Ritorna in esposizione il vaso
che venne utilizzato come urna cineraria per depositarvi i resti mortali di Luigi
Pirandello. Al suo interno residui delle ceneri e frammenti di ossa bruciacchiate e
carbonizzate del drammaturgo. Il prezioso recipiente e' adesso esposto nelle sale del
Museo archeologico di Agrigento. ''Si tratta di un cratere a figure rosse a colonnette
databile fra il 470 ed il 460 a.C.'', spiega il direttore del museo Giuseppe Castellana.
Nel vaso vennero riposte le ceneri di Pirandello e vi rimasero fino al 10 dicembre del
1961 quando furono murate sotto il famoso pino adiacente la casa natale dell'illustre
drammaturgo in contrada Caos. Il vaso poi venne conservato nel museo civico e nella casa
natale del premio Nobel fino al febbraio del 1973 quando per ragioni cautelative la
Soprintendenza archeologica di Agrigento lo ritiro' per conservarlo nei locali del museo.
Non se ne seppe pi nulla fino all'agosto 1994. Fu allora che Castellana si accorse del
vaso all'interno della camera blindata del museo. Guardando attraverso il buco che era
stato praticato nella copertura del recipiente, al momento della traslazione dei resti
dello scrittore, scopri' che vi era ancora, attaccati al fondo ed alle pareti una parte
delle ceneri. Quando i lavori di restauro alla casa natale saranno stati completati, il
vaso dovrebbe tornare in quella sede per essere esposto insieme a tutti gli altri cimeli
che appartennero a Pirandello. |
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