Presso lo spazio espositivo
"Scirocco Arte Contemporanea", messo a disposizione dal ristorante Liolà di
Terrasini, è stata ospitata una personale dell'artista Antonino G. Perricone.
Ancora una volta, le sue opere, hanno focalizzato l'attenzione di pubblico e critici
d'arte, tutti attratti da soluzioni pittoriche che travalicano il semplice concetto di
"arte" nella sua intrinseca accezione.
La nostra mente, al cospetto dei dipinti di Perricone, ha elaborato febbrilmente teorie,
concetti, significati, sino al nascere di un improvvisa sensazione che ci ha suggerito
una, altrettanto improvvisa visione. Nell'oscurità della notte, scocca improvviso un
lampo che sembra espandersi, in rami contorti, sull'intera volta del cielo sconvolto da
nubi minacciose, opalescenti ectoplasmi, per pochi secondi illumina fantasmi di case, di
alberi, di uomini che ritraggono il capo tra le spalle, in attesa del rombante tuono; in
quel momento, il mondo torna ai primigeni terrori, un'ancestrale paura che non risparmia
il "disincantato" uomo di fine millennio.
Le opere pittoriche di Antonino G. Perricone, sembrano nascere dalla stessa atmosfera di
"tregenda", anche se i fasci vorticosi, illuminati dal colore, non destano
rimbombi o schianti uditivi, orgasmi emotivi certamente, ripercuotendosi nel più profondo
di un animo esaltato dalla visione di immagini, dal nucleare effondersi, in spazi sempre
più ampi, fino al disperdersi nell'incertezza di un infinito che attrae nella speranza
del disvelarsi di un mistero, fisico o teologico, che cerca dalla notte dei tempi, una
risposta logica o divina, in entrambi i casi, tale da colmare un baratro di incertezza che
terrorizza per la sua stessa immensità di non-conoscenza.
Le realizzazioni di Perricone nascono da un punto focale, da questo ha origine una
elaborazione di forme e di colori che, coerentemente, si diffonde sul supporto, lamine
taglienti di luce che segnano un percorso ponderato, pensato e vivificato dall'artista, in
una sfida cerebrale con l'osservatore, mai vinto da una ricerca febbrile di concetti,
verità, illusioni che porteranno inevitabilmente, o ad una intima comprensione o ad un
godimento estetico che è esso stesso risposta ed appagamento ad una trepida attesa.
L'informale elegante e colto delle opere di Perricone riporta l'ordine dove, prima,
imperava il caos di un sommovimento magmatico. Ogni colore, ogni forma scaturiscono da una
mente serena che contrasta con il tumultare dei sentimenti di un'artista che cerca nella
sua stessa arte la ragione della propria esistenza e lo sbocciare di nuove vite,
cristallizzate in un limbo che genera attesa, tristezza e dolore per ciò che si è
agognato ed un mistero crudele nega, all'approssimarsi della luce.
I vortici variamente pigmentati, di Perricone non sono quindi sterili funambolismi
accademici, ma sofferto osservare un mondo in perenne sconvolgimento, un'esaltazione che
turba ed intristisce ogni animo agognante serenità ed armonia. L'artista, turbato e
ferito cerca disperatamente, con il suo carisma, di riportare quiete dove alberga solo
cacofonia, violenza inumana, desiderio incomprensibile di auto distruzione.
Ed ecco propagarsi un pensiero poetico un "risuonare" di immagini accattivanti,
ma non banali, non legate ad espressioni di un classicismo "nobile" ma,
mortificato da "ritorni" scolasticamente ripetitivi; Perricone percorre sentieri
autonomi, privi di assonanze o richiami, il suo è un mondo espressivo originale e non
potrebbe essere altrimenti, affrontando tematiche universali, ma interpretandole con un
intimo sentire, nobile espressione di un animo commosso, ferito ed esaltato, mai domo,
alla ricerca di un altruismo che non alberga più in un mondo di ferro e di fuoco,
parabola drammaticamente discendente verso "orridi" senza ritorno.
Noi conosciamo da tempo il mondo espressivo di Perricone, ma ad ogni nuova personale,
veniamo coinvolti dal suo esistere di fantastico mistero, offerto all'osservatore per
stimolarne la comprensione, non divertimento fine a se stesso, ma sofferta ricerca di
contenuti che, se disvelati, condurranno ad una gioia intima, segreta, pudica, un
arricchimento spirituale che permetterà di ascoltare il "fragore" del mondo con
la stessa coinvolgente, serena atmosfera di una dolce struggente melodia.
Claudio Alessandri |
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