UNA LASTRA PER SOGNARE...

Questa personale di Isabella Collodi a Villa Niscemi può considerarsi un avvenimento d'eccezione: è la prima volta, infatti, che Palermo vede una mostra della giovane artista romana il cui nome, da una decina d'anni, ricorre frequentemente, con ampi e lusinghieri riconoscimenti, nelle principali esposizioni di pittura e soprattutto di grafica. La mostra palermitana, sponsorizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, riunisce una quarantina di opere, soprattutto acquaforti e disegni, ciascuno dei quali va riguardato come un pezzo della sua anima.
Artista personalissima e non conformista, Isabella Collodi carpisce al sogno la sua ispirazione e la traduce in visioni di assoluta purezza grafica, visioni che sfuggono alla loro immanenza per approdare a lidi di vibrante astrazione lirica.
Un'ispirazione immaginifica e straordinariamente varia, venata di malinconia e di sottile poesia, crea atmosfere, paesaggi, allegorie e larvali immagini dalla grazia miniaturistica, sospese tra sogno e astrazione, tra simbolo e fiaba ma sempre, comunque, immersi in un intenso clima magico.
Così, scegliendo a caso tra i titoli di alcune opere, possiamo cogliere immagini del suo sogno trasfigurato ("A spasso con la mia anima"), del suo mondo favolistico ("Mia madre la conchiglia", "Il matrimonio", Primo premio per l'incisione alla XVIII Biennale di Alessandria d'Egitto), di quella natura magica e palpitante ("Sotto gli occhi degli alberi", titolo della mostra palermitana), di quel senso di delicata musicalità che effonde ogni sua opera e, in particolare, si può cogliere nel "Concerto per tartaruga", "Musica per gatti" e "Per flauti e pipe", creazioni di una fervida fantasia librata oltre i confini del reale. Ricordiamo anche "La città delle scatole" che contrappone al mondo incantato della natura la visione aberrante degli alveari urbani di cemento. È "La memoria" dove l'immagine di un fanciullo colto di spalle, intento a fissare una migrazione di elefanti, evoca pure, con profonda suggestione, una lontana era geologica sospesa ai confini del tempo e del mondo.
Acquaforti, disegni e olii sono realizzati con tecnica consumatissima, di notevole perfezione nella minuziosa e delicata cura dei particolari: presentano a volte modulazioni sfumate e vibrazioni evanescenti, altre volte appaiono fissati con precisi contorni che richiamano il cesello sonoro di un liuto, oppure sono immersi in estatici silenzi entro cui taluni paesaggi vivono una vita di strano incantamento...
Cos'altro dire di Isabella della quale Palermo ha ospitato recentemente questa personale presentata al pubblico da un catalogo che porta la firma prestigiosa del poeta Aldo Gerbino?
Diremo che è proprio l'onirismo una delle principali chiavi di lettura di questa rassegna dove ogni disegno, ogni acquaforte, va considerata come la tessera di un mosaico che rappresenta il mondo poetico dell'artista e va interpretata sotto una luce di pensoso simbolismo e di sogno. Perché nulla più delle opere di Isabella Collodi richiamano alla mente quel grande drammaturgo spagnolo che tre secoli fa' affermò "La vita es sueño"...
Giulia Sommariva

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