LA CASA DEL BUON PASTORE
Per il Centenario della "Casa" mostra di SALV. CAPUTO
L’idea ha radici lontane in una prima Congregazione denominata di Nostra Signora del Rifugio fondata da San Giovanni Eudes nel 1641 che indirizzava la sua opera nell'accoglienza e nel reinserimento delle donne "traviate". Da questa opera di profonda solidarietà prese le mosse appunto la prima Casa Madre del Buon Pastore, fondata da Suor Eufrasia Pelletier.
Donna di grande talento, malgrado fosse solita dire, con un atto di sincera umiltà, di non averne alcuno; di lei possiamo ammirare oggi, dai numerosi scritti che delineano la sua personalità e descrivono la sua opera, la lungimiranza, l'intelligenza, la grande capacità di comprendere il prossimo che soffre e la enorme attitudine organizzatrice. Riuscì nel suo intento, in un epoca di grandi difficoltà di comunicazione, in un'epoca in cui la voce di una donna, per giunta suora, doveva essere veramente forte per farsi sentire dai potenti. Madre Eufrasia fece costruire 101 "Case" nei luoghi più disparati del mondo, dall'America, all'Africa, all'Irlanda, a Burma dove La "Casa del Buon Pastore continua la sua opera di solidarietà con la stessa forza della Fondatrice, nel suo nome e nel suo spirito.
Un "Buon Pastore" che pur mantenendo l'idea primigenia ha am-pliato il suo raggio d'azione plasmando i suoi intenti sulle nuove condizioni sociali, economiche e in relazione al fatto che le società tendono ormai a diventare multietniche. Suore, personale laico, associati (volontari) attivano un programma di rieducazione, di reintegrazione familiare e sociale, ma anche professionale; ultima iniziativa che si aggancia al concetto di "nuove povertà" è il programma di solidarietà, sostegno ed aiuto verso gli ammalati di cancro che abbisognano di un alloggio provvisorio per le proprie cure, e per un familiare che li accudisca: essi trovano ospitalità e calore al Buon Pastore: la "casa" per eccellenza, la casa per tutti.
Per il Centenario della Casa di Palermo, (la seconda, la prima era ubicata in via delle Benedettine) si sono messi in moto tutti gli "abitanti" di Villa Maria: l'attuale "Casa" che sostituisce quella fondata nel 1999.
Il nutrito programma di manifestazioni che ha la durata di tre giorni dal sei all'otto dicembre, ha la mente organizzatrice nella direttrice dott. Maria Rita Ribaudo che, infaticabile, ha cooptato un gran numero di associati a contribuire alla riuscita della "festa". La madre Provinciale Suor Giuliana Carollo ha messo ha disposizione la sua esperienza e la sua profonda conoscenza della storia delle "Case" e della Fondatrice. Il programma prevede quindi un'azione sociale con la partecipazione della Banda musicale di Torretta, una corsa podistica, "La corsa del sole", il "Ballo Pantomima della Cordella", una performance teatrale che come tutte le altre manifestazioni si svolgerà a Stella Maris, (Sferracavallo Via del Tritone 2), sede estiva del Buon Pastore, che vedrà come protagoniste le "Ragazze del Buon pastore" guidate dall'Associazione Teatro Iaia ne "L'officina dei sogni". Il secondo giorno l'azione rappresentativa con Sara Favarò che canta e ancora una replica della performance teatrale delle ragazze. Il terzo giorno alla presenza del senatore Oscar Luigi Scalfaro che si è interessato alla figura di Santa Eufrasia, due avvenimenti culturali segnano la mattinata conclusiva. La presentazione del libro "Operedi Miracolo" e la mostra del pittore SALV. CAPUTO.
Il titolo "Il faro di Noirmoutier: paesaggi sacri per Eufrasia" mi ha richiamato alla mente alcuni versi di Aldo Gerbino dedicati alla Santa: il poeta e il pittore si trovano accomunati dalla stessa suggestione nell'avvicinare quell'isola lontana alla nostra isola delle femmine. Scrive Aldo Gerbino (Gessi-1999)

Sui presepi barocchi
in queste plaghe prossime al Simeto
le migliaia di minuscole nere croci
di uccelli in volo:
calore di membra, anellidi
e fiamme di sparo.
Sembra che congiungano
isole disciolte:
dal faro vandeo di Noirmoutier
a Isola delle Femmine
cammino incessante dell'incontro;
colmare, forse, le assenze.

Versi, dunque, che legano idealmente l'isola di Noirmautier, all'isola delle Femmine che galleggia sulle acque antistanti Stella Maris: l'edificio liberty, ritornato al suo splendore, proprio grazie agli interventi della Congregazione del Buon Pastore. Similmente, gli olii di SALV. CAPUTO creano una simbiosi perfetta tra le atmosfere a noi abituali dell'antico approdo di "Fimis", e quella lontana "île de France" che certamente ai tempi di Eufrasia era un vero e proprio paradiso di vegetazione e di pace.
L'artista infatti cattura di Noirmoutier l' atmosfera "antica" che si "discioglie" fino a raggiungere il nostrano isolotto disabitato, la cui lontananza è data dalle "storie" che la circondano. Così i versi e le pennellate legano attraverso uno speciale e ideale cammino le due isole.
Il cromatismo delle tele denso nelle boscaglie che si estendono su morbidi declivi fino a congiungersi alle onde marine, così come nei suoi paesaggi nebrodensi dedicati alla Santa, scioglie il suo mistero nell'azzurro di cieli tersi e sereni.
Vi aleggia una atmosfera mistica che si condensa nella ieratica croce, che si fa carico di un cuore e di un vincastro; la sofferenza, l'a-more, la solidarietà rivivono la me-tafora di un intenso pensiero rivolto al prossimo, baluardo di chi sposa la causa del BuonPastore.
"Il faro di Noirmautier", la "Cifra del Buon Pastore", i "Paesaggi per Eufrasia", solitari, fioriti, agrigentini, contemplativi, nebrodensi, il "Notturno", il nostro Monte Pellegrino e Palermo tutta sono protesi verso la spiritualità di Eufrasia e della sua opera attraverso la materica pittura di Caputo.
Come sempre, ammiriamo nelle tele di questo generoso artista, la tecnica impeccabile, la personalissima tavolozza e la grande sensibilità nell'interpretazione dei luoghi resi vivi e palpitanti dalla cifra pittorica figurativa.
L'artista e l'uomo si potenziano in un connubio di creatività e umanità, che rendono questo infaticabile artista disponibile e pronto nel cimentarsi con i più svariati temi.
Marisa Buscemi

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