LE STOÀI FORMULANO ARTE E CULTURA E SPETTACOLO

Nella Valle dei templi, poco oltre la scoscesa collina d'argilla del tempio di Giunone, verso il mare, ecco le Stoài.
L'edificio, dal caldo colore ocra appena rosato, è al posto al centro di un giardino di arboscelli e piante di antica memoria come il mirto, l'alloro, il carrubo, l'ulivo.
All'interno, su due piani, la Mostra dell'Artigianato Artistico, con le opere del miglior artigianato della provincia e della Sicilia. Dalle ampie vetrate una delle più suggestive immagini della Valle dei Templi: lo sky-line dei templi allineati sullo sperone tufaceo verdeggiante di mandorli e ulivi.
Le Stoài, un nome antico dell'Akragas del V sec. a.C., erano in quel tempo i portici in cui si succedevano le botteghe degli artigiani, che oggi ritornano a rivivere con lo stesso spirito e con nuovi apporti di lavoro artigianale. Il progetto, innovativo e di qualità culturale, è della Camera di Commercio, Industria Artigianato e Agricoltura di Agrigento, e realizzato dall'Azienda Servizi e Promozione, azienda speciale della stessa Camera.
Progetto complesso e articolato che si manifesta nell'allestimento della Mostra dell'Artigianato Artistico e nell'intrattenimento teatrale: origine e spettacolare rappresentazione della storia di Akragas nel V sec. a.C., che va in scena nella "Sala Kottabos", appositamente arredata con scenografie, luci, suoni, e un grande video per la narrazione in virtuale.
L'iniziativa delle Stoài, è nata da un'idea di Franco Capitano, idea creativa che in se raccoglie il progetto globale, e dall'impegno costante del presidente della Camera di Commercio dottor Francesco Paolo Di Betta, che ha guidato con tenacia e competenza il progetto nelle fasi della sua attuazione che ora si determina come luogo d'incontro per il turismo nazionale e internazionale, e favorevole allo sviluppo economico della città e del territorio. Un angolo particolarmente significativo è la Taberna. Due anfore, affondate nel banco di calce e gesso, per la mescita del vino e con le olive in salamoia, e intorno, nelle mensole di massello di quercia, i tanti prodotti enogastronomici delle aziende dell'agrigentino. Le pareti sono in pietra viva, tufo arenario, sotto un breve spiovente di tegole in terracotta. Il luogo della rappresentazione teatrale è la "Sala Kottabos", che si ispira, nel suo insieme, al luogo di incontri e di relazione del convivio greco. La rappresentazione scenica è il racconto antologico di storia e tradizioni: "Komodia, Akragas, l'alba di una civiltà", canti e danze, suoni e luci, e una fantastica passeggiata in virtuale fra i templi bianchi della Valle, nel tempio di Giove, fra le architetture arabe di kerkent, nei luoghi pirandelliani, e fra la folla vociante di devozione intorno a San Calogero, sotto una pioggia di pane.
Chiude la scena nella "Sala Kottabos", un sipario molto particolare: il "sipario Esseneto", citazione e memorie del noto sipario del teatro Regina Margherita, poi Luigi Pirandello, agrigentino, da tempo scomparso.
Il sipario rappresentava l'atleta Esseneto accolto in trionfo in Akragas, dopo la vittoria olimpica riportata allo stadio di Elea.
Le Stoài, tra arte, artigianato e spettacolo, sono destinate ai viaggiatori e ai turisti in visita alla Valle dei Templi di Agrigento.
Totò Cacciato
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