività produttive, per garantire ai cittadini i loro diritti e "aprire" la Regione verso l'esterno rendendo pubblica l'attività amministrativa.
Infine, istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta sulla giungla retributiva per eliminare anche sperequazioni esistenti fra regionali con altri dipendenti regionali o locali.

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Giorgio Chinnici
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